Manca ormai solo un mese (21 luglio 2021) all'uscita nei cinema italiani di Earwig e la strega, nuovo film dello Studio Ghibli diretto da Goro Miyazaki (I racconti di Terramare, La collina dei papaveri, Ronja la figlia del brigante) e distribuito in Italia da Lucky Red.
 
Gli orfanotrofi sono posti orribili. Ma Earwig adora il St. Morwald perché, da quando è stata lasciata ancora in fasce all’ingresso dell’stituto, tutti fanno esattamente quello che vuole. Le cose cambiano il giorno in cui una coppia un po’ inquietante (che si sforza di apparire normale) decide di adottare proprio lei. Earwig viene così catapultata nella misteriosa abitazione di Bella Yaga e Mandragora, tra stanze segrete, pozioni e libri di magia, e non ci metterà molto a scoprire che la sua nuova ‘mamma’ è una strega, con tutte le conseguenze che ne derivano! Ma grazie alla sua intelligenza e al prezioso aiuto di Thomas, un gatto parlante, Earwig troverà il modo di farsi rispettare. Una piccola storia di grande coraggio, che insegna a non abbattersi mai, nemmeno quando tutto sembra prendere la piega sbagliata.
 

Primo film ad uscire dopo la riapertura dello Studio Ghibli, Earwig e la strega ha fatto parlare di sè soprattutto per essersi allontanato dalla tradizione di animazione disegnata a mano dello Studio Ghibli proponendo un'animazione in 3DCG. Per approfondire le motivazioni dietro a questa scelta così come le tecniche utilizzate per la creazione del film, riportiamo un'intervista al regista Goro Miyazaki, il figlio del ben più noto Hayao.
Earwig e la strega è il tuo primo film da nove anni. Cosa ti ha spinto a tornare allo Studio Ghibli per fare questo film?

Mi fu consigliato da Hayao Miyazaki e Toshio Suzuki di realizzare un adattamento cinematografico di questo romanzo. Quindi sono tornato, ho letto la storia e l'ho davvero apprezzata. Ciò che apprezzo di questa storia è che Earwig non sia la tipica brava bambina. Lei è sempre diretta, è molto onesta su ciò che vuole dalla vita e sulla maniera in cui vuole viverla. Se ha degli obiettivi non esita a manipolare le persone per raggiungerli. Se qualcuno la tratta male, lei reagisce. In tal senso è una bambina molto forte e amo davvero davvero tanto il modo in cui viene rappresentata nel libro, cosa che desidero replicare anche nel film.

Lo Studio Ghibli aveva interrotto la produzione per tre anni prima che ne fosse annunciata la riapertura col tuo film e How Do You Live? di tuo padre. Potresti descrivere l'ambiente dello Studio Ghibli dopo questa pausa di anni?

Avevo fatto la serie televisiva Ronja, la figlia del brigante con uno studio esterno. Dopo di questa, quando tornai allo Studio Ghibli non c'era nessuno, era come un magazzino, completamente vuoto. Quindi pensai: "Ok, quindi non farò più film". E quando vidi Toshio Suzuki, il nostro produttore, sembrava davvero felice "Posso andare in pensione, finalmente!". Ma Hayao Miyazaki non è riuscito a stare lontano a lungo. Non può vivere senza creare qualcosa. Quindi ha iniziato con un breve filmato per il museo Ghibli e poi è passato ad un lungometraggio tradizionale. Ed è stato intorno a quel periodo che anch'io ho iniziato a lavorare a Earwig.
La moglie di Hayao Miyazaki, che sarebbe mia madre, era solita dirgli: "Spero che tu possa andare in pensione, prendertela comoda e goderti il resto della tua vita." Ma recentemente ha accettato il fatto che lui non può smettere di creare, l'ha capito, e quindi ora dice: "Ok, se preferisci creare fino alla fine dei tuoi giorni allora vai allo studio, vai in ufficio ogni giorno."


Ronja fu animato col computer. L'esperienza ottenuta con tale serie ti è stata utile per realizzare Earwig e la strega?

Assolutamente. Per la computer grafica di Ronja utilizzammo la tecnica del cel-shading, quindi praticamente emulammo l'aspetto dell'animazione disegnata a mano. Tuttavia, tornato allo Studio Ghibli, utilizzare una tecnica che emulasse l'animazione disegnata a mano in uno studio specializzato nell'animazione disegnata a mano non aveva molto senso. Decidemmo di utilizzare quindi una 3DCG completa. Fu sicuramente una vera sfida.
 
 
earwig


Earwig e la strega è stato pensato fin dal principio come film in computer grafica oppure è stata una decisione presa in un secondo momento?

Avevo deciso fin da subito di fare un film in CG, tuttavia ero indeciso se utilizzare il cel shading o una CG completa. Ho deciso per quest'ultima pensando al pubblico di riferimento qui in Giappone.

Essendo il primo film Ghibli in computer grafica come vi siete comportati per la tecnologia necessaria?

Dal momento che lo Studio Ghibli non aveva i mezzi necessari abbiamo iniziato con l'assumere membri chiave dello staff che fossero capaci di farlo e che potessero costruirci i sistemi necessari a permetterci di realizzare un film in 3DCG.

Avete iniziato con animazioni fatte a mano per poi convertirle col computer?

L'inizio è abbastanza simile a quello che si fa per l'animazione disegnata a mano. Si inizia disegnando il character design ed il set design a matita su carta. Poi si passa alla storia, e anche gli storyboard sono disegnati a mano. Questi processi non sono molto diversi rispetto a quelli dell'animazione disegnata a mano.

Nel film sono presenti diverse scene complicate, specialmente quelle incentrate sulla magia. Quali sono state le scene più difficili da animare, che avrebbero potuto essere differenti se disegnate a mano?

Difficile dirlo, ogni scena è stata dura, è stata una vera sfida.
Le scene più tranquille richiedevano l'interpretazione, le espressioni facciali e le performance dei personaggi, mentre per le scene d'azione era necessario creare dinamismo con la camera che si muoveva continuamente. Ci sono molte cose diverse in base a quello che stai cercando di rappresentare in ciascuna scena, quindi ogni scena ha una sua difficoltà. Per esempio, la creazione della stanza in cui Earwig e la strega Bella Yaga creano pozioni e incantesimi ha richiesto un anno, con un artista dedicato che per un anno ha lavorato esclusivamente a quella stanza.

 

Molti film animati in CG puntano ad un aspetto il più realistico possibile, ma Earwig e la strega ha deciso di non farlo. Mantiene lo stile animato che abbiamo visto in molti film Ghibli, specialmente nei capelli. Quando hai pensato al character design per questo film, come hai deciso quanto essere realistico?

Hai assolutamente ragione. Se si sceglie la strada del fotorealismo si può andare avanti all'infinito, e non è proprio lo stile dello Studio Ghibli. Ho pensato molto a dove volevo andare. Mi sono ispirato all'animazione stop-motion di studi come Laika e Aardman, specialmente per quanto riguarda la deformazione dei personaggi e le ambientazioni. Quindi ho pensato il character design in modo da renderlo simile all'aspetto dell'animazione stop-motion. Per i capelli anzichè cercare di rappresentare ogni singola ciocca li abbiamo raccolti in grandi pezzi. Per gli occhi invece abbiamo deciso di utilizzare maggiormente l'animazione disegnata a mano per realizzare la luce all'interno delle pupille, invece che ricorrere alla CG.

Speri di poter fare altri film animati in CG con lo Studio Ghibli? Oppure tornerai all'animazione disegnata a mano?

Se fossi più giovane allora sarei in grado di passare da una tecnica all'altra. Ma non sono più così giovane e probabilmente non avrò il tempo per fare ancora molti film nella mia vita. Mi piacerebbe mettermi alla prova con un altro paio di film in CG.

In quanto primo film Ghibli da quattro anni, cosa speri possa rappresentare Earwig e la strega per la nuova era dello Studio Ghibli?

Che Ghibli continuerà a fare film senza sosta. Spero inoltre che possa simbolizzare il fatto che per restare fedeli al nostro stile Ghibli non sia necessario rimanere attaccati all'animazione disegnata a mano. Credo realmente che affrontare nuove sfide sia la chiave per restare fedeli a noi stessi.

Goro Miyazaki fino a oggi

 
Goro Miyazaki nasce a gennaio 1967 dalla madre Akemi Ota e dal padre Hayao Miyazaki, uno dei più celebri registi d'animazione giapponese al mondo. Credendo di non poter raggiungere il medesimo livello del padre, Goro sceglie un percorso di studi che lo porti il più lontano possibile dal mondo dell'animazione, specializzandosi nella costruzione di edifici dedicati all'agricoltura. Nei primi anni successivi alla laurea, Goro si dedica alla progettazione di parchi e giardini, finchè nel 1998 viene scelto per realizzare il Museo Ghibli a Mikata, occupandosi anche della direzione dello stesso dal 2001 al 2005. La svolta nella vita di Goro Miyazaki avviene quando Toshio Suzuki, manager dello Studio Ghibli e storico collaboratore del padre Hayao, impressionato dalle capacità organizzative e decisionali del giovane, lo convince ad aiutarlo a realizzare un film animato. Nonostante il parere contrario del padre Hayao, che non lo riteneva ancora pronto per il ruolo, Suzuki assegna a Goro la realizzazione degli storyboard dell'adattamento animato del romanzo Tales of Earthsea di Ursula Le Guin; la qualità del lavoro di Goro è tale che Suzuki decide di assegnarli anche la regia del film. Il film divide critico e pubblico: Earthsea e Miyazaki vincono il premio rispettivamente come peggior film e peggior regista dell'anno al Bunshun Raspberry Awards, ma il film viene candidato al Japan Academy Prize e presentato al festival di Venezia; Hayao Miyazaki inoltre si complimenta col figlio, ritenendo il film "un lavoro onesto". Il successivo film, scritto dal padre e girato dal figlio, segna la collaborazione tra i due Miyazaki e questa volta La collina dei papaveri vince il Japan Academy Prize. Nel 2014 Goro Miyazaki si occupa della sua prima serie animata per la televisione, trasponendo il romanzo per l'infanzia Ronja Rövardotter della scrittrice svedese Astrid Lindgren.

I racconti di Terramare (film 2006)

La storia è ambientata in un arcipelago medievaleggiante, dove la pace sembra vacillare quando, dopo la ricomparsa dei draghi, iniziano a manifestarsi pestilenze che uccidono bestie e uomini. Arren, figlio del re, compie un terribile misfatto e fugge da palazzo. Lungo la via fa la conoscenza di Ged, detto Sparviere, un mago, che lo prende sotto la sua protezione. Inizia quindi l'avventura dei nostri due protagonisti, che dovranno vedersela con un altro potete e oscuro mago, Aracne.
 

La collina dei papaveri (film 2011)

Il film è ambientato durante il boom economico giapponese del 1963. E' passato ormai più di un decennio dal termine della Seconda Guerra Mondiale e gli studenti sono chiamati ad essere i rappresentanti di un "Nuovo Giappone". La storia ha come protagonista Umi Komatsuzaki, una studentessa risiedente nella città portuale di Yokohama e che finirà con l'innamorarsi di un ragazzo di nome Shun'ya Kazama. I due avranno modo di conoscersi sempre di più, ma nell'arco di breve tempo verranno anche a conoscenza di un segreto che accomuna il loro passato.
 

Ronja, la figlia del brigante (serie TV 2014)

Trasposizione del romanzo La figlia del brigante della scrittrice svedese Astrid Lindgren nonché prima serie televisiva di Goro Miyazaki, Sanzoku no musume Ronja segna il ritorno della narrativa meisaku all'interno dell'animazione giapponese dopo diversi anni di assenza. Pensata per farsi apprezzare sia dai bambini che dagli adulti, questa serie racconta la crescita della piccola Ronja, figlia di Mattis, il capo di una delle due tribù di briganti del bosco, man mano che viene a contatto con le meraviglie della natura, sfuggendo al contempo ai pericoli e alle pericolose creature fantastiche che abitano il bosco dove vive e i cieli sopra di esso.Mentre Ronja cresce e acquista sicurezza in se stessa, sullo sfondo assistiamo alla faida tra la banda di briganti di Mattis e quella di Borka, che si contendono da decenni i bottini dei viaggiatori del bosco, litigando ogni volta che si incontrano e odiandosi a vicenda. Questa, per certi versi idilliaca, situazione inizia a mutare nel momento in cui Ronja incontra un ragazzo della sua stessa età che sostiene di essere il figlio di Borka: Birk.Una storia che vuole concentrarsi, oltre che sulla crescita della piccola Ronja, sull'amore tra genitori e figli e sui profondi legami dell'amicizia.
 


Fonte consultata:
slashfilm.com