La cultura giapponese del lavoro portata agli estremi...
Utente61949
- 6 anni fa
61
Sinceramente non avrei mai detto che fosse una persona così difficile con la quale lavorare, specialmente per l'espressione tipica del suo viso che mi sembra tutto fuorché autoritaria. A volte, a quanto pare, l'apparenza inganna.
Sono sconvolto a dir poco, inutile dire che certe cose cambiano il modo in cui si vede un uomo. Allo stesso tempo è comunque vero che conoscendo il modo di essere dei giapponesi ci si può solo sorprendere più di tanto.
Sinceramente non ho dubbi che sia tutto vero (e allo stesso tempo il mio interesse a dibattere sulla verità di queste affermazioni è pari a zero). Non lo giudicherò particolarmente, lo trovo ridicolmente inutile, però certo che sono delle scoperte "niente male".
Indipendentemente dal fatto che sia o meno vero( e conoscendo la cultura del lavoro nipponica che comprende anche un'obbedienza assoluta verso i propri senpai non mi sento di escluderlo..) perchè tirarlo fuori adesso? Una volta si diceva "parce sepulto", dei morti non si parla mai male, semplicemente per il fatto che non possono più difendersi..ed è troppo facile gettare fango, oltre che inutile, su chi non può controbattere, bisognava avere il coraggio di confrontarsi con Takahata prima, anche a distanza, se paralizzati dal terrore.. :/
Articolo interessante, ma come hanno stabilito un legame, per quanto indiretto, tra la morte di Kondo e il comportamento di Takahata? Una cosa così grave andrebbe esplicata più approfonditamente
Articolo interessante, ma come hanno stabilito un legame, per quanto indiretto, tra la morte di Kondo e il comportamento di Takahata? Una cosa così grave andrebbe esplicata più approfonditamente
Sarei curioso di sapere chi è S-san dopo aver letto l'aneddoto della cremazione.
Effettivamente comunque anche nell'elogio scritto e letto da Takahata al funerale si accenna alla cosa
The picture with a feeling, the movement with a feeling, and the person who can draw such a picture - Kon-Chan was such a person for me. Every time I challenged a new task, I trusted your talent, depended on it, and pulled you into the long hard journey, selfishly believing that it would make your talent flourish at the same time, and that you would get a joy and pride from such a work eventually. When I think that such hard work might have shortened your life, I don't know what to do.
Non sapevo che Takahata fosse cosi' duro. Fra i due, pensavo che fosse Miyazaki quello duro. Evidentemente mi sbagliavo. Comunque e' una brutta brutta cosa. Realizzano degli anime dolcissimi e poi nella vita reale ammazzano le persone di lavoro...
Per quanto mi pianga il cuore sapere questo lato cosi' disumano del maestro non posso non amare ancora i suoi film, purtroppo alla base di questi eccessi e la mentalita' fortemente collettivistica dei giapponesi, che guardano piu' alle esigenze del gruppo che quella del singolo, la morte del povero Kondo non e' stata la prima e ne la ultima, l'unica soluzione e' un cambio di mentalita' del popolo giapponese, promuovere un moderato individualismo, che poi alla fine questo comportamento sta distruggendo il tessuto socio-familiare del paese del sol levante(vedasi anche la diminuzione delle nascite).
Purtroppo molti dei più grandi artisti prendono il loro lavoro così seriamente da morirci. Takahata, che era il miglior regista d'animazione di sempre, così come Tezuka per i manga ad esempio..
Beh però, scusate, ogni giorno c'è qualche articolo, news o reportage su quanto sia terribile il mondo del lavoro giapponese. E di come, anche se sembra impossibile, sia ancor più terribile il mondo dell'animazione giapponese, con ritmi di lavoro allucinanti e fronte di guadagni da fame. Stupisce tanto che uno dei migliori registi, a capo di uno studio famoso come il Ghibli, possa non aver avuto una carriera all'acqua di rose? Sopratutto dal punto di vista di chi lavorava sotto di lui.
Poi certo, lui è morto e non si può difendere, però per ora non vedo neanche smentite da chi invece lo conosceva da vicino ed era presente durante questi avvenimenti (non si sa mai, forse arriveranno, ho la sensazione che siano dichiarazioni troppo gravi per non avere conseguenze o non innescare un dibattito).
Beh però, scusate, ogni giorno c'è qualche articolo, news o reportage su quanto sia terribile il mondo del lavoro giapponese. E di come, anche se sembra impossibile, sia ancor più terribile il mondo dell'animazione giapponese, con ritmi di lavoro allucinanti e fronte di guadagni da fame. Stupisce tanto che uno dei migliori registi, a capo di uno studio famoso come il Ghibli, possa non aver avuto una carriera all'acqua di rose? Sopratutto dal punto di vista di chi lavorava sotto di lui.
Poi certo, lui è morto e non si può difendere, però per ora non vedo neanche smentite da chi invece lo conosceva da vicino ed era presente durante questi avvenimenti (non si sa mai, forse arriveranno, ho la sensazione che siano dichiarazioni troppo gravi per non avere conseguenze o non innescare un dibattito).
è normale voler idealizzare al massimo certe persone.
Noi sappiamo pure di che pasta sia fatto Miyazaki, ma prendi uno che lo conosce esclusivamente come regista (amandolo) ti dirà al 100% che sia uno dall'aria del bravo e dolce nonnetto, sorprendendosi tantissimo al momento della scoperta di come sia davvero
Si davvero...sono anche io estremamente perplesso come Antonio..mentre leggevo mi venivano in mente molte cose. Miyazaki è un notorio perfezionista ed ancora più notoriamente non è uomo semplicissimo con cui lavorare a Takahata cosa esattamente si rimprovera? Ambedue provengono da una generazione particolare, il dopoguerra in Giappone è stato pesante, e lo stato giapponese ne è uscito pretendendo davvero molto dai suoi cittadini....In alcuni interventi di Mamoru Oshi non si è forse lamentato di non trovare più persone all'altezza dei suoi vecchi collaboratori nei suoi primi film??...E che tipi erano questi? E non dimentichiamo alcuni articoli di Hachi sui rapporti fra le nuove e le vecchie generazioni di salary man nipponici con i secondi che rimproverano i primi per lo "scarso impegno" visto che non stanno 18 ore al lavoro...
Sono molto perplesso, davvero. Chi ha ucciso Kondo? Non è una domanda. E' una condanna.
Personalmente credo che abbia avuto ragione Umberto Eco a chiedere che per almeno un decennio non si facessero libri o convegni a lui dedicati. C'è tempo per passare dalla Laudatio alle recriminazioni.
Utente9371
- 6 anni fa
40
Essere un grande artista non è garanzia dell'essere anche una brava persona, anzi.
è normale voler idealizzare al massimo certe persone.
Guarda, umanamente lo capisco. Però sono appunto persone e non ideali. È impossibile che durante il corso delle loro vite non abbiano mai rivolto una parola sgarbata a qualcuno, o non abbiano fatto cose terribili. Specie considerando l'ambiente in cui si muovevano.
Dettò ciò, ovviamente non è che "persona al vertice = deve essere per forza una merda", ci mancherebbe. Se si accusa qualcuno di una cosa così grave, ci devono essere delle prove, o perlomeno deve essere una cosa che all'interno del loro ambiente veniva percepita a tal modo - e appunto, dato che nessuno che lavorava con lui è PER ORA corso a difendere/smentire/indignarsi (COSA CHE IO SPERO SUCCEDA), vuol dire che questa cosa un pò circolava.
Per fare un esempio italiano, Montanelli è stato uno dei più grandi giornalisti del novecento italiano. Parecchi validi giornalisti sono stati formati o influenzati da lui, nelle aule universitarie si studiano i suoi lavori etc. Innegabilmente già in vita aveva ottenuto una reputazione intoccabile nel suo campo. Questo al di là delle idee che ognuno può avere sul suo pensiero politico o sulla sua persona.
Eppure sempre Montanelli mentre lavorava come inviato durante la guerra in Etiopia negli anni '30, si comprò per 500 lire una moglie dodicenne (DODICENNE) locale che gli facesse da scalda-letto, e quando finì la sua esperienza in guerra la rivendette ad un capo tribù (la relazione era completamente sessuale, bada bene). Montanelli stesso non ne fece mistero, vantandosene addirittura durante un programma televisivo, e lasciando shockate parecchie persone presenti, che gli dissero "ma si rende conto quello che stà dicendo". La sua giustificazione era che "tutti facevano così all'epoca", *spallucce*, "ma capisco che oggigiorno, in un contesto italiano, possa suonare come una cosa strana" *piccola dimostrazione di disagio e vergogna quando si rese conto che tutti lo guardavano così O_O*.
Questo non toglie nulla all'enorme importanza e all'impatto che il suo lavoro ebbe (ed ha tutt'ora) sul mondo culturale italiano.
Questo è solo per dire che i grandi uomini sono pur sempre persone, con i loro pregi e i loro difetti. E talvolta possono (non lo dico in termini di certezze, ma probabilità) nascondere lati orribili, specie nell'ottica degli ambienti in cui si muovono. Non era insolito per un italiano nell'Etiopia degli anni '30 essere coinvolto in atti sessuali con ragazzine o bambini anche molto piccoli, e non è inconcepibile per qualcuno che lavora nel campo dell'animazione giapponese essere moralmente o direttamente responsabile di un ambiente tossico che può portare anche a casi di suicidio.
Raggiungere un'età in cui hai un'aria da "bravo nonnino" non è certo una dimostrazione di buon carattere xD
Tutto vero, ci credo. Pure qui, scrissi alcuni aneddoti su Miyazaki e la sua severità. Peggio di Kubrick. soprattutto ai tempi di Conan. Alcune interviste, di addetti che lavoravano con lui, sono agghiaccianti. Poi, tutti, se ne dimenticarono. Sai, c'è l'Oscar....
Riusciranno fuori, in futuro, ne sono certo.
Per takahata sono sorpreso, addirittura peggio di Miyazaki!!!!!!!
Prima di tradurre il solito articolo di ANN almeno assicuratevi che la traduzione jp-eng sia corretta. E qui non lo è proprio.
Ah, se hai una traduzione direttamente dal giapponese, sarei anche io molto curioso di leggerla. Si dipinge Takahata in modo diverso rispetto all'articolo di ANN? Dal tuo commento sembri particolarmente sicuro di quanto affermi
Arrivare a certi livelli di professionismo/estremismo lavorativo, talvolta porta a fare delle scelte e queste scelte per taluni forse sono ritmi che portano a chiedersi se è giusto oppure no.
Penso che per poter apprezzare l'arte sia necessario (almeno a volte) saper separare l'artista dall'essere umano, o quanto meno saperlo accettare......pittori, scrittori, e anche registi
Si dicevano più o meno le stesse cose anche di Osamu Tezuka. Non ho remore a credere che con questi grandi artisti fosse difficile lavorare, a meno di non entrare in una simbiosi così profonda da farti dimenticare di avere anche tu una tua individualità e una tua famiglia.
Beh cavoli, come scheletro nell'armadio non c'è male.
Sinceramente non ho dubbi che sia tutto vero (e allo stesso tempo il mio interesse a dibattere sulla verità di queste affermazioni è pari a zero). Non lo giudicherò particolarmente, lo trovo ridicolmente inutile, però certo che sono delle scoperte "niente male".
Per il troppo lavoro
Effettivamente comunque anche nell'elogio scritto e letto da Takahata al funerale si accenna alla cosa
The picture with a feeling, the movement with a feeling, and the person who can draw such a picture - Kon-Chan was such a person for me. Every time I challenged a new task, I trusted your talent, depended on it, and pulled you into the long hard journey, selfishly believing that it would make your talent flourish at the same time, and that you would get a joy and pride from such a work eventually. When I think that such hard work might have shortened your life, I don't know what to do.
Sulla morte di Kondo sono letture interessanti l'elogio di Miyazaki, quello di Takahata, la news sul Sankei Sport e la seguente poesia di Miyazaki:
Poi certo, lui è morto e non si può difendere, però per ora non vedo neanche smentite da chi invece lo conosceva da vicino ed era presente durante questi avvenimenti (non si sa mai, forse arriveranno, ho la sensazione che siano dichiarazioni troppo gravi per non avere conseguenze o non innescare un dibattito).
è normale voler idealizzare al massimo certe persone.
Noi sappiamo pure di che pasta sia fatto Miyazaki, ma prendi uno che lo conosce esclusivamente come regista (amandolo) ti dirà al 100% che sia uno dall'aria del bravo e dolce nonnetto, sorprendendosi tantissimo al momento della scoperta di come sia davvero
Si davvero...sono anche io estremamente perplesso come Antonio..mentre leggevo mi venivano in mente molte cose. Miyazaki è un notorio perfezionista ed ancora più notoriamente non è uomo semplicissimo con cui lavorare a Takahata cosa esattamente si rimprovera? Ambedue provengono da una generazione particolare, il dopoguerra in Giappone è stato pesante, e lo stato giapponese ne è uscito pretendendo davvero molto dai suoi cittadini....In alcuni interventi di Mamoru Oshi non si è forse lamentato di non trovare più persone all'altezza dei suoi vecchi collaboratori nei suoi primi film??...E che tipi erano questi? E non dimentichiamo alcuni articoli di Hachi sui rapporti fra le nuove e le vecchie generazioni di salary man nipponici con i secondi che rimproverano i primi per lo "scarso impegno" visto che non stanno 18 ore al lavoro...
Sono molto perplesso, davvero. Chi ha ucciso Kondo? Non è una domanda. E' una condanna.
Personalmente credo che abbia avuto ragione Umberto Eco a chiedere che per almeno un decennio non si facessero libri o convegni a lui dedicati. C'è tempo per passare dalla Laudatio alle recriminazioni.
Guarda, umanamente lo capisco. Però sono appunto persone e non ideali. È impossibile che durante il corso delle loro vite non abbiano mai rivolto una parola sgarbata a qualcuno, o non abbiano fatto cose terribili. Specie considerando l'ambiente in cui si muovevano.
Dettò ciò, ovviamente non è che "persona al vertice = deve essere per forza una merda", ci mancherebbe. Se si accusa qualcuno di una cosa così grave, ci devono essere delle prove, o perlomeno deve essere una cosa che all'interno del loro ambiente veniva percepita a tal modo - e appunto, dato che nessuno che lavorava con lui è PER ORA corso a difendere/smentire/indignarsi (COSA CHE IO SPERO SUCCEDA), vuol dire che questa cosa un pò circolava.
Per fare un esempio italiano, Montanelli è stato uno dei più grandi giornalisti del novecento italiano. Parecchi validi giornalisti sono stati formati o influenzati da lui, nelle aule universitarie si studiano i suoi lavori etc. Innegabilmente già in vita aveva ottenuto una reputazione intoccabile nel suo campo. Questo al di là delle idee che ognuno può avere sul suo pensiero politico o sulla sua persona.
Eppure sempre Montanelli mentre lavorava come inviato durante la guerra in Etiopia negli anni '30, si comprò per 500 lire una moglie dodicenne (DODICENNE) locale che gli facesse da scalda-letto, e quando finì la sua esperienza in guerra la rivendette ad un capo tribù (la relazione era completamente sessuale, bada bene). Montanelli stesso non ne fece mistero, vantandosene addirittura durante un programma televisivo, e lasciando shockate parecchie persone presenti, che gli dissero "ma si rende conto quello che stà dicendo". La sua giustificazione era che "tutti facevano così all'epoca", *spallucce*, "ma capisco che oggigiorno, in un contesto italiano, possa suonare come una cosa strana" *piccola dimostrazione di disagio e vergogna quando si rese conto che tutti lo guardavano così O_O*.
Questo non toglie nulla all'enorme importanza e all'impatto che il suo lavoro ebbe (ed ha tutt'ora) sul mondo culturale italiano.
Questo è solo per dire che i grandi uomini sono pur sempre persone, con i loro pregi e i loro difetti. E talvolta possono (non lo dico in termini di certezze, ma probabilità) nascondere lati orribili, specie nell'ottica degli ambienti in cui si muovono. Non era insolito per un italiano nell'Etiopia degli anni '30 essere coinvolto in atti sessuali con ragazzine o bambini anche molto piccoli, e non è inconcepibile per qualcuno che lavora nel campo dell'animazione giapponese essere moralmente o direttamente responsabile di un ambiente tossico che può portare anche a casi di suicidio.
Raggiungere un'età in cui hai un'aria da "bravo nonnino" non è certo una dimostrazione di buon carattere xD
Pure qui, scrissi alcuni aneddoti su Miyazaki e la sua severità. Peggio di Kubrick. soprattutto ai tempi di Conan.
Alcune interviste, di addetti che lavoravano con lui, sono agghiaccianti.
Poi, tutti, se ne dimenticarono. Sai, c'è l'Oscar....
Riusciranno fuori, in futuro, ne sono certo.
Per takahata sono sorpreso, addirittura peggio di Miyazaki!!!!!!!
E qui non lo è proprio.
Ho chiesto subito "di là", mi hanno risposto moooolto dubbia come notizia..
"Sei sicuro della traduzione corretta?!"
Ah, se hai una traduzione direttamente dal giapponese, sarei anche io molto curioso di leggerla. Si dipinge Takahata in modo diverso rispetto all'articolo di ANN? Dal tuo commento sembri particolarmente sicuro di quanto affermi
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