Recensione
One Week Friends film
5.5/10
Di "One week friends", oltre al film in recensione, ho visto la serie anime del 2014. E, aggiungerei anticipando in sintesi il mio parere sull'opera, per fortuna.
Ahimè, questo film riesce ad appiattire alcuni pregi dell'opera di animazione e ad acuire i limiti che condivide con essa, direttamente riconducibili all'opera cartacea scritta e disegnata da Matcha Hazuki nel 2012.
Il film riesce a mantenere l'idea di base di "One week friends - OWF". Tuttavia, nonostante la durata di due ore, lascia la sensazione di un'opera che in modo piuttosto velocizzato e parziale perviene alla stessa conclusione dell'anime in modo raffazzonato che sa un po' (tanto) di "deus ex machina".
Per intenderci, se non avessi visto l'anime, il film "OWF" mi avrebbe lasciato un po' perplesso e credo anche insoddisfatto, per la conclusione e per come affronta certi passaggi in cui lascia intendere certi possibili sviluppi "sentimentali" che poi vengono smentiti con un finale che non pochi spettatori, amanti del genere rom-com scolastico, hanno criticato (anche veementemente) in varie recensioni rintracciabili nel web.
L'impressione generale che il film mi ha ispirato è quella che la storia difficilmente poteva essere riassunta in un unico film di 2 ore (ne esiste anche una versione del 2022 - cinese - che si limita addirittura a un'ora e tre quarti), pena in difetto il limite di sacrificare sull'altare della compressione della narrazione dei fatti sia l'atmosfera molto slice of life sia la tenerezza/dolcezza che l'anime riesce comunque a trasmettere allo spettatore e che contraddistingue in positivo, valorizzandola, una trama che altrimenti risulterebbe un po' banale, semplice e piuttosto forzata nel realismo (la particolarissima forma di amnesia della protagonista Kaori Fujimiya).
Di per sè le vicende di Kaori e del compagno di classe Yuki Hase, narrate nel senso che si scopre col finale, avrebbero un senso compiuto se calate correttamente nel contesto in cui i due protagonisti si muovono. Nel film, ahimé il contesto e l'atmosfera restano sacrificati sull'altare dello svolgimento dei fatti, al pari degli altri personaggi rilevanti che nel film restano o poco sviluppati (Shogo Kiryū) o stravolti (Saki Yamagishi).
Il risultato cui perviene il film è quello di una forzatura, perché lo spettatore è portato ad attendersi un finale di un certo tipo come conseguenza del percorso come costruito, finale che tuttavia e in modo un po' inaspettato non si concretizza proprio per restare coerente con la storia originale.
Mi rendo conto che non ho fatto ancora alcun accenno alla trama. Prima facie, "OWF" è commedia scolastica nipponica in cui lo spettatore sarebbe portato ad attendersi la solita storia ragazzi delle scuole superiori alle prese con i primi amori e i relativi ostacoli, spesso per i problemi più fantasiosi e improbabili.
Il problema in "OWF" è piuttosto particolare: una sorta di amnesia dissociativa, selettiva e programmata che ogni lunedì comporta per la povera protagonista Kaori Fujimiya la dimenticanza di ogni momento vissuto con gli amici ed in particolare con i compagni di scuola con cui si relaziona. In questo contesto il compagno Yuki Hase scopre il suo problema e con una resilienza al limite dell'umano, inizia a cercare di diventare amico di Kaori nonostante che quest'ultima si dimentichi di lui ogni week end. Si scoprirà che tuttavia gli sforzi e gli stratagemmi posti in essere da Yuki sortiranno degli effetti positivi sebbene il percorso sarà comunque irto e ricco di difficoltà.
Con una trama simile, già di per sè caratterizzata da un incipit improbabile, diventa difficile svilupparla degnamente se non si fanno cogliere le sfumature dei comportamenti dei personaggi e il loro contesto. "OWF" nell'anime mi ha dato l'impressione di costruire una metafora della vicenda umana della protagonista, che ha il suo punto di forza nelle interazioni che si instaurano proprio tra i due protagonisti della storia, volte a dimostrare che, indipendentemente dalle intenzioni o sentimenti che ispirano i singoli (amore, odio, amicizia, ecc.), la complessa scienza delle relazioni umane è un'arte che sembra funzionare solo se finalizzata a compiere azioni destinate al conseguimento del bene dell'altro.
Il film tuttavia non mi ha suscitato questa impressione anche a causa della interpretazione non ben calibrata sulla storia originale dei due attori interpreti dei protagonisti: l'interprete di Kaori non è stata messa nelle condizioni di rendere quel mix di imbarazzo, paura, incapacità di relazionarsi con gli altri per paura di soffrire a sua volta, mentre quello di Yuki, pur se apprezzabile, ha conferito al proprio personaggio un taglio più da "bamboccione-tontolone" infantile per giustificare poi il finale che emerge come un risvolto inaspettato.
"OWF" è una storia tenera di amicizia e dovrebbe rappresentare un momento di evoluzione e crescita di due ragazzi verso la comprensione reciproca, indipendentemente dai sentimenti romantici che ciascuno potrebbe provare nei confronti dell'altro. Yuku Hase, il sensibile compagno di classe che non si conforma all'atteggiamento degli altri ragazzi, non si rassegna a evitare Kaori perché in apparenza scontrosa, distaccata e diffidente, ma cerca in tutti i modi di stabilire con lei una interazione per capire le motivazioni sottese a tale comportamento.
E con dei tanto banali quanto efficaci stratagemmi riesce man mano a legare con Kaori, ottenendo la sua amicizia e mettendola nelle condizioni di non assumere che chi si relaziona con lei, ad eccezione dei familiari, non sia altro che il male.
Il percorso che Kaori intraprende è molto suggestivo, ma il film non riesce a rendere pienamente i lunghi passaggi in cui lei inizia a registrare nel diario i suoi ricordi favorendo di conseguenza la formazione delle connessioni nella sua mente.
Come se fosse una memoria "esterna", il diario diventa il collante della sua nuova esistenza che, nella sua essenza più completa, è composta proprio da ricordi belli e anche quelli più tristi che comunque le fanno apprezzare meglio proprio quelli positivi: una rinascita che non si conclude perché, come si vedrà nell'evoluzione della trama, gli stessi ricordi ritenuti da lei dolorosi non sono altro che una percezione della realtà errata ed equivoca degli accadimenti che hanno portato Kaori a chiudersi quando avrebbe invece potuto superare il suo dolore e le sue paure affrontando quanto accaduto con un diverso approccio e consapevolezza.
Purtroppo di tutto ciò il film "One week friends" perde buona parte di tali caratteristiche smarrendosi nel costruire la trama su due amori non corrisposti e dando l'impressione di cadere vittima dei soliti stereotipi di tante opere simili per ambientazione e tematiche, fuorviando la percezione del vero messaggio dell'opera a cui si ispira.
Ahimè, questo film riesce ad appiattire alcuni pregi dell'opera di animazione e ad acuire i limiti che condivide con essa, direttamente riconducibili all'opera cartacea scritta e disegnata da Matcha Hazuki nel 2012.
Il film riesce a mantenere l'idea di base di "One week friends - OWF". Tuttavia, nonostante la durata di due ore, lascia la sensazione di un'opera che in modo piuttosto velocizzato e parziale perviene alla stessa conclusione dell'anime in modo raffazzonato che sa un po' (tanto) di "deus ex machina".
Per intenderci, se non avessi visto l'anime, il film "OWF" mi avrebbe lasciato un po' perplesso e credo anche insoddisfatto, per la conclusione e per come affronta certi passaggi in cui lascia intendere certi possibili sviluppi "sentimentali" che poi vengono smentiti con un finale che non pochi spettatori, amanti del genere rom-com scolastico, hanno criticato (anche veementemente) in varie recensioni rintracciabili nel web.
L'impressione generale che il film mi ha ispirato è quella che la storia difficilmente poteva essere riassunta in un unico film di 2 ore (ne esiste anche una versione del 2022 - cinese - che si limita addirittura a un'ora e tre quarti), pena in difetto il limite di sacrificare sull'altare della compressione della narrazione dei fatti sia l'atmosfera molto slice of life sia la tenerezza/dolcezza che l'anime riesce comunque a trasmettere allo spettatore e che contraddistingue in positivo, valorizzandola, una trama che altrimenti risulterebbe un po' banale, semplice e piuttosto forzata nel realismo (la particolarissima forma di amnesia della protagonista Kaori Fujimiya).
Di per sè le vicende di Kaori e del compagno di classe Yuki Hase, narrate nel senso che si scopre col finale, avrebbero un senso compiuto se calate correttamente nel contesto in cui i due protagonisti si muovono. Nel film, ahimé il contesto e l'atmosfera restano sacrificati sull'altare dello svolgimento dei fatti, al pari degli altri personaggi rilevanti che nel film restano o poco sviluppati (Shogo Kiryū) o stravolti (Saki Yamagishi).
Il risultato cui perviene il film è quello di una forzatura, perché lo spettatore è portato ad attendersi un finale di un certo tipo come conseguenza del percorso come costruito, finale che tuttavia e in modo un po' inaspettato non si concretizza proprio per restare coerente con la storia originale.
Mi rendo conto che non ho fatto ancora alcun accenno alla trama. Prima facie, "OWF" è commedia scolastica nipponica in cui lo spettatore sarebbe portato ad attendersi la solita storia ragazzi delle scuole superiori alle prese con i primi amori e i relativi ostacoli, spesso per i problemi più fantasiosi e improbabili.
Il problema in "OWF" è piuttosto particolare: una sorta di amnesia dissociativa, selettiva e programmata che ogni lunedì comporta per la povera protagonista Kaori Fujimiya la dimenticanza di ogni momento vissuto con gli amici ed in particolare con i compagni di scuola con cui si relaziona. In questo contesto il compagno Yuki Hase scopre il suo problema e con una resilienza al limite dell'umano, inizia a cercare di diventare amico di Kaori nonostante che quest'ultima si dimentichi di lui ogni week end. Si scoprirà che tuttavia gli sforzi e gli stratagemmi posti in essere da Yuki sortiranno degli effetti positivi sebbene il percorso sarà comunque irto e ricco di difficoltà.
Con una trama simile, già di per sè caratterizzata da un incipit improbabile, diventa difficile svilupparla degnamente se non si fanno cogliere le sfumature dei comportamenti dei personaggi e il loro contesto. "OWF" nell'anime mi ha dato l'impressione di costruire una metafora della vicenda umana della protagonista, che ha il suo punto di forza nelle interazioni che si instaurano proprio tra i due protagonisti della storia, volte a dimostrare che, indipendentemente dalle intenzioni o sentimenti che ispirano i singoli (amore, odio, amicizia, ecc.), la complessa scienza delle relazioni umane è un'arte che sembra funzionare solo se finalizzata a compiere azioni destinate al conseguimento del bene dell'altro.
Il film tuttavia non mi ha suscitato questa impressione anche a causa della interpretazione non ben calibrata sulla storia originale dei due attori interpreti dei protagonisti: l'interprete di Kaori non è stata messa nelle condizioni di rendere quel mix di imbarazzo, paura, incapacità di relazionarsi con gli altri per paura di soffrire a sua volta, mentre quello di Yuki, pur se apprezzabile, ha conferito al proprio personaggio un taglio più da "bamboccione-tontolone" infantile per giustificare poi il finale che emerge come un risvolto inaspettato.
"OWF" è una storia tenera di amicizia e dovrebbe rappresentare un momento di evoluzione e crescita di due ragazzi verso la comprensione reciproca, indipendentemente dai sentimenti romantici che ciascuno potrebbe provare nei confronti dell'altro. Yuku Hase, il sensibile compagno di classe che non si conforma all'atteggiamento degli altri ragazzi, non si rassegna a evitare Kaori perché in apparenza scontrosa, distaccata e diffidente, ma cerca in tutti i modi di stabilire con lei una interazione per capire le motivazioni sottese a tale comportamento.
E con dei tanto banali quanto efficaci stratagemmi riesce man mano a legare con Kaori, ottenendo la sua amicizia e mettendola nelle condizioni di non assumere che chi si relaziona con lei, ad eccezione dei familiari, non sia altro che il male.
Il percorso che Kaori intraprende è molto suggestivo, ma il film non riesce a rendere pienamente i lunghi passaggi in cui lei inizia a registrare nel diario i suoi ricordi favorendo di conseguenza la formazione delle connessioni nella sua mente.
Come se fosse una memoria "esterna", il diario diventa il collante della sua nuova esistenza che, nella sua essenza più completa, è composta proprio da ricordi belli e anche quelli più tristi che comunque le fanno apprezzare meglio proprio quelli positivi: una rinascita che non si conclude perché, come si vedrà nell'evoluzione della trama, gli stessi ricordi ritenuti da lei dolorosi non sono altro che una percezione della realtà errata ed equivoca degli accadimenti che hanno portato Kaori a chiudersi quando avrebbe invece potuto superare il suo dolore e le sue paure affrontando quanto accaduto con un diverso approccio e consapevolezza.
Purtroppo di tutto ciò il film "One week friends" perde buona parte di tali caratteristiche smarrendosi nel costruire la trama su due amori non corrisposti e dando l'impressione di cadere vittima dei soliti stereotipi di tante opere simili per ambientazione e tematiche, fuorviando la percezione del vero messaggio dell'opera a cui si ispira.
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