Il 31 marzo, giorno del suo 45° compleanno, la celebre doppiatrice e cantante Maaya Sakamoto ha deciso di lanciare un progetto speciale intitolato "MAAYA's BEST SONG~Tell us your most favorite Maaya Sakamoto song~", per celebrare i 30 anni di carriera.
Per l'occasione, sul suo canale YouTube ufficiale è stato pubblicato un video teaser del progetto, che ripercorre la sua carriera attraverso immagini delle copertine dei suoi album e una selezione dei suoi brani più famosi.
 

Con questo progetto, i fan avranno l'opportunità di votare la loro canzone preferita tra tutti i brani pubblicati da Sakamoto con il suo nome (non saranno inclusi i brani cantati da personaggi da lei doppiati). Il sondaggio sarà accessibile sia dal Giappone che dall'estero e prenderà il via ufficialmente il 24 aprile a mezzanotte (JST), data appunto del suo debutto come cantante.

E sempre nei giorni scorsi, lo stesso canale YouTube della cantante, ha pubblicato un videoclip del suo nuovo singolo "Drops", in uscita su supporto fisico il 21 maggio. Il brano, già disponibile sulle principali piattaforme di streaming, è caratterizzato da sonorità elettroniche, è stato scelto come sigla d'apertura per l'anime primaverile Once Upon a Witch's Death, adattamento televisivo della light novel fantasy di Saka e  Chorefuji, e disponibile su Crunchyroll dal 1° aprile.
 

Alla regia del videoclip troviamo Yasuyuki Yamaguchi, già autore dei video musicali di Sakamoto per i singoli "Hasiru" (1998) e "Dakishimete" (2024). Il video ruota attorno al concetto evocato dal titolo "Drops", e utilizza immagini dal forte ritmo visivo per trasmettere un'ampia gamma di emozioni, dalla tristezza alla gioia e alla frustrazione, attraverso il motivo ricorrente di elementi come lacrime, acqua e gocce.
 

Ricordiamo che Maaya Sakamoto ha esordito come cantante professionista il 24 aprile 1996 con il singolo "Yakusoku wa Iranai" (sigla di apertura dell'anime I cieli di Escaflowne, costruendo da allora una carriera di successo con 35 singoli e 11 album originali all'attivo.


Fonti consultate:
Crunchyroll I, II