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Scarlett7

Episodi visti: 13/13 --- Voto 2,5
"Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%", anche nota come "UtaPri", è la prima sventurata serie composta da tredici episodi prodotti, con mio immenso stupore, dalla A-1 Pictures, una casa di produzione di tutto rispetto - il che mi permette di comprendere il motivo per cui esistono anche una seconda, terza e quarta serie!

La protagonista della serie è Haruka Nanami, una ragazza che vuole frequentare a tutti i costi la prestigiosa accademia per idol e compositori costruita dal pazzoide preside Shining Saotome, nome strano per un soggetto a dir poco da manicomio. Fine trama.
Mi sembra anche normale che la trama sia così esigua, visto che stiamo parlando di un reverse-harem, e, proprio per tale motivo, i maschietti che fanno la loro apparizione nella serie, ovviamente, sono tutti innamorati della protagonista, chi dal nulla e chi per motivi futili.
Gli episodi sono stati di una noia mortale, tanto è vero che in alcuni di questi mi sono spesso chiesta il senso, perché, davvero, non credo esista un senso per dedicare ventiquattro minuti al nulla cosmico e alle baggianate che sparano i personaggi ogni tre/quattro secondi! Inoltre, se c'è una cosa che non sopporto, è l'inserimento, in serie che si professano "normali", di elementi soprannaturali che non hanno un cavolfiore di senso in tutta l'intera serie, lasciando intendere solo che la protagonista, si spera, ignara del complotto ordito alle sue spalle, ingerisca una quantità incredibile di sostanze allucinogene. Quindi, stendiamo un velo pietoso.

Il finale di questa prima serie, se tralasciamo i "primi" noiosissimi e del tutto eludibili venti minuti della puntata, è stato buono. Anzi, credo che avrebbe concluso al meglio questa disastrosa serie!

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

Arriviamo al vero problema di "UtaPri": i personaggi. Capisco che questa sia un reverse-harem, però un briciolo di caratterizzazione deve pur esserci per creare dei personaggi così variegati.
La protagonista è quanto di più insipido si potesse trovare, manco sulle bancarelle o scontata la si trova! Personaggio terribilmente inutile, la cui sanità mentale è messa costantemente in discussione (non si può chiamare un gatto Kuppuru!), mi è rimasta impressa perlopiù per un motivo. E' impensabile che Haruka Nanami, appassionata di musica e desiderosa di diventare compositrice, non sia capace di leggere la musica e che riesca, in una notte, a imparare a leggerla e comporre anche una melodia per il giorno seguente, diventando poi in tre mesi la migliore compositrice della classe. Anche questo è un elemento soprannaturale, del tutto poco gradito! Per giunta, la sua migliore amica, Tomo, che compare una volta sì e trenta no, è molto più carina e sana di mente di lei e, nonostante questo, nessuno dei baldi giovani le presta la minima attenzione.
Il primo dei baldi giovani è Ittoki, è un personaggio che mi piace molto, solare, dolce e davvero tanto buono. Non ho nulla da ridire, se non che si innamora di Haruka dal nulla.
Masato è un ragazzo riservato e un po' misterioso che adoro soltanto quando battibecca con Ren, mettendolo, nel 100% dei casi, a tacere. Si innamora di Haruka per motivi futili.
Syo è l'ultimo persona di cui invaghirsi, viste le forcine che porta nei capelli e lo smalto nero sulle unghie. L'episodio in cui cade in trance è da considerarsi forse come l'apice della stupidità umana, e quindi anche qui evento soprannaturale. Inoltre si innamora di Haruka dal nulla.
Natsuki... Ma quanto è imbecille Natsuki? Una cosa che odio nei personaggi è quando hanno la doppia personalità, cioè 'sto tizio con gli occhiali è carino e 'coccoloso', e, quando se li toglie, diventa un toro infuriato che s'è visto sventolare dinanzi agli occhi un telo rosso. Questo è il quarto evento soprannaturale e, anche lui come Syo, si innamora di Haruka dal nulla.
Ren... Mamma mia quanto è brutto questo tizio! Quante cose ci sono da dire! E' uno sciupafemmine che definisce Haruka, di cui si è innamorato per un motivo più che futile, "agnellino". Ma che razza di nomignolo è "agnellino"? Dovremmo aggiungerlo a "colombino" e compagnia bella? Ma io non lo so! Ma come dimenticare l'evento paranormale in cui Ren, sul tetto dell'accademia, strappa un foglietto di carta su cui era inciso il testo della sua canzone, lasciando al vento il compito di disperderlo per tutta l'accademia (compresa di boschi, lago, ecc.) e l'agnellino stupido riesce a recuperare magicamente tutti i pezzi e a riassemblarli come nei puzzle da mille pezzi. Tutto questo non è normale, punto e basta!
Ultimo dei ragazzi è la bellissima e tenebrosa crush della protagonista, e anche la mia: Tokiya. Sono convinta che, se vuoi rovinare un personaggio, devi inserirlo in questa serie, perché all'inizio Tokiya era un ragazzo normale, che diceva cose sensate ed evitava di essere contagiato dalla stupidità della protagonista, ma, da quando è entrato nel gruppetto, ci è cascato pure lui. Per entrare nel gruppo ha dovuto superare anche la puntata che definisco "Tokiya e la sfortuna", una puntata di accanimento gratuito nei confronti di 'sto povero ragazzo.
Gli altri personaggi, poco degni di nota, non sono assolutamente serviti a niente, quindi è inutile persino menzionarli.

Dal punto di vista grafico, la A-1 Pictures fa sempre dei lavori eccelsi con le ambientazioni, i toni e i fondali. Idem con patate per il chara design, anche se avrei fatto volentieri a meno degli occhi inquietanti che si ritrova la protagonista!
La opening della serie è tanto bella quanto introvabile ovunque io cerchi. La ending rispecchia tanto la serie, ma perché anche nella versione ufficiale devono contare e ciascun membro deve dire "Are you ready?"? La trovo stupida come parte!

Serie parecchio sopravvalutata. Voto: 2,5


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TheNim

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
"Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" narra la storia di Haruka, una ragazza timida che desidera frequentare l'Accademia Saotome per diventare una compositrice. In questo istituto, oltre che a un preside piuttosto particolare, incontrerà anche sei ragazzi che desiderano diventare idol, e che (naturalmente) si invaghiranno di lei.

Come ci si poteva aspettare da un reverse-harem, la trama non spicca per la sua originalità, con colpi di scena campati per aria che non servono praticamente a niente e avvenimenti piuttosto inverosimili.
Anche il finale è piuttosto inconcludente, senza neanche un singolo bacio e privo di romanticherie, che fanno intendere l'arrivo di una seconda stagione.
I personaggi, anche se gradevoli, mi hanno fatto solamente ridere a forza di cliché. Abbiamo il solito dongiovanni, il ragazzo solare e affettuoso, lo tsundere, il "bel tenebroso", l'ameba ecc. e ognuno avrà il suo modo (altrettanto stereotipato) di dimostrare il proprio affetto per la protagonista.
La ciliegina sulla torta poi è stata proprio Haruka, ragazza priva di una qualsivoglia autonomia e che è stata in grado di mandare il "girl power" a quel paese. Viene infatti bistrattata continuamente ed è un'incapace sotto tutti i punti di vista, tranne nello scrivere canzoni piuttosto monotone.

La maggior parte della colonna sonora è composta dalle tipiche canzoncine d'amore condite da testi scemi che verranno cantate dal ragazzo/i di turno. Sono quasi tutte orecchiabili e facilmente dimenticabili, ma la cosa che mi ha divertito di più è come vengono cantate, cioè nel bel mezzo di ambienti pieni di stelline e brillantini dai colori accecanti.
Ciò che mi è piaciuto di più è lo stile: i disegni molto accattivanti e dai colori sgargianti sono perfetti per un genere dove l'estetica è tutto. E perlomeno rendono le sequenze "canore" più interessanti e carine da guardare.

Do a questo anime la sufficienza, perché è stato in grado di intrattenermi e farmi ridere, e anche per alcune trovate che mi sono piaciute, come ad esempio il design di costumi, accessori e ambientazioni.
Sicuramente non consiglio la visione a chi desidera qualcosa di sorprendente e fuori dalla norma, ma se ci si vuole fare qualche risata tra scene idiote e J-pop di bassa qualità, “Uta no Prince-sama” è perfetto.


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AleNeko-chan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" è un anime carino e divertente, composto da tredici episodi.
La trama è semplice. Nanami è una ragazza con un sogno nel cassetto: comporre musica per il suo idolo, il cantante Hayato-sama. Per raggiungere questo obiettivo si iscrive a una scuola di musica dove conosce sei ragazzi, uno più bello dell'altro, che finiscono col perdere la testa per lei. A questo punto ci sarebbe qualcosa da precisare: "UtaPri" è un reverse-harem, è ovvio che la finalità della serie sia prima di tutto il fanservice, cioè vedere bei ragazzi che fanno ciò che le fan vogliono vedere, non ci si poteva certo aspettare una trama intricata con sviluppi inaspettati. C'è da dire che la storia, anche se semplice, si sarebbe potuta sviluppare sicuramente meglio (magari con qualche episodio in più, che non fa mai male).

I personaggi sono abbastanza piatti e stereotipati, in compenso il chara design è ottimo.
L'opening e l'ending sono piacevoli e coinvolgenti, mentre le OST sono nella media.
Fino a qui direi che un 7 come votazione sarebbe stato più che sufficiente. Ho dato 8 per il comparto grafico, non solo per quanto riguarda i personaggi, ma anche gli sfondi.

In conclusione, "UtaPri" è un anime che merita, che nonostante la semplicità sa divertire e appassionare e che consiglio più che altro a un pubblico femminile.


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Mazawiz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Visto che quest'estate volevo passarla in modo spensierato, ho deciso che anche gli anime che avrei guardato avrebbero seguito questa filosofia. "Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%" ha centrato in pieno il mio obiettivo, anche perché, a mio parere, già solo dal titolo si intuisce lo spessore e la complessità dell'opera.

Partendo dalla trama, si può dire che è estremamente lineare e comprensibile: una ragazza di nome Haruka Nanami entra a far parte dell'Accademia Saotome, un prestigiosa scuola di musica, per studiare composizione. Lì farà la conoscenza di sei bei ragazzi (più la sua compagna di stanza che ha, più o meno, l'utilità di un frigorifero al Polo Nord) che, pian piano, si innamoreranno della sua musica.
I personaggi sono i classici stereotipi, soprattutto la protagonista, ma non annoiano e si fanno voler bene; devo dire che mi sono piaciuti tutti, a loro modo.
Il character design è ottimo, anche perché l'elemento chiave di questo anime è proprio la bellezza dei protagonisti maschili. La scelta dei colori è invece discutibile, ad esempio gli occhi della ragazza sono di una fastidiosa tonalità di giallo e le pupille sono praticamente trasparenti.

Come mai il voto è un sei? Per due semplici motivi.
Primo, la musica. Parliamone. Quella sarebbe una scuola di musica prestigiosa, dove l'aspirazione massima degli allievi è fare l'idol o comporre per gli idol? Certo. Anche io studio composizione e, ahimè, non è così facile come viene descritta qua. Inoltre, in modo quasi magico, le basi compaiono dal nulla. Haruka compone una melodia e, dieci secondi dopo, ecco una canzone completa con tanto di parti per basso, chitarra, clavicembalo e chi più ne ha più ne metta. Perché nella realtà studiamo armonia allora? No, no, alla signorina Nanami basta inventare una melodia e poi il suo genio strabiliante creerà magicamente un accompagnamento fatto e finito. Avevo iniziato a guardare "Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%" proprio per il tema musicale, ma ne sono rimasta estremamente delusa. Questo sarebbe il concetto di musica di alto livello?
Speravo veramente in qualcosa di più, ma il livello, sia della OST, sia delle canzoni, è piuttosto basso. Ma non solo! La ragazza vuole studiare composizione e viene ammessa in quest'accademia tanto favolosa, ma all'inizio non sa leggere la musica! Pazzesco. Però sa suonare il pianoforte, perché ovviamente è così geniale da avere un intero repertorio, imparato esclusivamente ad orecchio. Ma neanche Mozart! Mi state dicendo che una ragazzetta, con tanto di capelli rosa e occhi gialli fosforescenti, ha superato qualsiasi genio musicale con tanta facilità?

Ed ecco che arriviamo al secondo punto: la credibilità. Esatto, non c'è nulla di credibile in questo anime. Oltre al nuovo genio della composizione, Haruka, abbiamo un gatto che si trasforma in un... principe delle muse (?)... non saprei, davvero, senza nessun motivo, senza alcuna logica e senza una qualsiasi utilità per lo sviluppo della trama (se non il pensiero che in realtà, la protagonista, non usi della droga allucinogena per ispirarsi) e, come contorno, c'è il preside dell'accademia: decisamente fuori luogo e pacchiano oltre ogni limite.

Trovo che il 6 sia davvero molto generoso, ma volevo comunque dare la sufficienza perché ho trovato l'anime divertente e ho apprezzato le animazioni coordinate fatte al pianoforte (i tasti del pianoforte erano spesso coordinati con le note giuste, il che fa sempre piacere). Consiglio questo titolo a coloro che vogliono divertirsi un po' e, in particolare, a tutte coloro che apprezzano i bei ragazzi negli anime.


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Avventuriera

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Gli otome games non sono una droga. Sono la Droga per eccellenza: che siano strutturati in stile dating sim o che il loro stile sia quello delle visual novel, il loro mercato non conosce crisi, a meno di storie completamente prive di pathos o per niente avvincenti. Un videogioco fra tutti che ha saputo distinguersi dalla concorrenza elevandosi a saga di grande successo è senz'altro "Uta no Prince-sama", un'esperienza in cui la classica eroina dovrà decidere con quale idol condividere non solo la sua carriera nell'ambito della composizione musicale, ma anche sentimentale. Provare a bissare il successo del videogioco, con un anime che potesse far rivivere alle giocatrici un'avventura del genere e arricchirla con nuovi elementi appariva un'occasione troppo ghiotta. A questo scopo, dalle vette della fama, scese la serie anime "Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%", seguita a distanza di pochissimo tempo da "Maji Love 2000%" e "Maji Love Revolutions", grazie soprattutto all'ampia folla di fan che avevano apprezzato moltissimo la prima serie. Sembrerebbe che la fortunata saga abbia continuato la sua ascesa incontrastata, ma quanto i dati di vendita o di share possono corrispondere alla reale qualità di un prodotto?

Non sempre i due fattori coincidono e già basandosi sulla versione videoludica si potevano riscontrare esagerazioni, paradossi e problemi non di poco conto nella caratterizzazione dei personaggi. Per non parlare degli stessi presupposti della trama: un istituto gigantesco, con un aspetto che prende spunto dalla Reggia di Versailles, in cui promettenti idol e compositori di canzoni per gli stessi affrontano durissime selezioni per ottenere un contratto con la stessa agenzia che ha dato il via alla scuola. Soltanto leggendo questa sinossi si riesce a intuire quanto il contesto sia strampalato; tuttavia il pregio più evidente del primo capitolo della saga videoludica era forse quello di schivare accuratamente l'argomento, per concentrarsi sugli interessi amorosi a disposizione di Haruka Nanami. I suoi occhi pregni di sentimenti e vitalità (ironia mode: ON) sarebbero stati costantemente puntati sul ragazzo scelto nei primi istanti di gioco. Gli stessi ragazzi, poi, avrebbero svelato passati tortuosi e complessi degni di una telenovela, ma quantomeno avrebbero avuto qualcosa con cui intrattenere la videogiocatrice in cerca di storie strappalacrime, di una relazione all'inizio difficile e poi capace di aprirsi a un dolce happy ending.

Ma allora perché "Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" fallisce anche in questo punto? L'aspetto della "scelta", ovvero della "personalizzazione della storia", di fatto risulta ingombrante in un anime. Nell'otome game, a seconda della scelta effettuata all'inizio della sessione di gioco e in base alle battute decise da far pronunciare ad Haruka, sarebbe stato possibile approfondire un solo personaggio alla volta, dando all'eroina una personalità coerente con le situazioni di gioco, anche se non molto chiara. L'anime adotta una strategia diversa, sicuramente semplificando il processo di caratterizzazione: ossia trasformare la ricerca di un "amore serio 1000%" in una commedia scolastica a dir poco stereotipata.

Infatti, non essendo possibile concentrarsi specificamente su un singolo ragazzo, la serie animata sfrutta gli aspetti esteriori nei caratteri e nei look dei bishonen per dar vita a gag trite e ritrite, di cui fanno le spese in particolare i due membri più stravaganti del gruppo di idol, Natsuki e Shou. Il primo viene più volte ripreso per la sua incapacità nel preparare qualcosa di commestibile, il secondo per i suoi assaggi coatti alle pietanze disgustose del compagno di stanza. Anche Otoya nelle prime puntate sembra svolgere il ruolo di capro espiatorio per il comparto comedy della serie, ma il ragazzo verrà presto dimenticato con la stessa velocità con la quale viene introdotto, per fare spazio ai "bellocci tenebrosi", come Ren, Masato e Tokiya. Sono gli unici a ricevere un minimo approfondimento della loro storia personale e questo li ricollega magicamente ad Haruka, che sembra in grado con la sua gioia di vita paragonabile a quella di un sasso, di sbloccarli dal loro stato immoto. A tal proposito, l'eroina con un minimo di personalità del videogioco viene soppiantata da una versione che mantiene gli occhi gialli con annessa pupilla verde a dir poco orrendi, ma che sostituisce ogni frase di senso compiuto con continui mugugni aspirati e sospirati, degni di una malata che abbia difficoltà respiratorie.

La sua mancanza d'iniziativa o d'indipendenza viene più volte fatta notare dagli stessi comprimari, che agiscono in molti casi come "deus ex machina" per aiutare la ragazza a superare gli ostacoli durante gli studi. Per esempio, le malelingue degli altri studenti, giustificate visto che Haruka Nanami è stata ammessa in una scuola prestigiosa, pur non sapendo minimamente leggere uno spartito musicale, vengono spazzate via con l'intervento propizio dei suddetti personaggi di contorno. Come riflessione seguente: sembra strano che un istituto rinomato come la Saotome Academy sia privo di un test d'ammissione che preveda la lettura di uno spartito, stiamo parlando di un requisito fondamentale per chiunque voglia intraprendere una carriera nel mondo della musica. Con questi presupposti è davvero bizzarro credere che i ragazzi siano tutti interessati a lei, soprattutto quando arriva il momento di scegliere il compositore con cui affrontare insieme l'audizione di laurea.

In conclusione, il difetto più grande dell'anime non è solo quello di raccogliere gli sbagli del primo videogioco e farli propri, ma anche l'eliminazione totale dell'aspetto positivo più forte, la scelta. La serie sfocia in un finale all'acqua di rose in cui non si ha ovviamente nessuna scelta definita, l'anime non prende mai nessuna decisione coraggiosa nel suo sviluppo: si ancora ai cliché, a una trama bizzarra e a ragazzi bellissimi che fanno letteralmente sbavare le spettatrici. Un esempio di come un videogioco non debba essere trasposto in una serie animata.

Quattro, perché non c'è altra scelta, anche se il comparto grafico e sonoro cercano di risollevare la serie dal baratro del "dimenticabile".


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YakuraChan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Iniziamo dalla conclusione: è un anime che consiglierei. "Uta no Prince-Sama - Maji Love 1000%" è un anime dedicato alla musica e reverse harem... Ora, non è propriamente il mio genere, ma, dato il mio poco tempo per guardare anime causa esami, direi che per essere un anime da tredici episodi, poco impegnativo e con grafica e design accettabile, per passare del tempo lo consiglierei certamente. Non aspettatevi, a mio avviso, delle grandi trame: la storia non è particolarmente profonda né impegnativa, ma, proprio per questo, risulta essere un anime leggero e apprezzabile. Essendo un anime sulla musica basato sulla composizione di canzoni da parte della protagonista, anche quest'ultime sono state da me giudicate e devo dire che sono davvero orecchiabili (sempre secondo il mio modesto parere). E' una storiella tra il romantico e il drammatico, comunque, come ripeto, niente di troppo esaltante: gli episodi, nonostante ciò, si lasciano guardare e, giusto per soddisfare la propria curiosità, si giunge presto alla fine.
In definitiva, quindi, l'anime merita un bel 7 (personalmente 7/8 per quanto riguarda questa stagione), sia per la grafica (che è comunque nella norma) sia per la storiella, ma soprattutto per il design dei personaggi (che ho molto apprezzato), le canzoni e la sua brevità.
Secondo me è un buon anime anche per chi desidera cambiare genere, poco impegnativo e divertente.


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Kotaro

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Nella mia personale esperienza c'è qualcosa che accomuna "Uta no prince-sama 1000%" a "Initial D", ossia che mi sono approcciato alla visione di entrambi, nonostante nessuno dei due fosse di un genere che mi appartiene o mi è congeniale, unicamente perché sono incappato nelle loro colonne sonore e le ho trovate di mio gradimento.
E' la musica, infatti, ciò che mi premeva trovare in questo "Uta no prince-sama 1000%", e più o meno l'ho trovata, anche se, ahimè, non così tanto come credevo. E' certo un elemento presente nella serie, ma paradossalmente non così tanto, in quanto spodestato da altri come l' "amore" (obbligatoriamente fra virgolette) o una comicità demenziale. Mi aspettavo una commedia sentimentale ambientata nello star system degli idol e dei cantanti, mi trovo invece sì con una commedia sentimentale (più o meno), ma ambientata in una sedicente scuola di musica, dove però i personaggi di musica fanno poco e niente.
Scopo principale dell'anime è, infatti, far attorniare la protagonista da un gruppo di aitanti belloni che nel giro di niente e senza motivi apparenti le cascheranno ai piedi, un artifizio narrativo che tradisce immediatamente l'origine dell'anime, nato da una visual novel per ragazze.
Tutto sommato, di base, "Uta no prince-sama 1000%" è un anime abbastanza gradevole da seguire, se lo si prende come una visione disimpegnata che ci procurerà spesso e volentieri innumerevoli risate involontarie per un motivo o per un altro.

Dal punto di vista dei disegni e della grafica, se escludiamo gli orripilanti occhi vitrei e fosforescenti della protagonista, è colorato e accattivante. La presenza di molte canzoni (cui sono state dedicate quintalate di CD) è sicuramente un valore aggiunto, anche se, purtroppo, non sono valorizzate nel modo giusto.
In ogni puntata, a rotazione, uno degli affascinanti wannabe idol della scuola si lancerà in un siparietto musicale che serve a esprimere/descrivere i suoi sentimenti, oltre che a far scena. Purtroppo, però, queste sequenze sono brevi, a volte insignificanti, e non permettono di godere appieno delle canzoni, che di tanto in tanto son pure carine - infatti nella versione completa per CD ne guadagnano molto.
Fiore all'occhiello della colonna sonora è la ending che dà il titolo alla serie, allegra e orecchiabile, divenuta tanto celebre da esser presente in tutti i videogiochi musicali degli ultimi tre anni, con annesso trashissimo videoballetto. Peccato che la si veda per bene solo nel primo episodio (di fatto anticipando e rovinando la suspense per il finale della serie) e per il resto delle puntate è inquadrata "in piccolo" durante i titoli di coda, quando invece un anime musicale che si rispetti dovrebbe valorizzare al meglio elementi come le canzoni o il ballo. Il doppiaggio dei vari personaggi è buono, tranne quello della protagonista, che è impossibile valutare dal momento che tre quarti delle frasi che dice sono "Eeeeh...".

La semplice trama di fondo (anno scolastico dei personaggi e annesso sogno di diplomarsi e sfondare nel mondo della musica) parte ben presto in direzione di binari tutti suoi, e si perde fra una eccessiva compressione delle vicende in soli dodici episodi, un cast abbastanza ampio, elementi e personaggi che vanno e vengono senza un perché, buchi narrativi e diverse trovate prive di senso (qualcuno mi spieghi il senso della parentesi fantasy-onirica di metà serie: ok introdurre un nuovo personaggio in vista della seconda stagione, ma diamogli un senso). Il finale, di fatto già scritto nei primi minuti del primo episodio, arriva praticamente fra capo e collo senza chissà quale approfondimento o spiegazione e, per giunta, non risolve la questione sentimentale fulcro del tutto.
Peccato, perché l'idea di base è buona e, con molte riserve, lo sono anche i personaggi, i quali sono più o meno ben caratterizzati (a parte il loro inspiegabile innamoramento-flash per una tipa che non merita tutte queste attenzioni). Ognuno dei vari belloni che gravitano intorno alla protagonista ha un carattere e un ruolo ben definito, e paradossalmente si riesce subito ad affezionarsi a tutti loro, fra una risata volontaria perché c'è quello con le meches rosa che sembra una ragazzina ma se ne esce col vocione cavernoso o quello che sembra un'amorosa mammina e poi quando si toglie gli occhiali cambia personalità diventando l'Incredibile Hulk, e una involontaria perché c'è il playboy capellone che attira turbe di fan assatanate ad ogni suo respiro ma perde tempo con l'insulsa protagonista, c'è quell'altro che non parla mai e sembra avercela col mondo ma poi si scioglie perché sente la protagonista canticchiare "Twinkle twinkle little star" o l'idol tenebroso che se ogni tanto ridesse non morirebbe mica, e tu non puoi fare a meno di ridergli dietro e finisci pure per prenderli in simpatia.

Il difetto più grosso della serie, che praticamente genera tutti gli altri, è la sua protagonista: una ragazza insulsa, apatica, che a detta sua suona il pianoforte sin da bambina, riesce a entrare (su raccomandazione, evidentemente) in una prestigiosa accademia di musica e poi non sa leggere uno spartito, che nonostante questa sua mancanza riesce praticamente a creare dal nulla basi musicali di buon livello con la stessa facilità con cui si preparano i Quattro salti in padella Findus (Nodame, mi spiace per te, ma non sei nessuno!), che senza aver mosso un dito si ritrova attorniata, amata, idolatrata e venerata come la Madonna da una mezza dozzina di ragazzi affascinanti che di continuo le dicono frasi dolci, le regalano fiori o le si dichiarano, e lei non arrossisce nemmeno (in presenza di Hayato sviene a terra in preda a visioni mistiche come se le fosse apparso l'Arcangelo Gabriele, ma questo succede solo nella sigla, nelle puntate vere e proprie non è mica così reattiva!). Un personaggio irritante e detestabile nel suo essere sempre così passiva, nel suo essere sempre salvata, amata, protetta e messa sopra uno speciale piedistallo senza che lei abbia mai mosso un dito per meritarselo (il massimo che fa nella serie, oltre a una produzione industriale di testi di canzoni che però avviene off-screen e quindi non vale, è raccogliere dei pezzi di carta e ricomporre un foglio), nel suo non avere mai una reazione emotiva alle cose (belle o brutte) che le accadono, nel suo esprimersi a monosillabi, nel suo avere una sola espressione facciale, che purtroppo finisce per rovinare tutta la trama. Come ci si può, infatti, aspettare che lei scelga fra i suoi mille spasimanti quello che le piace di più, quando la sua espressione facciale non tradisce il benché minimo coinvolgimento emotivo alle varie avances, quando probabilmente in testa ha ancora le canzoncine dell'asilo che suonava con la nonna da piccola e le questioni amorose le provocano errore di sistema nel cervello?
La stessa domanda la si può porre anche agli altri personaggi, che non si sa perché favoriscono, amano o venerano quest'ameba come se fosse una dea o avesse qualcosa di speciale a parte gli occhi fosforescenti.
Perché lo stuolo di 'figoni' si innamora di lei quando ha già diverse ammiratrici? Perché non si mettono con l'amica della protagonista (perché sì, esiste anche un altro personaggio femminile di una certa rilevanza – evento! -, ma non serve a nulla a parte consolare o appoggiare la protagonista), decisamente più sveglia e gnocca di lei, invece di perder tempo dietro a quell'ameba? Perché le fan del donnaiolo Ren non hanno pestato a sangue la protagonista, come di solito accade nelle storie di questo tipo, vedendo che il loro idolo le snobba per lei? Perché l'amica continua ad appoggiare indefessamente la protagonista e non le dà invece una bella lavata di capo intimandole di scegliere uno degli spasimanti che sennò glielo frega lei, come di solito accade?
Domande che mai avranno una risposta. Del resto, da una serie in cui a un certo punto compare un credibilissimo "gatto mannaro", giusto perché la protagonista trascende così tanto l'umanità, nel suo essere la Dea della Musica, che gli spasimanti umani non le bastavano, cosa possiamo pretendere?
Prendiamola a ridere, che è meglio.

"Uta no prince-sama 1000%" è una serie scema e fatta male, che, a fronte di una gradevole confezione tecnica, paga lo scotto di non valorizzare appieno i suoi (pochi) punti di forza, di una storia insensata ricca di trovate assurde e di una protagonista che potrebbe tranquillamente rubare a Rei Ayanami il poco onorevole premio apatia. Peccato, poteva essere una bella commedia sentimentale a sfondo musicale e invece ha sprecato l'occasione.
Bisogna dire, però, che la visione non annoia, perché prendere in giro la miracolata Haruka e il suo harem di assurdi belloni corredati di frasi da film, improbabili traumi o tic e tormentoni demenziali si rivela inaspettatamente divertente e, pur non avvicinandosi all'essere una buona serie, "Uta no prince-sama 1000%" non fa rimpiangere del tutto il tempo speso a guardarlo, se non altro perché la ending ti è entrata in testa e ti ritroverai a canticchiarla, in barba alla tua virilità e alla tua decenza, nei posti e nei luoghi più inaspettati.
C'è anche una seconda serie (e a breve anche una terza), dalla quale non mi aspetto che i molti difetti di questo titolo vengano corretti, ma se continuerà a farmi ridere, volontariamente o no, tutto sommato andrà bene così.


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Benihime

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Questo anime mi ha lasciato un po' perplessa. Mi aspettavo di essere travolta da una montagna di situazioni romantiche o ambigue. Invece quest'elemento è stato completamente assente. Anzi, se possibile lo sviluppo è avvenuto al contrario: fin dal primo episodio il favorito per la conquista del cuore della protagonista sembrava designato. Invece la protagonista pian piano perde la propria preferenza per adagiarsi in un'amicizia a sette, annullando ogni forma di preferenza per un fanciullo o per l'altro. Un tentativo di non scontentare nessuno? In modo che, chiunque sia il preferito della spettatrice, egli non venga escluso dalle attenzioni della protagonista? Forse. Io ho sentito solo l'interesse scemare.

Inoltre ho trovato che anche questa amicizia tanto decantata sia stata rappresentata in maniera slavata: i ragazzi si riempiono la bocca di frasi come "non incontrerò mai persone così meravigliose", eppure io non ho sentito un minimo di calore e ho solo l'impressione di aver di fronte un gruppo di sei sconosciuti costretti ad avere a che fare gli uni con gli altri per poter stare attorno alla fanciulla di cui sono invaghiti.
Ammesso poi che si siano invaghiti di lei: l'unica cosa che fanno è elogiare a dismisura le sue capacità di compositrice, e ogni tentativo di dare una coloritura romantica a questa dichiarazione di "amore artistico" naufraga miseramente, coinvolgendomi come la lettura dell'elenco del telefono.

E la cosa più assurda è che trovo tali elogi assolutamente immeritati: non una sola canzone mi ha coinvolto o mi è parsa vagamente orecchiabile, con l'eccezione della opening e della ending, che comunque sono ben lungi dall'assumere il ruolo salvifico che la musica di questa donna sembra avere. Anzi sono arrivata al punto che, ogni volta che un personaggio cominciava a cantare, io facevo correre il filmato per saltare quella parte. Forse è il genere musicale che non mi si addice, ma le musiche le ho trovate di una noia mortale, e questo condimento di stelline in salsa di arcobaleni non ha aiutato.

In generale il problema più grosso di questo anime si potrebbe riassumere così: non mi ha coinvolto. Non ho pianto con la protagonista, non ho provato tensione né empatia, nessuno dei discorsoni mi ha toccato. Me lo sono lasciato scorrere sotto gli occhi. Al punto da non poter godere nemmeno del fascino dei protagonisti: nessuno dei ragazzi ha attirato la mia attenzione (anzi, penso che un paio di loro dovrebbero cambiare parrucchiere).
Tuttavia questo anime non mi ha annoiato completamente. Le prime puntate in particolare le ho trovate abbastanza divertenti, ad esempio quelle dedicate a Syo o a Natsumi. Nonostante non abbiano dato alcun contributo allo sviluppo della trama mi hanno intrattenuto e divertito. I ragazzi hanno dei caratteri abbastanza stereotipati, ma la cosa non mi ha disturbato affatto, anche perché da un anime come questo non mi aspettavo una grande profondità o caratterizzazione psicologica. E se si sorvola su assurdità come venir ammessa in una scuola per compositori senza saper leggere uno spartito, alla fine la visione intrattiene lo stesso.
I disegni sono gradevoli e i colori vivaci. Divertentissimi l'insegnante vestito da donna e il bizzarro preside.


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Hanna

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
"Uta no Prince-sama— Maji Love 1000%" è una splendida serie anime sviluppata da Nippon Ichi nel 2011. Essa si articola in tredici episodi dalla durata di venticinque minuti circa ciascuno. Non temete, vi seguirà anche una seconda stagione, che non ho osato vedere!

Trama: la storia segue le vicende di Nanami Haruka, una ragazza cagionevole di salute, che sogna fin da bambina di comporre canzoni e di farle cantare al suo idolo Hayato. La ragazza riuscirà a entrare poi in una prestigiosa accademia di musica per idol e compositori, dove incontrerà sei stupendi ragazzi più uno (c' è anche il bonus!) che, al primo sguardo, perderanno la testa per lei.

Musica: sono rimasta veramente disgustata dalla 'tamarraggine' delle musiche; trattandosi poi di una serie incentrata sull'elemento "musica", hanno supportato la grafica con una vergognosa colonna sonora. Seriamente, posso affermare che mi sono vergognata per loro. Un appunto in più volevo fare sulla sigla di chiusura, dove i sei giovani baldi assumono le sembianze di veri e propri fenomeni da baraccone. Il problema di quanto appena detto non risiede né nei testi cantanti né neanche troppo nelle melodie, quanto invece nelle coreografie oscene che le accompagnano.

Grafica: la grafica di per sé non è neanche male, tralasciando i fantascientifici colori dei capelli dei personaggi maschili e gli occhi della protagonista che sembra avere la cataratta; i disegni sono molto gradevoli e variati da personaggio a personaggio. Le ambientazioni sono abbastanza buone.

Opinione personale: ammetto che avevo molte aspettative per questa serie essendo un'amante dei reverse-harem, ma devo dire che nessuna di esse è stata soddisfatta. In primo luogo, che si cerchi spessore o no in una serie anime, ci si accorge subito che c'è qualcosa che non quadra: da dove nasce e soprattutto su quali basi si fonda l'amore che prodigano i sei ragazzi per la protagonista? Ecco, da qui mi sono resa conto della pochezza e della superficialità dell'opera; inoltre, come se non bastasse, a suscitare tutti questi fervidi sentimenti è la classica svampitella insicura di turno.
Un punto a favore di questa disgraziata visual novel è senz'altro la sua scorrevolezza. Ovviamente né grafica né fluidità della narrazione possono compensare la mal riuscita inquadratura introspettiva-psicologica dei personaggi, vuoti involucri privi di personalità ed emozioni.

Infine, quindi, assegno con un po' di dispiacere un 4 e mezzo, che qui arrotonderò per difetto. Paradossalmente, consiglio l'anime a tutti coloro che vogliono passare venticinque minuti prima di trovarne uno migliore!


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Usagi85

Episodi visti: 6/13 --- Voto 4
A prescindere da un fattore relativo all'età, credo di non essere caratterialmente incline a questo genere di anime. "Uta no Prince-sama Maji Love 1000%" si pone in quella categoria di anime cosiddetti "reverse-harem". C'è però da dire che il genere "harem" risulta sempre maggiormente vincente! Gli anime di questo tipo sono più allegri, più equivoci e, in generale, meno noiosi.

In " Uta no Prince-sama Maji Love 1000%", a parte un tratto piacevole, il resto è per me fonte di tremendo fastidio. Ci riprovo ogni tanto, ma, alla fine, guardare i titoli di questo genere fa nascere in me un senso di disturbo. Trovo banale qualunque scena, battuta, siparietto comico, e ritengo scontati anche tutti i personaggi che popolano la storia, sempre uguali in ogni "reverse-harem". Ce ne è per tutti i gusti ma, di fatto, nessuno ha mai molto da dire e non comunica nulla allo spettatore. Continue facce lamentose e afflitte, alternate a momenti divertenti, che, però, a lungo andare stancano e che, comunque, non salvano l'opera dal baratro. Le protagoniste femminili, inoltre, sono sempre terribilmente tediose. Un buonismo stomachevole, un'apatia nauseante. Sorrisetti ingenui e faccette monoespressive, tendenti al depresso.
In particolare, nell'anime in questione, Haruka Nanami è un'offesa al genere femminile. Incapace di fare qualunque tipo di cosa, necessita di persistente ausilio da parte di questi "aitanti" ometti che danno il meglio di sé dispensando consigli inutili e futili. Scene cliché sono all'ordine del giorno: Haruka aiuta una bambina in difficoltà; insegna a bambini (forse orfani) a cantare canzoncine idiote; si fa una maratona per riprendere un fazzoletto, rubatole da un gatto nero (che ogni tanto sbuca fiori all'improvviso, bah...), per scoprire che il suo idolo ha un fratello gemello acido; inciampa ogni dieci secondi e arrossisce ogni tre. Senza alcun approfondimento, in tutto quello che fa, o quasi, viene aiutata da questi tipi 'bonazzi' che le ronzano intorno come brave api operaie.

Insomma: "Che noia, che barba, che barba, che noia!"
Sono un po' stufa di vedere straricchi alle prese con problematiche interiori. Belli e dannati, ma sempre e costantemente avviliti, per qualche motivo. Ok, l'abbiamo capito che i soldi non fanno la felicità, ma non si potrebbe variare un pochino il tema? Non dico tanto!
E una protagonista leggermente più gioiosa? E' chiedere troppo a quanto pare...
In questo "reverse-harem" si va davvero oltre. Sinceramente mi sono sentita anche un po' scema mentre la guardavo. Non un conservatorio come si deve o un'accademia delle belle arti, ma un liceo di "musica" in cui si preparano gli studenti a fare gli idol. Li si vede, pertanto, sculettare e cantare canzoni idiote per tutto il tempo. Pur adorando di base il doppiaggio giapponese, ho anche trovato alcune voci irritanti. Sono bravi a doppiare, ma non tanto a cantare, quindi perché questa parata di stonature? Un brivido ha più volte attraversato la mia schiena.
E vogliamo parlare della divisa delle studentesse? Mi viene un collasso ogni volta che la guardo! Ma a chi è venuta in mente questa idea balzana? Sarebbe da denunciare. Andare contro le regole della moda mi sta benissimo, purché il risultato sia decente, quantomeno. Ma direi che non lo è. Perciò, "vade retro"!

Quello che però mi blocca davvero nel continuare questo anime è la visione di Haruka. Mi ispira uno stato di irritazione troppo profondo perché io possa andare avanti. Tenendo conto anche del fatto che nessun altro attira la mia attenzione, ho deciso di salvarmi, fin che posso.


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lena

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Piccolo avvertimento, se anche voi, come la sottoscritta, siete rimasti traumatizzati da piccoli dalle mirabolanti performance di boy band stile "Backstreet Boys": vi sconsiglio vivamente di iniziare la visione di questo anime ispirato all'omonima visual novel (che credo sia migliore della serie anime, dato il successo che ne ha riscosso!).

La storia è ambientata in una scuola di musica per la formazione di giovani idol e compositori, e la protagonista è una ragazza il cui sogno è di poter comporre musica per il suo idolo: inizia così la sua avventura in questa particolare accademia. Giustamente, essendo un reverse-harem, non ci potevamo aspettare niente di meno se non uno stuolo di ragazzoni fascinosi alla prese con mirabolanti coreografie e canzoncine strappalacrime, il tutto arricchito da un'abbondate quantità di stelline e cuoricini che pulsano in ogni dove!

La trama romantica, tendente quasi al mieloso-diabetico, risulta abbastanza scontata e in qualche situazione addirittura noiosa, fluida e facile da comprendere; sicuramente questo non è affatto un punto di forza dell'anime, come non lo sono i personaggi. La protagonista Nanami Haruka, infatti, nonostante rivesta il ruolo principale, resta un personaggio senza spessore, anzi, si rivela essere piatto e senza forza di volontà - la vediamo un po' troppo spesso intenta a commiserarsi e a invocare l'aiuto della povera nonnina! Nonostante l'anime debba essere incentrato sulla musica e quindi è necessaria una certa forza o almeno una certa passione dei personaggi, questi risultano al contrario poco incisivi: non c'è uno di loro che prevale, ma rimangono tutti sullo stesso frivolo piano. Positivi sono i disegni, davvero molto belli, i colori sono vividi e rappresentativi per i personaggi, l'unica cosa di questo aspetto che non ho apprezzato sono gli occhi di Haruka (non è che abbia qualcosa contro il colore giallo, ma se fossero stati un po' meno fluorescenti forse mi avrebbero inquietato di meno!). Ottimo a mio avviso il character design, che dà sicuramente una buona spinta all'anime, che purtroppo non può fare affidamento né su una trama forte, né su personaggi carismatici e incisivi.

Forse si sperava che una voce importante come quella di Mamoru Miyano, famoso doppiatore di Light Yagami in "Death Note" e di Kiba in "Wolf's Rain", solo per citarne alcuni, e dal 2007 anche cantante affiancato dall'etichetta King Records, avrebbe alzato la qualità dell'anime. Ma a mio avviso ha prodotto l'effetto contrario. Anche se la sua voce è stata data al personaggio maschile principale, sentirla in una simile versione è quasi deprimente.

Almeno si può dire che dal punto di visto melodico le canzoni sono ben fatte, anche se sicuramente non rispecchiano il mio genere.
Detto ciò, il mio voto non raggiunge la sufficienza: purtroppo i lati negativi sono un po' troppi rispetto a quelli positivi; comunque, rimane una serie guardabile e a tratti divertente.


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JokerRoses

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Eccomi qui a recensire "Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%".
Allora, prima di tutto parto con il dire che l'anime che vi sto andando a presentare è di genere reverse-harem, genere quindi consigliato a un pubblico femminile; tuttavia, invito il pubblico maschile a visionare l'anime per via delle diverse canzoni interpretate da alcuni noti cantanti, tra cui Mamoru Miyano. "Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%" nasce come otome-games, ovvero come videogioco per ragazze, in cui la protagonista Nanami ha la possibilità di vivere una storia d'amore con uno dei sette ragazzi presenti nell'istituto (sei sono studenti e il settimo è un ragazzo misterioso, Cecil, che conosceremo meglio nella seconda serie). L'anime naturalmente gioca molto sulla struttura del videogioco, però senza far prevalere eccessivamente un personaggio sugli altri. La struttura degli episodi iniziali è la stessa: presentazione di un evento (che può essere una lezione, un compito o portare avanti l'amicizia con uno dei personaggi), problema da risolvere e canzone del ragazzo interessato nell'episodio. Vedremo, soprattutto nelle battute finali di questa prima serie, un cambiamento di questo schema con una migliore partecipazione da parte dei personaggi (quindi non disperate) e finalmente la formazione del gruppo degli Starrish.

I personaggi incarnano tutti un determinato tipo di uomo, da quello misterioso (Tokiya), a quello passionale (Ren, sicuramente uno dei più apprezzati dalle fan giapponesi), da quello serio (Masato), a quello più allegro (Ottoya), e vedremo qui anche una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde (il dolce Nastuki, che, senza occhiali, diventa lo spietato Sastuki). L'anime spicca tra gli altri reverse-harem per le musiche, che non sono altro che la rappresentazione dei sentimenti e delle emozioni vere di ogni personaggio. Tutti hanno un background ben costituito, anche se in alcuni casi vedremo un allargamento nella seconda serie. La protagonista risulterà mediamente antipatica, in quanto, nonostante tutti stiano attorno a lei, sembra rimanere molto distaccata.

Il doppiaggio giapponese è stato uno dei migliori, un cast di professionisti, talmente buono che l'anime ha avuto anche un suo live-concert, il LoveLive, e una seconda serie ora in corso.
Il character design è ottimo, a mio parere, fresco e frizzante. Tuttavia, ritengo che per quanto riguarda la trama si sia lievemente preferito il personaggio di Ichinose Tokiya, di aspetto identico al cantante preferito di Nanami, Hayato (doppiato da Mamoru, che nell'anime si occupa anche della sigla iniziale "Orpheus").

Nel complesso metto 8, perché, sebbene la trama sia gestita abbastanza frettolosamente e gli episodi, come abbiamo detto, risultino di schema inizialmente fisso e poco innovativo, l'anime risulta un buon prodotto, basato prevalentemente sul JPOP e JROCK, sul sex appeal dei personaggi e su un'ottima grafica. Consiglio la visione di questa serie a tutte le appassionate del genere. Buona visione!


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__HellGirl__

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
"Uta no Prince-sama: Maji Love 1000%" (Utapri) è l'attuale punto di riferimento del fandom femminile: opera nata come visual novel della nota casa Broccoli, è divenuta poi un otome game (letteralmente "maiden game"), che ha generato un enorme afflusso di donne dedite a strapparsi i capelli alla sola comparsa di uno dei personaggi.
Questo enorme successo ha generato CD, fan book e una moltitudine di gadget che hanno convinto lo studio A-1 Pictures a crearne un anime, indirizzato ovviamente al pubblico femminile, mandato in onda nel luglio 2011 e terminato nel settembre stesso. In Giappone l'anime ha ottenuto un enorme successo e così anche la serie dei videogiochi, portando così "Utapri" ad ottenere nel 2013 la seconda stagione, che segue la versione del gioco "Debut", chiamata "Uta no Prince-sama: Maji Love 2000%".

La storia è semplice e contorta allo stesso tempo per svariati motivi, ma procediamo con calma: Haruka è una ragazza che ama la musica, soprattutto da quando si è innamorata della voce di un idol chiamato Hayato, e da quell'istante decide di voler scrivere canzoni per lui. Si iscrive a una scuola di cantanti e compositori, e lì conoscerà svariati personaggi la cui vita è dedicata alla musica, con cui potrà confrontarsi per arrivare al successo e formare un gruppo musicale: gli Starish.
Essendo una storia tratta da un otome game, il tutto si potrebbe esprimere con il termine "reverse-harem", quindi bei ragazzi che piovono dal cielo come la pioggia durante una tempesta; l'importanza di questi giochi sta nel fatto che tutti possono credersi la protagonista, che deve essere anonima. Partendo dai difetti di quest'anime, la signorina Haruka è senza ombra di dubbio il più inutile elemento che abbia mai incontrato: tonta, ingenua e possiede anche una voce infantile. Lei è l'oggetto del desiderio di tutti... ma povera, mettetevi nei suoi panni! E' costretta ad essere voluta, bramata e corteggiata da ben sette splendidi ragazzi, che potrebbero avere qualsiasi donna o uomo in ogni momento, ma invece scelgono proprio lei che è attraente come una tegola... senza senso.
La prima puntata si apre con Haruka intenta a passare l'esame d'ammissione per la scuola, che ovviamente richiederà una preparazione musicale adatta al livello di un possibile idol, ma lei lo supera tranquillamente seppur non sappia leggere uno spartito musicale, come poi ci verrà fatto notare per circa tredici puntate (ricordiamoci che vuole suonare il pianoforte). Non solo risulta inutile e un peso per tutti, ma continua inesorabilmente a piangersi addosso ogni volta che qualcuno di bello le si dichiara - mamma mia, mi sono detta, deve essere terribile avere così tanti ammiratori da dover frignare e lagnarsi sempre. Ah, comunque, tra il piangere e l'essere un peso morto, lei continuerà a non capire che tutti sono pazzi di lei.
Tredici puntate sono poche, infatti vi sono tanti elementi in eccesso e buchi nella storia, tra cui il classico finale tirato e affrettato con troppi sviluppi dato il breve tempo rimasto. Alcuni personaggi, tra l'altro, vengono ampiamente oscurati dagli altri (vedi Cecil, compare giusto cinque minuti durante la sua puntata personale), causando molta confusione allo spettatore: prima tutto ruota su uno, poi si corre da un altro e dopo ancora si va altrove. Ma è sbagliato, questo infatti è un anime e non un videogioco, e tutto è una corsa verso il nuovo amore della ragazza.

Ho gradito molto la musica, protagonista forse più di quella spazzatura ambulante di Haruka, che possiede voci come quella di Mamoru Miyano. Seppur mi facesse senso sentire Light Yagami ("Death Note") pronunciare cose come "Voglio diventare un idol", nel complesso le melodie mi sono piaciute, ma non come sono state impiegate: un abuso di fantasia è quest'anime, un vero e proprio arcobaleno di stelline e arcobaleni dove i ragazzi danzano sulle note dell'amore (nudi) assieme alla splendida Haruka, che non si accorgerà mai di niente. Mi spiego, avete presente quando nei cartoni della Disney iniziano tutti a cantare dal nulla e la musica parte senza che ci sia nessuno a suonare, e anche quando compaiono ballerini dai cespugli e cose simili? Ecco, lo stesso accadrà qui, solo in modo ancora più ridicolo: nessuno, e dico, nessuno, si chiederà mai come possano comparire dal nulla le colonne sonore e i brillantini, ma invece si apprezzerà la voce di chi sta cantando, come se non ci fosse mai stata nessuna canzone di sottofondo.
Il soundtrack in generale è piacevole, peccato per la troppa presenza di Haruka e del suo pianoforte, che richiederanno una notevole dose di pazienza e di yoga per placare gli istinti omicidi.

Il character design è molto pulito e i lineamenti dei nostri adoni sono quasi impeccabili, ma ciò che catturerà subito l'attenzione saranno i colori sgargianti che tingono gli ambienti, ma, soprattutto, tutti si chiederanno almeno una volta perché Haruka ha gli occhi gialli neon mentre tutti gli altri sono normali esseri umani.
Tutti i personaggi, chi più chi meno, usufruiscono di almeno un episodio a testa dove potremo goderceli sotto la doccia, oppure assorti nei loro pensieri musicali mentre suonano, e ognuno di loro avrà una puntata dove poter raccontare tutto di sé, quindi li potremo conoscere meglio.

Quest'opera è scarsa come anime e ottima come gioco, ma è difficile realizzare qualcosa del genere senza cadere in un mare di sdolcinatezza con tanto di caramelle in stile "bazinga", quindi, ragazzi e gay, statene alla larga: gli etero lo odieranno per i bishounen e i gay per via della fantastica protagonista, anche perché già la detestano le ragazze, ma voi, come minimo, vi suicidereste.

La parte migliore di quest'anime? L'ending: sederi e accenni yaoi ovunque. Forza Starish, dateci dentro!


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LaMelina

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
E' stata la voce di Mamoru Miyano, doppiatore di Tokiya Ichinose, a portarmi alla visione di quest'anime; una mia amica mi fece sentire uno dei suoi pezzi e subito io mi innamorai della sua voce. Conoscevo già Miyano per altri doppiaggi, l'ho sempre adorato; devo dire che con Tokiya ha fatto un ottimo lavoro! La colonna sonora di "Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" infatti è tra i punti di forza dell'anime. Incentrato sul mondo della musica, accompagna la visione con una dose di canzoni buone, sia dal punto di vista melodico che dal punto di vista testuale.
Per i grandi appassionati di J-pop, "Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" penso debba essere una tappa obbligata. Ci ho rivisto molto di una certa agenzia di cui sono fan, la Johnny's Entertainment (per inteso, l'agenzia degli Arashi, dei Kat-Tun, dei NEWS, dei Kanjani8, e via dicendo), e più o meno lo stile musicale delle canzoni era lo stesso. Non parliamo poi dei balletti o della ending "Maji Love 1000%", o della riproduzione perfetta di un concerto al Kokuritsu: davvero in puro stile johnnyco! Anche l'abbigliamento un po' kitsch dei nostri prince era quello della Johnny's Entertainment! Questa somiglianza mi è piaciuta molto, perciò penso che chi come me è fan del genere può divertirsi un sacco a trovare le assonanze e le particolarità!

Come in ogni reverse harem che si rispetti, la protagonista Nanami Haruka è attorniata, nonché corteggiata in maniera a volte anche spudorata (vedasi l'appellativo "Agnellino" di Ren!), da ben sei bei ragazzi! Ognuno di loro è ben caratterizzato, rispondendo ai vari tipi di ragazzo che una giapponese (ma anche un'italiana) può desiderare. Il tipo kawaii, il tipo misterioso, lo tsundere, il dongiovanni, quello gentile e simpatico, quello appariscente: ognuno dei sei ragazzi degli STARISH, il gruppo di idol che si viene a formare nell'anime, rappresenta una sfida per la nostra protagonista, che si trova in seria difficoltà a sceglierne uno come suo partner musicale... e nella vita! La dolce e gentile Haruka, in realtà, non è un personaggio che spicca per personalità forte, ma è abbastanza determinata da riuscire a prendersi quello che vuole. Il suo sogno di comporre musica si realizza pienamente, grazie all'aiuto che le viene offerto nell'accademia per idol Saotome, dove studia, matura e chiarisce i suoi obiettivi. Tutto sommato sa farsi apprezzare, nonostante l'invidia sia alle stelle e l'incomprensione di fondo della sua capacità di attrarre così tanti bei ragazzi la faccia da sovrana.

Gli episodi si susseguono in una narrazione un po' lenta: in ogni puntata, infatti, viene presentato uno dei ragazzi, che canta il pezzo che gli è attribuito. Arriviamo al picco finale, quando la storia si concentra intorno al personaggio di Tokiya, forse quello meglio caratterizzato e quello più intrigante per il suo passato, ma anche quello che da più filo da torcere alla protagonista.
Insomma, "Uta no Prince-sama - Maji Love 1000%" è un anime che sa divertire, sa essere leggero e a volte affascinante, perciò per chi è fan del genere è una tappa obbligata, ma lo consiglio anche come visione senza troppo impegno.


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SweetDead_Ichigo

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Nanami Haruka ha un sogno: vuole diventare compositrice e per farlo si iscrive a una scuola per aspiranti idol/compositori/musicisti (slash: qualunque cosa vogliate). Qui incontra Otoya Ittoki, Masato Hijirikawa, Natsuki Shinomiya, Tokiya Ichinose, Ren Jinguuji e Syo Kurusu, 6 bellissimi ragazzi che, come lei, studiano in quella scuola. Nanami diventerà la compositrice di questo gruppo di ragazzi (ST☆RISH), ma i problemi sono dietro l'angolo, primo dei quali: la protagonista non potrà innamorarsi dei ragazzi con i quali collabora...

E un po' di rabbia repressa. Sì, nutro un po' di rancore verso quest'anime.
Allora, che dire. Beh, la trama è qualcosa di visto e rivisto: non si può certo dire che brilli per originalità, ma, fortunatamente, c'è qualcosa in quest'anime che te lo fa, innegabilmente, piacere. C'è qualcosa che ti attrae e non sono certo gli occhi della protagonista: che, andiamo, gialli? Ma dove l'hanno mai vista una tipa con gli occhi gialli? No, che me lo dicano, perché credo di essermi persa qualcosa.
Comunque, il genere è harem, quindi, tutti quei bei figoni, pardon, tutti quei bei ragazzi le vanno dietro. Pure quello che sembrava restio a parlare molla la carriera e tutto, perché lei ha fatto uno dei suoi discorsi strappalacrime sulla fiducia, sull'amore e su tutto quello che una protagonista buona e dall'animo dolce e gentile può dire, in sintesi, un mucchio di cavolate.
Ma, comunque, quest'anime mi piace. Da 1 a 10, direi che il voto è 8.
Insomma, il chara design è accattivante e curato e i colori sono un pugno in un occhio, ehm, volevo dire sgargianti. I personaggi sono abbastanza ben caratterizzati, per capirci sono come i nodi del Capitan Findus: ci sono quelli caratterizzati bene e quelli caratterizzati male.
Insomma, Nanami, per l'amor di Castiel, cioè, del cielo, è la solita protagonista degli anime di questo genere: buona fino alla follia, zuccherosa, dolce, gentile, con un animo nobile, senza difetti, sempre sorridente... Ok, basta, penso di avervi fatto comprendere il genere. E anche Ittoki e Tokiya, devo dire, per ora (e dico per ora, poiché ci sarà una seconda serie. E si, si farà solo per far vedere al mondo la figaggine di Ren), sono abbastanza stereotipati. Poi, per quanto riguarda gli altri "allegri amici della brigata", devo dire che hanno una buona caratterizzazione: insomma, vogliamo parlare di Syo e Natsuky? Uno con la paura folle delle altezze e l'altro con una doppia personalità. Hijirikawa è una forza della natura, nel vero senso della parola e poi c'è lui: Ren.
Ok, devo ammettere che io ho un debole per tutti i personaggi maschili che si chiamano Ren e questo non è da meno. Insomma, è il solito rubacuori/figone della scuola, ma in realtà è molto più di questo.
Bah, poi, che c'è da dire ancora? Ah, sì: l'opening e l'ending. Beh, che dire? Sono orecchiabili e ti rimangono in testa: adattissime per un anime di questo genere.
Starei qui ore a discutere della dubbia utilità di Nanami, ma, comunque, direi che può bastare: quindi, in sunto, questo è un anime carino che vi consiglio di guardare se, e solo se, non avete altri anime da guardare.


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Ayamar

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Iniziamo con il dire che quest'anime, oltre a essere scontato, non suscita abbastanza interesse, infatti sostengo che "Uta no Prince-sama— Maji Love 1000%" è un anime per ragazze che magari si possono immedesimare nella protagonista. Mi spiego meglio: il fatto che la protagonista passi da una ragazza di campagna che non sa leggere né scrivere musica e che d'improvviso si trova in una scuola prestigiosa per idol, della quale diventa la miglior compositrice, ed è circondata da sei bei ragazzi conosciuti per puro caso, che sono tutti infatuati di lei (e della sua musica): ammettiamolo non sarebbe bello? Ragion per cui, non credo che un ragazzo, o una ragazza, a cui non interessano cose di questo genere possano apprezzare la serie per le sue qualità, ma nonostante questo devo ammettere che la storia in sé non è per niente male, infatti non sfocia nell'assurdo o nel noioso, probabilmente le cose migliori erano i disegni e io ho apprezzato anche le canzoni (alcune di più, altre di meno).

Questa non è di certo una storia originale, ma per passare un po' di tempo in tranquillità, o perché non si sa bene cosa guardare consiglierei quest'anime; come sostenevo prima non aspettatevi chissà cosa.
Io voto 7 perché comunque penso che quest'anime sia indirizzato a un pubblico ben definito, con alcune eccezioni, ovviamente, e perché queste persone possano apprezzarlo molto di più di quanto non ho fatto io, e poi per i disegni e le canzoni.


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Amaterasu

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Parto con il dire che non sono una delle persone più indicate per quanto riguarda questo genere, che non riesce a piacermi. L'ho seguito solo perché m'interessavano la grafica e il character design, unici aspetti che mi hanno spinta a giudicarlo con un 5. Infatti trovo molto particolari le luci e i colori, che risaltano molto nel contesto. Anche la caratterizzazione dei personaggi non è male, anche se non si è saputo resistere ad attribuire a ciascuno di loro un colore, quasi fossero delle fatine di qualche mahou shoujo. A parte quest'aspetto, che mi ha particolarmente irritata, i disegni si salvano.

Passando alla trama, la trovo a dir poco allucinante. Premettendo che preesisteva un anime praticamente identico - trattasi de "La Corda d'Oro", decisamente più interessante di questo, ed è dire già tanto - la storia è orribile. Una ragazza di campagna che non ha fatto altro che suonare il piano da quando aveva cinque anni tutt'un tratto si ritrova in una scuola facoltosa a studiare musica in mezzo a sei bei maschioni cotti a puntino di lei. Certo, capita tutti i giorni! Senza contare che lei è una delle migliori musiciste della scuola, e non sa nemmeno leggere la musica. Le restanti persone erano tutte deficienti?
Vabbè, non mi dilungo, altrimenti rischierei di rovinare quel 5 tondo tondo che l'anime si è meritato, ma solo per la grafica, lo ripeto.
Se cercate un anime per intrattenervi, ce ne sono di più indicati, parola mia.


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npepataecozz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Cominciamo questa recensione con una premessa: sono una delle persone meno indicate per esprimere un giudizio obiettivo su questo titolo. Ho sempre sostenuto, infatti, che ogni opera va contestualizzata e il relativo giudizio va parametrato sulla base del genere a cui appartiene; il problema è che stavolta di contestualizzare non ne ho proprio voglia, in quanto è un po' tutto questo genere che mi sta cordialmente sulle scatole.
D'altronde è anche vero che questo Uta no Prince poteva essere un'occasione per rimettere in discussione questo mio atteggiamento ostile proponendo qualcosa per cui valesse la pena perdere qualche ora del mio tempo; in realtà è stato efficacissimo a rafforzare le mie convinzioni in materia.
Uta no prince è, in pratica, la versione giapponese del telefilm americano "Glee", ossia è ambientato in una scuola destinata a talenti in erba del mondo della musica; essendo ambientato in Giappone trattasi di una scuola per aspiranti "idol" e aspiranti compositori di musica leggera. Trattandosi di un istituto di grandissima fama ad essa si iscriveranno i maggiori talenti disponibili del campo: tra questi spicca Haruka, una promettente compositrice le cui altre caratteristiche più rilevanti sono l'aver gli occhi gialli e il saper rispondere con continui gemiti alle domande che la imbarazzano. Ma Haruka è una ragazza capace di arrivare al cuore delle persone che la circondano: riuscirà così a conquistarsi l'affetto di sei bellissimi cantanti e a diventare l'unica compositrice in grado di soddisfare le loro esigenze.
La trama, inoltre, si svolge tra un intermezzo musicale e l'altro il che fa pensare che la produzione di questo anime prevedesse di intascare dei consistenti bonus dalla vendita dei cd relativi alla colonna sonora. Non so, sinceramente, se sono poi, nella pratica, riusciti in questo intento; personalmente ascolto abitualmente le musiche degli anime che mi son piaciuti ma non acquisterei mai questo cd.
Devo confessare che al termine del tredicesimo episodio in cui si compone questa serie ho tirato un sospiro di sollievo; come mia abitudine cerco sempre di finire quello comincio, anche quando mi rendo conto che non sarebbe esattamente il caso. E in effetti, molte storie decollano solo con l'avanzare degli episodi; questo Uta no prince, invece, decollerà rapidamente dai miei ricordi per non far più ritorno. I motivi?
Innanzitutto l'assenza di una vera trama. Ad ogni personaggio viene dedicato un episodio in cui ci racconta un po' di sé ma sono solo deboli accenni senza alcun interesse; terminati questi comincia la rincorsa ad Haruka che finirà nel modo più scontato possibile. E', così, la noia a dominare e non bastano pochi spunti di un livello quasi accettabile ad invertire la rotta.
Poi il personaggio principale, Haruka. La persona più insignificante del mondo, che potrebbe avere un senso forse solo in un film di Maccio Capatonda. Eppure riesce a creare attorno a sé un harem, cosa che di per sé non è certo da valutare negativamente; ma se paragonato a titoli come Fruit Basket o Host Club, in cui avviene più o meno la stessa cosa, il risultato è davvero deprimente.
In definitiva la mia valutazione è molto negativa, ma contiene anche una certezza incoraggiante per il futuro dell'animazione: creare un anime peggiore di questo sarà davvero difficile.


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AlyDragneel

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Uta no Prince-sama: Maji Love 1000% è semplicemente unico. E uno dei primi anime basati sulla musica in maniera così profonda. I disegni, credo che siano i migliori in assoluto, è difficile trovare degli anime con una simile grafica così accurata e di piacevole visione. E assolutamente meraviglioso guardare quest anime. Uta no Prince-sama all'inizio non mi aveva molto convinto dalla trama che avevo trovato in giro, poi però guardandolo non sono riuscita a smettere tanto da finirlo in due giorni.

Le canzoni sono meravigliose, soprattutto quella del debutto, e i personaggi vengono descritti bene. Una mancanza, che però spero venga colmata in futuro con magari una seconda serie, è il romanticismo. Si riesce a capire che tutti sono innamorati della protagonista e della sua musica soprattutto, ma non si capiscono i sentimenti di lei. Che poi l'autore abbia disegnato 6 bellissimi, meravigliosi, super gnocconi cantanti, uno più bello del altro... Immaginati di essere al posto di quella poverella che non sa nemmeno cos'è l amore verso il sesso opposto, come potrebbe mai scegliere qualcuno?? I casi sarebbero due, o diventa lesbica, oppure una "che la da via facilmente" cioè, una qualsiasi comune mortale perderebbe la testa per quei ragazzi lì. Comunque, senza divulgare troppo, in pratica l'unica cosa che manca a quest'anime è quel senso di romanticismo da parte della protagonista verso uno dei 6 ragazzi. In alcune puntate, infatti, sembra avere una preferenza per *Nome*, poi però sembra che gli piaccia anche *nome2*, poi c'è una scena con *Nome3*, e alla fine vi sono scene strane anche con *nome4*, *nome5* , e *nome6"...

Per il resto quest anime merita un 10 da parte mia, forse perchè è uno dei primi anime riguardanti la musica che mi ha fatta appassionare, e poi i disegni sono così belli.

Ragazzi guardatelo, perché ne vale la pena e poi sono solo 13 episodi. Buona visione.


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ginoartemisfolo

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Una Sorpresa! A differenza di tutti gli altri anime "musicali" questo ha veramente come protagonista la MUSICA, cosa che non è scontata pensando ad anime come "La Corda D'oro Primo Passo" :
Su tredici episodi almeno l'ottanta per cento di questi sono connotati da una canzone assai orecchiabile nella melodia, ma anche molto apprezzabile nel testo; su tutte spicca la sigla finale con annesso balletto molto simpatico, apprezzabile e ben fatto.
Note meno positive sono i disegni, secondo me trascurati e mal curati, i colori sono troppo vivaci e prevale la monotonalità, non vi sono sfumature lampanti, ciò rende il disegno piatto e non realistico.
Altra nota positiva è la pseudo trama amorosa che non convince e sembra essere mal sviluppata.
Questi aspetti negativi, però, non fanno altro che acuire ciò che dicevo all'inizio, il protagonista è la musica; non sono i disegni e non è l'amore e ciò emerge nel finale che chiude l'anime: non è un classico finale "shojo" ma è un finale in cui prevale, di nuovo ,la musica .
Per tali motivi l'anime ha una sufficienza piena, un punto bonus lo concedo per la coerenza: un anime che parla di musica ha come protagonista la musica.


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Key-Tsu

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Non mi aspetavo niente di più, nè niente di meno da un'anime tratto da un otome game per ps2...
La storia devo dire che è molto carina, ma anche raccontata troppo velocemente (avrebbero potuto fare comodamente 26 episodi come per "La corda D'oro", altro famoso anime tratto da un otome game)

La storia parla di Nanami, che si trasferisce in un istituto di artisti, concentrato sulla composizione e il canto. Qui conosce 6 bellissimi ragazzi, ognuno diverso dall'altro. Con l'andare avanti della storia conoscerà il carattere di ognuno e si ritroverà alla fine a dover scegliere solamente uno di loro... chi?

Devo dire che, a differenza di altri anime del genere, i personaggi sanno catturarti un po' di più, anche se rimangono comunque i soliti personaggi abbastanza stereotipati che per qualche arcano motivo si legano strettamente alla protagonista. Quest'ultima invece non mi è piaciuta affatto, perché sostanzialmente priva di carattere e appartenente a quella categoria di persone che si arrendono sempre davanti al destino se non c'è nessuno che tende loro la mano. Al contrario, secondo me, su uno sfondo del genere sarebbe stata meglio una persona un pelo combattiva. Insomma, vai in un posto pieno di Idol, ovvio che qualcuno che ti tratta male ci sarà, e d'altronde, è una scala per il successo nel mondo dell'arte, se ti abbatti non vai più avanti...

Uno dei miei personaggi preferiti però è stato sicuramente il professore, che rappresenta proprio gli Idol di adesso (insomma, chi non ammira un uomo vestito da donna? )

In compenso la grafica è molto carina, anche se lo sviluppo non è questo granchè, ma almeno non ti annoia. Inoltre, un suo punto di forza è il fatto che abbiano scelto voci particolari per i personaggi, producendo anche delle canzoni molto orecchiabili (alcune di più e alcune di meno). Nel cast di doppiaggio, peraltro, c'è anche la voce di Mamoru Miyano, cantante professionista molto famoso, che è sicuramente un punto forte per un'anime che parla appunto di canzoni...
Anche il ballo della ending da dei suoi punti a favore di quest'opera, specialmente dal punto di vista delle fangirl, che vanno sicuramente pazze per i balletti degli anime.

Beh, il mio punteggio è 7.


 6
ReiRan->--@

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
I reverse-harem non sono mai troppi, se consideriamo quanti harem - dedicati al pubblico maschile - ci sono, quelli dedicati al pubblico femminile sono davvero una goccia nel mare. Quindi il pieno di bellocci ogni tanto ci sta, e qui sono pure aspiranti idol, ragion per cui la bellezza è giustificata, al contrario di altre produzioni, in cui i protagonisti, che sarebbero dovuti essere rudi guerrieri, sono degli adoni… ogni riferimento a Hakuouki non è puramente casuale.

Questo genere di roba non fa per gli uomini, statene alla larga! A meno che non gradiate intrattenervi con la visione di bellocci - i gusti sono gusti e non si discute-, perché è un prodotto per le ragazze, che non cercano trame profonde e vogliono solo rifarsi gli occhi. E in tal prospettiva c'è n'è veramente per tutti i gusti: il playboy, il sofisticato, il genuino, il bassotto, l'energico, il tizio strano dalla doppia personalità, e infine il mio preferito: quello tanto scontroso e rude all'apparenza, quanto sensibile e gentile nel profondo, coi suoi occhi di ghiaccio e i capelli neri corvini.
Inutile dirlo, come in un otome che si rispetti, i baldi giovani correranno, chi prima e chi dopo, tutti appresso alla ingenua-dolce-altruista protagonista, la quale a quanto pare si rivela essere una compositrice portentosa. In realtà a mio dire la musica è penosa, da idol di bassa lega, ma questo è un altro paio di maniche. Quasi Rimpiango le canzoni di Kaikan Phrase, che so "Fallen Angel-Datenshi Blue", ma pensandoci bene, forse no. Infatti rifatevi gli occhi e tappate le orecchie.

Tra un fraintendimento e l'altro, del tipo: "Io ti amo", anzi no falso allarme, "amo la tua musica", questo anime viene a mancare di un elemento fondamentale: il romanticismo. Anche se sembra fin dall'inizio che la nostra protagonista abbia un favorito, la serie non sceglie nessun filone narrativo, lasciando tutt'e sei le porte aperte. E voi chi eleggereste a vostro preferito? Veramente, fatelo voi perché la protagonista dorme troppo, è remota la possibilità che la sfiori l'idea di concepire quel genere di affezione per l'altro sesso. Lei è li per impersonare la spettatrice persino i suoi occhi - mi fanno impressione- sono vuoti, appunto in favore della spettatrice, che così si immedesima meglio; o forse più semplicemente non si voleva scontentare nessuna…

Forse ci sarà un sequel e credo che quel "see you again", nel finale, alluda a qualcosa: magari a nuovo anime, o magari a un nuovo gioco, chissà.

In definitiva ad un anime dai cotali profondi contenuti non riesco a dare più della sufficienza, 6--, giusto per il bel character design.


 2
piccolaeni92

Episodi visti: 2/13 --- Voto 8
Sono letteralmente elettrizzata. Ho visto solo i primi 2 episodi, ma mi piace. A dispetto di ciò che ho letto in giro, cioè che sarebbe stata la stessa delusione di "Starry Sky", non sono affatto d'accordo.
Direi che ho grandi aspettative, ma meglio non parlare troppo presto. Comunque sia, eccovi la trama.

Haruka Nanami è una ragazza che ha un sogno da realizzare, vorrebbe riuscire un giorno a comporre canzoni per un idol che ha sentito tempo fa. Dopo aver sentito la sue canzoni, si è praticamente innamorata del suo mondo, quello della musica. Questo la spinge ad entrare all'Accademia Saotome, una delle più prestigiose sul campo dell'arte e dello spettacolo. Dopo alcuni problemi riesce a farcela e finalmente può cominciare a realizzare il suo sogno.
Presto conoscerà molte persone con cui farà amicizia, ma dovrà anche misurarsi con le sue capacità.

Nell'accademia gli studenti si dividono in due categorie, gli idol e coloro che compongono la musica per gli idol. Agli idol spetta il compito di scrivere i testi, mentre ai compositori quello di comporre la giusta melodia per far ottenere il successo agli idol. Verranno divisi in gruppetti da due e dovranno svolgere il loro compito. Si prospetta un lavoro interessante, tuttavia l'accademia ha un'unica regola severissima, ovvero non ci si può innamorare del proprio compagno. Riusciranno i protagonisti a tenere a freno i loro sentimenti per poter realizzare i loro sogni? Lo scoprirete solo guardandolo.

Mi piacciono i personaggi, sia maschili che femminili, e mi piacciono un sacco anche le canzoni. Anche la storia mi piace.
Spero che escano presto anche gli altri episodi. Non vedo davvero l'ora!
Io personalmente consiglio di guardarlo!!!!