I mostri giapponesi, anzi chiamiamoli finalmente con il loro nome, i Kaiju, stanno avendo la loro bella visibilità a livello mondiale. Reclusi nelle serie e nei film di genere, sono rimasti per anni una prerogativa di un certo modo di fare intrattenimento giudicato "troppo nipponico", volutamente eccessivo, esagerato e stravagante. Solo Godzilla era riuscito ad emergere da questo crogiolo di inventiva, per il resto le tante raccapriccianti creature che vedevamo a decine dietro le vetrine dei Mandarake a Tokyo restavano per lo più senza nome e degne di interesse.
Nel 2024 invece abbiamo avuto un Oscar proprio al mitico re dei mostri nella sua più pura riscrittura giapponese e i kaiju stanno invadendo il cinema e il mondo dei fumetti, tanto occidentali che ovviamente orientali.
Ecco che quindi nel 2020 fa il suo debutto un manga shonen di Jump che diventa subito un fenomeno a livello mondiale. Gigantografie grandi come un palazzo in Francia, una metro di Milano tappezzata come fosse una fermata di Tokyo. Questo titolo diventa ben presto l'emblema del nuovo modo di fare comunicazione sul fumetto giapponese, che ormai tutti conoscono bene di cosa si sta parlando.
Dopo tanto clamore era ovvio che ci fosse altrettanta attesa per l'arrivo di Kaiju No. 8, anime tratto dall'omonimo manga di Naoya Matsumoto.
Rilasciata dal 13 aprile al 29 giugno su Crunchyroll, questa serie ha offerto ad un pubblico internazionale, sempre affamato di titoli di questo genere, un'avvincente miscela di roboante azione mista a bei sentimenti, come nella più classica delle salse shonen nipponiche. Non può mancare ovviamente un protagonista simpatico e imbranato il giusto con cui empatizzare.
Kaiju No. 8, in sostanza, segue la storia personale di Kafka Hibino, un uomo apparentemente comune, che sogna di unirsi alle Forze di Difesa per combattere i mostruosi kaiju che minacciano l'umanità. Ormai troppo avanti con l'età e dopo diverse bocciature, il suo sogno sembra sul punto di svanire, ma la classica circostanza straordinaria farà sì che invece tutto il suo presente e il suo futuro possano prendere una piega inaspettata e terribilmente avvincente.
La narrazione bilancia abilmente momenti di azione intensa con scene più tranquille guidate dai personaggi, che aggiungono profondità e sfumature alla trama generale. Ciò che distingue Kaiju No. 8 è infatti la sua capacità di mantenere un perfetto equilibrio tra momenti di azione mozzafiato alternati a siparietti comici tipicamente japan style unita ad una narrazione lineare, per lo più basata sulla preparazione di chi dovrà affrontare il gravoso compito di difendere la popolazione da questi micidiali mostri dalle varie dimensioni.
La serie non si tira indietro dall'esplorare temi come coraggio, sacrificio e continua ricerca di soddisfazione dei propri sogni, anche se quasi da subito preme sul pedale dell'acceleratore, regalandoci scontri in serie che fanno l'occhiolino ai più recenti successi de “L’Attacco dei Giganti” o “Demon Slayer”, con rimandi neanche tanto nascosti.
Se proprio si deve trovare il pelo nell'uovo a questo ottimo blockbuster, è nella crescita personale dei vari protagonisti che invece risultano un po' tanto stereotipati, ma d'altronde è un problema un po' di tutte queste serie attuali che dedicano sempre meno tempo all'introspezione psicologica, ridotta a mala pena al protagonista. Come molti personaggi principali prima di lui, Kafka rientra ancora nella categoria del protagonista pateticamente mediocre con un forte senso di giustizia.
Il fatto che sia il tipico lavoratore sulla trentina (quindi lontano dai giovanissimi eroi classici dello shonen) e la flebile parte romantica che lo vede legato da una promessa indissolubile (per lui) con il Capitano (sua vecchia amica d'infanzia) consente infatti di empatizzare col personaggio e superare tutto il fanservice di tute, armi e percentuali di forza con cui viene infarcita la trama all'inizio. Kafka è l'emblema del fantozziano uomo qualunque, quotidianamente inondato di pezzi nauseabondi di carcasse di mostri, il risultato del suo ingrato lavoro da operaio come addetto allo smaltimento dei rifiuti kaiju.
Inutile dire che la produzione dell'anime sfrutta appieno il materiale cartaceo che traspone, regalando un'esperienza visiva tanto stimolante quanto esaltante. Non era facile ricreare certe azioni del manga, ma lo staff di produzione ha vinto la sfida, regalandoci alcuni momenti in cui le animazioni sono state davvero di ottima fattura, in particolar modo in quel che è il piatto forte della serie, ovvero i combattimenti.
Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire al lavoro svolto da studio Production I.G. (Ghost in the Shell), che ultimamente mi aveva già stupito positivamente anche per quanto fatto in HAIKYU!! Battaglia all’ultimo rifiuto.
Il rischio che un titolo così importante, anche a livello internazionale, finisca nelle polemiche per animazioni non all'altezza è sempre molto alto ad oggi, con tutte le problematiche di cui parliamo spesso riguardanti le tempistiche stringenti e la poca esperienza degli animatori più giovani. Questa produzione invece si è distinta in una sapiente gestione generale del proprio lavoro, concentrandosi sui momenti principali degli scontri, senza strafare, anche se certe volte, nei momenti in cui Kafka è un kaiju, devo dire che il mio "occhio sakuga" ha davvero trovato pane per i suoi denti.
L'esperienza, dicevamo, oggi è davvero importante, direi ancora più preziosa di una volta nelle attuali produzioni animate. Ecco perchè affidare a Studio Khara (Evangelion: 3.0+1.01: Thrice Upon A Time) la supervisione e il design stesso dei kaiju è stato davvero una scelta azzeccata. Qualche polemica invece ha caratterizzato la presenza di Tetsuya Nishio al character design, le cui scelte hanno cambiato leggermente quelle che erano le fattezze del manga a favore del suo caratteristico stile già visto in vari titoli del franchise di Naruto/Boruto.
Con questo titolo possiamo poi notare davvero come cambiano i tempi e l'occhio alla distribuzione internazionale del prodotto sia una realtà vera, con cui ormai i giapponesi devono fare i conti. A partire dalle musiche, con la scelta di dare a due realtà straniere sia la opening che la ending. Entrambe, tra l'altro, a mio avviso molto ben realizzate proprio dal punto di vista animato, totalmente distaccate da quello che è lo stile visivo della serie.
La opening utilizza la grafica digitale (3D Animation), con in sottofondo la canzone "Abyss" di Yungblud, un cantante e musicista inglese noto nella scena dell'alternative rock e pop punk. La sigla è davvero particolare: unisce i movimenti "a onda" come quelli dell'equalizzatore sonoro con la composizione delle sigle dei superhero movies, in un vortice dagli altissimi contrasti cromatici.
La ending è stata invece affidata addirittura ai One Republic. Sulle note della canzone "Nobody" possiamo vedere una più tradizionale grafica 2D dai colori acquerellati ma luminosi, che accompagna una quotidianità che fa sembrare un corpo di distruzione di mostri giganti... totalmente normale!
Altra chiara traccia del respiro internazionale di questa serie è stata la scelta del simuldub, che ha coinvolto fortunatamente anche l'Italia.
Questa scelta a volte non è sinonimo di qualità, ma devo dire che sono stato favorevolmente colpito dal lavoro svolto nel doppiaggio di questa, tanto da farmela vedere direttamente in lingua italiana senza problemi. Davvero complimenti quindi a Mattia Bressan (Kafka Hibino), Martina Tamburello (Kikoru Shinomiya) e al giovane Ezio Vivolo (Reno Ichikawa), la cui carriera seguo sempre con molto interesse.
Nel 2024 invece abbiamo avuto un Oscar proprio al mitico re dei mostri nella sua più pura riscrittura giapponese e i kaiju stanno invadendo il cinema e il mondo dei fumetti, tanto occidentali che ovviamente orientali.
Ecco che quindi nel 2020 fa il suo debutto un manga shonen di Jump che diventa subito un fenomeno a livello mondiale. Gigantografie grandi come un palazzo in Francia, una metro di Milano tappezzata come fosse una fermata di Tokyo. Questo titolo diventa ben presto l'emblema del nuovo modo di fare comunicazione sul fumetto giapponese, che ormai tutti conoscono bene di cosa si sta parlando.
Dopo tanto clamore era ovvio che ci fosse altrettanta attesa per l'arrivo di Kaiju No. 8, anime tratto dall'omonimo manga di Naoya Matsumoto.
Il trentaduenne Kafka Hibino fa parte di una squadra speciale addetta allo smantellamento dei resti dei kaiju, che vengono uccisi dalle forze di difesa. Kafka è amico d'infanzia di Mina Ashiro; i due, tempo addietro, si promisero di entrare nel corpo delle forze di difesa e proteggere il Giappone dai kaiju. Hibino non riuscì a superare l'esame di ammissione, abbandonando i suoi sogni. Mina, mantenendo la promessa, divenne invece il capitano della III divisione del corpo delle forze di difesa.
Un giorno, Kafka affronta uno strano kaiju con il quale si fonde. Da quel momento il giovane acquisisce la capacità di trasformarsi nel kaiju numero 8, ottenendo particolari abilità.
Un giorno, Kafka affronta uno strano kaiju con il quale si fonde. Da quel momento il giovane acquisisce la capacità di trasformarsi nel kaiju numero 8, ottenendo particolari abilità.
Rilasciata dal 13 aprile al 29 giugno su Crunchyroll, questa serie ha offerto ad un pubblico internazionale, sempre affamato di titoli di questo genere, un'avvincente miscela di roboante azione mista a bei sentimenti, come nella più classica delle salse shonen nipponiche. Non può mancare ovviamente un protagonista simpatico e imbranato il giusto con cui empatizzare.
Kaiju No. 8, in sostanza, segue la storia personale di Kafka Hibino, un uomo apparentemente comune, che sogna di unirsi alle Forze di Difesa per combattere i mostruosi kaiju che minacciano l'umanità. Ormai troppo avanti con l'età e dopo diverse bocciature, il suo sogno sembra sul punto di svanire, ma la classica circostanza straordinaria farà sì che invece tutto il suo presente e il suo futuro possano prendere una piega inaspettata e terribilmente avvincente.
La narrazione bilancia abilmente momenti di azione intensa con scene più tranquille guidate dai personaggi, che aggiungono profondità e sfumature alla trama generale. Ciò che distingue Kaiju No. 8 è infatti la sua capacità di mantenere un perfetto equilibrio tra momenti di azione mozzafiato alternati a siparietti comici tipicamente japan style unita ad una narrazione lineare, per lo più basata sulla preparazione di chi dovrà affrontare il gravoso compito di difendere la popolazione da questi micidiali mostri dalle varie dimensioni.
La serie non si tira indietro dall'esplorare temi come coraggio, sacrificio e continua ricerca di soddisfazione dei propri sogni, anche se quasi da subito preme sul pedale dell'acceleratore, regalandoci scontri in serie che fanno l'occhiolino ai più recenti successi de “L’Attacco dei Giganti” o “Demon Slayer”, con rimandi neanche tanto nascosti.
Se proprio si deve trovare il pelo nell'uovo a questo ottimo blockbuster, è nella crescita personale dei vari protagonisti che invece risultano un po' tanto stereotipati, ma d'altronde è un problema un po' di tutte queste serie attuali che dedicano sempre meno tempo all'introspezione psicologica, ridotta a mala pena al protagonista. Come molti personaggi principali prima di lui, Kafka rientra ancora nella categoria del protagonista pateticamente mediocre con un forte senso di giustizia.
Il fatto che sia il tipico lavoratore sulla trentina (quindi lontano dai giovanissimi eroi classici dello shonen) e la flebile parte romantica che lo vede legato da una promessa indissolubile (per lui) con il Capitano (sua vecchia amica d'infanzia) consente infatti di empatizzare col personaggio e superare tutto il fanservice di tute, armi e percentuali di forza con cui viene infarcita la trama all'inizio. Kafka è l'emblema del fantozziano uomo qualunque, quotidianamente inondato di pezzi nauseabondi di carcasse di mostri, il risultato del suo ingrato lavoro da operaio come addetto allo smaltimento dei rifiuti kaiju.
Inutile dire che la produzione dell'anime sfrutta appieno il materiale cartaceo che traspone, regalando un'esperienza visiva tanto stimolante quanto esaltante. Non era facile ricreare certe azioni del manga, ma lo staff di produzione ha vinto la sfida, regalandoci alcuni momenti in cui le animazioni sono state davvero di ottima fattura, in particolar modo in quel che è il piatto forte della serie, ovvero i combattimenti.
Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire al lavoro svolto da studio Production I.G. (Ghost in the Shell), che ultimamente mi aveva già stupito positivamente anche per quanto fatto in HAIKYU!! Battaglia all’ultimo rifiuto.
Il rischio che un titolo così importante, anche a livello internazionale, finisca nelle polemiche per animazioni non all'altezza è sempre molto alto ad oggi, con tutte le problematiche di cui parliamo spesso riguardanti le tempistiche stringenti e la poca esperienza degli animatori più giovani. Questa produzione invece si è distinta in una sapiente gestione generale del proprio lavoro, concentrandosi sui momenti principali degli scontri, senza strafare, anche se certe volte, nei momenti in cui Kafka è un kaiju, devo dire che il mio "occhio sakuga" ha davvero trovato pane per i suoi denti.
アニメ『#怪獣8号』
— Production I.G (@ProductionIG) April 13, 2024
ご視聴ありがとうございました😀
本日放送の第1話「怪獣になった男」から
防衛隊による怪獣討伐シーンの線撮映像を公開!
データトラブルでアップが遅くなってしまいました🙇
来週もお楽しみに⭐
(企画1部)#KaijuNo8 pic.twitter.com/Nsso8yh4wE
L'esperienza, dicevamo, oggi è davvero importante, direi ancora più preziosa di una volta nelle attuali produzioni animate. Ecco perchè affidare a Studio Khara (Evangelion: 3.0+1.01: Thrice Upon A Time) la supervisione e il design stesso dei kaiju è stato davvero una scelta azzeccata. Qualche polemica invece ha caratterizzato la presenza di Tetsuya Nishio al character design, le cui scelte hanno cambiato leggermente quelle che erano le fattezze del manga a favore del suo caratteristico stile già visto in vari titoli del franchise di Naruto/Boruto.
Con questo titolo possiamo poi notare davvero come cambiano i tempi e l'occhio alla distribuzione internazionale del prodotto sia una realtà vera, con cui ormai i giapponesi devono fare i conti. A partire dalle musiche, con la scelta di dare a due realtà straniere sia la opening che la ending. Entrambe, tra l'altro, a mio avviso molto ben realizzate proprio dal punto di vista animato, totalmente distaccate da quello che è lo stile visivo della serie.
La opening utilizza la grafica digitale (3D Animation), con in sottofondo la canzone "Abyss" di Yungblud, un cantante e musicista inglese noto nella scena dell'alternative rock e pop punk. La sigla è davvero particolare: unisce i movimenti "a onda" come quelli dell'equalizzatore sonoro con la composizione delle sigle dei superhero movies, in un vortice dagli altissimi contrasti cromatici.
La ending è stata invece affidata addirittura ai One Republic. Sulle note della canzone "Nobody" possiamo vedere una più tradizionale grafica 2D dai colori acquerellati ma luminosi, che accompagna una quotidianità che fa sembrare un corpo di distruzione di mostri giganti... totalmente normale!
Altra chiara traccia del respiro internazionale di questa serie è stata la scelta del simuldub, che ha coinvolto fortunatamente anche l'Italia.
Questa scelta a volte non è sinonimo di qualità, ma devo dire che sono stato favorevolmente colpito dal lavoro svolto nel doppiaggio di questa, tanto da farmela vedere direttamente in lingua italiana senza problemi. Davvero complimenti quindi a Mattia Bressan (Kafka Hibino), Martina Tamburello (Kikoru Shinomiya) e al giovane Ezio Vivolo (Reno Ichikawa), la cui carriera seguo sempre con molto interesse.
L'anime di Kaiju No. 8 insomma regala allo spettatore quello che promette già dal trailer, del puro e ben dosato divertimento. Un blockbuster portato a livello internazionale in versione deluxe per il fruitore di anime attuale, cresciuto a Demon Slayer e AOT, senza però deludere o far alzare il sopracciglio a chi cerca anche un prodotto ben animato, oltre che "fracassone". La cura e il lavoro svolto sono all'altezza del nome e dell'importanza di questo prodotto, sperando che resti così anche nella nuova stagione appena annunciata, dove gli scontri e l'azione dovrebbero farla ancor più da padroni.
Pro
- Il personaggio principale
- Ottimo lavoro dal punto di vista tecnico
- La opening e la ending
- Si parla di kaiju!
Contro
- Situazioni e personaggi secondari stereotipati come è classico in questo tipo di prodotto
Attendo fiducioso la stagione 2.
Sembra un prodotto in cui ci si è limitati a fare il compitino. Capisco che il materiale di partenza non è che offra chissà che spunti di riflessione, ma qualcosa di più la si doveva fare, soprattutto mi aspettavo che Okochi tirasse fuori ogni tanto le sue stramberie per svegliarmi, e invece no. Il chara design di Nishio è bocciato malamente, Kafka sembra un pesce il più delle volte, mentre i design dei kaiju sono di buona fattura anche se troppo umanoidi.
A me le OP e ED sono piaciute molto, e la mia curiosità per la prossima stagione si fermerà solo ai nomi dei prossimi cantanti scelti.
Comunque molto banale però intrattiene bene e le animazioni mi sono piaciute tanto
Come alternativa ho iniziato un altro battle shonen "Undead Unluck", e ho fatto benissimo.
Piccola critica: un manga che parla di kaiju poteva almeno metterci fantasia con il design di questi kaiju, il 90% di questi sono umanoidi, quelli animaleschi si vedono solo nei primi 2 volumi.
Persino un manga che non parla di Kaiju come Dandadan ha un bestiario con più varieta di Kaiju 8.
Le metteranno on-line il 6 e il 13 luglio.
Insomma ci sta un sacco e secondo me il voto è meritato.
-cosa sono i kaiju magari la wikipedia può già darti qualche dettaglio
-
-presumo che i kaiju vogliano sostituirsi all'umanità? (o avranno fame)
so cosa si intende per Kaijuu, ma io mi riferivo all'interno della storia,
Quali episodi? perchè io in 12 episodi non ho visto nulla di tutto ciò (apparte forse mezzo combattimento), Haikyu!! era animato molto meglio.
Non sto dicendo che è da buttare, ma onestamente se questo anime è di livello tecnico alto, allora non ho capito una mazza di ciò che ho guardato finora (demon slayer, jjk, csman,etc etc).
Quando lui diventa kaiju i combattimenti sono un mucchio di effetti di luce a caso, un grido e fine, eppoi hanno cambiato il design del personaggio principale (in versione kaiju) per farne uno piu' "semplice" e meno "macabro", scusa ma se volevo vedere un anime comico non guardavo questo.
Per carità eh, ognuno ha le sue opinioni in merito e se è piaciuto va bene così, però io onestamente ho visto solo clichè dappertutto, aot vibes, animazioni mediocri (non da buttare, ma nemmeno da esaltarsi) e tantissime scene inutili allungate, se però questa cosa vale 80/100, ok.
Lo seguo con piacere, ma paradossalmente, più che i protagonisti umani, mi interessa dei kaiju, caratterizzati da molti misteri (perché sono intelligenti? Qual è il loro scopo? Come fanno a evolvere?) che mi interessa scoprire. Il fatto che siano quasi tutti umanoidi ha palesemente un motivo all'interno della storia, dato che
Infatti credo che sia la parte piu interessante, spero che sia ben sviluppata
Animazioni mediocri nei combattimenti? De gustibus ...
Il doppiaggio nostrano si è rivelato più che adeguato in questa occasione.
Allora Mina ce la scordiamo proprio visto che, a quanto pare, non è considerata neanche dall'autore o dai suoi editor sodali
Probabilmente hai ragione, è una questione di gusti, però ti lascio con un piccolo esempio (purtroppo non ho trovato di meglio e di maggior qualità)
secondo te questi frame d'animazione sono di alto livello? non c'è enfasi nel colpo, ed è pieno di luci accecanti, si poteva fare mooolto meglio.
Per me l'unico combattimento che si salva è quello di kafka vs vicecomandante, ma solo perchè appunto kafka si difende e basta.
In ogni caso non reputo l'intera opera da buttare, lo voglio ribadire, ma onestamente la cosa mi rattrista perchè succede sempre con delle opere che magari per il genere o il tema potrebbero piacermi.
Poi vabbe, magari son troppo pignolo e perfezionista, errore mio.
Tutti gli anime Battle di un certo livello oggi utilizzano questa fase per dare maggior enfasi al tutto.
Ripeto, per me è una serie che mantiene una sua coerenza e un livello sempre discreto e più che discreto nelle fasi importanti se facciamo il paragone con tutto il panorama anime delle ultime stagioni. Lo stesso Jujutsu Kaisen super osannato ha avuto diverse parti con tanti problemi, per non parlare di cose viste in serie come Hell's Paradise
Io mi reputo abbastanza critico, magari non conosco tutti i procedimenti e le lavorazioni di una scena ma ritengo di avere buon occhio, e a me questa serie non ha fatto ne caldo ne freddo, ne per di disegni, ne per l'animazione, ne per le ost, ne per la storia, sicuramente c'è della curiosità, ma nient'altro.
Inoltre è chiaro che in molti anime c'è stato "un calo" parziale o totale, e imho hell's paradise l'ho reputata un'altra opera pompata e sopravvalutata ma che anche lì ci sono parecchi difetti.
Comunque per concludere, mi riferivo anche alla posa che rimane statica per troppi frames e quindi "risparmio time", ma in ogni caso non voglio farne un affare di stato, volevo solo esprimere un mio giudizio personale su una recensione leggermente "di parte" secondo me, ma come hai detto tu i gusti sono gusti e quindi va bene.
Questo è semplicemente un buon prodotto animato che fa il suo lavoro
dico la mia, la serie tecnicamente e' fatta davvero molto bene, non conosco il manga, quindi non posso fare paragoni, la trama e' standard sicuramente, ma ci sono alcuni spunti come il fatto che ci siano dei Kaijuu senzienti che potrebbero essere sviuppati, ma onestamente dall'ultimo episodio della prima serie, ho come l;impressione che sara' sopratutto basati sul kaijuu da combattere ogni episodio
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