Io aspetterò che sia completa, se tramite i pareri di chi la ha vista sarà del livello della precendente serie allora la recupererò senzaltro ^^ Per ora invece passo ^^
E' stato un inizio molto curioso devo dire la verità, non avendo visto la prima serie non sapevo cosa aspettarmi, onestamente la prima cosa mi ha colpito è il fatto che Kino abbia una moto parlante, che nessuno si faccia problemi al riguardo e che questa moto possa entrare in casa e in ogni stanza come se niente fosseXD, mi rendo conto che in un anime che vuole trattare temi impegnati non ci si dovrebbe fermare a queste minuzie però non ho potuto farne a meno; tolto questo resta la storia di questo paese dove l'omicidio è consentito, e anche sommariamente attuato, se serve a impedire che disturbi lo status quo del momento che garantisce una vita pacifica a tutti gli abitanti, un ragionamento utopistico francamente possibile solo in una comunità ristrettissima dove tutti si conoscono e solo gli estranei possono creare problemi, può funzionare solo se tutti condividono la stessa idea e se è sempre possibile controllare tutti quelli che non sanno la regola, ma a che serve stabilire una legge simile se non si informa immediatamente chi non la conosce? Nel caso dell'episodio è andata come andata ma se quel mezzo maniaco avesse ucciso Kino con la sua arma, o chiunque altro, dopo sarebbe stato allegramente ammazzato dai gaudenti paesani ma sempre un omicidio avrebbe commesso, alla fine come insegna mamma America permettere a chiunque di avere un'arma non impedisce un omicidio, lo rende solo più facile da attuare. E quindi bene ha fatto Kino ad andarsene in sella al buon (buona?) Hermes per me...
Utente74700
- 7 anni fa
05
ah! è un remake... tristezza a palate... bhe uno in meno, mi basta quello del 2003
Non ho gradito l'idea che vuole trasmettere che se tutti sono armati la società si protegge da sola... e tra i commenti ho beccato anche qualche americano pronto a sostenere che quella fosse proprio l'idea di trump
Uhm......cosa dire....questo primo episodio non mi e' sembrato altro che la giustificazione in salsa anime della pena di morte in Giappone. Onestamente di questo sbandierato "approfondimento filosofico" non ne ho trovato traccia. Continuero' a seguire la serie ma solo perche' e' un anime apparentemente meno mainstream degli altri. La caratterizzazione androgina di Kino, pero', gia' non mi piace ma..de gustibus. Anche la "moto parlante" richiede una certa sospensione dell'incredulita'. In realta', quello che mi interessa di piu' e' capire se effettivamente il senso piu' profondo dell'anime sia (o meno) quello di suggerirci di "evitare di giudicare" la realta' o, meglio, le realta' e quindi implicitamente quello di "e' meglio non avere opinioni su nulla". Se fosse proprio cosi', sarebbe in un certo senso una metafora della societa' giapponese? Me lo chiedo, ve lo chiedo...
Breve appendice di filosofia del diritto: l'episodio NON affronta il contrasto tra quelli che sono i due paradigmi realmente in antitesi tra di loro ossia 1) "Tutto cio' che non e' ESPRESSAMENTE permesso e' vietato" (principio restrittivo) e 2) "Tutto cio' che non e' ESPRESSAMENTE vietato e' permesso" (principio estensivo) ma si limita a spiegare l'unico paradigma che effettivamente informa di se' la societa' giapponese ossia quello secondo cui 3) "Tutto cio' che non e' ESPRESSAMENTE vietato non e' detto che sia permesso" (principio restrittivo formulato in modo ambiguo). Inoltre, la formulazione e' volutamente ambigua proprio al fine di avere il pretesto per far fuori le mele marce. In maniera veramente poco "pulita" viene del tutto omessa una parte fondamentale, quella che serve a dare alle persone la possibilita' di esercitare azioni che rientrano nella propria sfera morale. Se quello che solo alla fine Regel spiega fosse stato di dominio pubblico, probabilmente ci sarebbero state molte meno esecuzioni pubbliche...
E' stato un inizio molto curioso devo dire la verità, non avendo visto la prima serie non sapevo cosa aspettarmi, onestamente la prima cosa mi ha colpito è il fatto che Kino abbia una moto parlante, che nessuno si faccia problemi al riguardo e che questa moto possa entrare in casa e in ogni stanza come se niente fosseXD, mi rendo conto che in un anime che vuole trattare temi impegnati non ci si dovrebbe fermare a queste minuzie però non ho potuto farne a meno
Ah ecco, finalmente qualcuno si è accorto dell'insensatezza di questo anime.
Non ho gradito l'idea che vuole trasmettere che se tutti sono armati la società si protegge da sola... e tra i commenti ho beccato anche qualche americano pronto a sostenere che quella fosse proprio l'idea di trump
No, non è questo che vuole trasmettere l'episodio. Non viene giudicata l'idea, tant'è che due personaggi e due dialoghi la giudicano in maniera del tutto differente. L'anime porrà sempre delle domande, ma non fornirà mai le risposte. Certo aver visto la serie precedente aiuta, ma Kino visita i paesi sospendendo il giudizio e cercando di non interferire con la sola regola però di rimanere in vita e non mettersi in situazioni di pericolo. Il giudizio è invece lasciato allo spettatore. Solitamente un paese viene presentato con quella che è l'idea e l'eventuale distopia che si viene a creare che non è detto sia la verità: Kino alla fine rimane sempre solo 3 giorni ad osservare.
Uhm......cosa dire....questo primo episodio non mi e' sembrato altro che la giustificazione in salsa anime della pena di morte in Giappone. Onestamente di questo sbandierato "approfondimento filosofico" non ne ho trovato traccia. Continuero' a seguire la serie ma solo perche' e' un anime apparentemente meno mainstream degli altri. La caratterizzazione androgina di Kino, pero', gia' non mi piace ma..de gustibus. Anche la "moto parlante" richiede una certa sospensione dell'incredulita'. In realta', quello che mi interessa di piu' e' capire se effettivamente il senso piu' profondo dell'anime sia (o meno) quello di suggerirci di "evitare di giudicare" la realta' o, meglio, le realta' e quindi implicitamente quello di "e' meglio non avere opinioni su nulla". Se fosse proprio cosi', sarebbe in un certo senso una metafora della societa' giapponese? Me lo chiedo, ve lo chiedo...
Hermes, si scoprirà probabilmente poi (o basta vedere la serie originale che comunque spiegava solo al quarto episodio) è un po' la rappresentazione di un bambino ingenuo e appena venuto alla luce. Il fatto che sia una macchina e non un essere umano permette di fargli fare delle domande sulla natura degli esseri umani che a volte a noi paiono ingenue o scontate. Arriverete a vedere probabilmente anche episodi più assurdi di questo.
Avrò visto la vecchia serie 8 o 9 anni fa circa, quasi quasi mi faccio un bel rewatch e poi inizierò questa. Cmq si Kino No Tabi aveva degli episodi con tematiche particolari che ti facevano riflettere parecchio come anche in questo caso vedo, bene
Utente74700
- 7 anni fa
26
Avrò visto la vecchia serie 8 o 9 anni fa circa, quasi quasi mi faccio un bel rewatch e poi inizierò questa. Cmq si Kino No Tabi aveva degli episodi con tematiche particolari che ti facevano riflettere parecchio come anche in questo caso vedo, bene
Non sapevo avessero fatto un remake. L'originale è un capolavoro assoluto. Miopi a non portarlo in Italia. Vuoi vedere , geni come sono, che faranno uscire questo!?!!!!!
Purtroppo da quel che mi pare di capire, in molti hanno giudicato con un po' superficialità questa serie. L'intento di Kino no Tabi non è mai stato quello di metterci difronte all'effettiva realtà dei fatti (quindi di fatto potete già abbandonare l'idea che la presenza di Hermes non abbia alcun senso), ma di voler far semplicemente riflettere lo spettatore su cosa sia realmente giusto o sbagliato, talvolta mostrandoci anche regole e situazioni al limite dell'assurdo. Difatti la caratterizzazione del personaggio di Kino è volta proprio a questa causa. Lei per tutta la durata del viaggio funge da semplice osservatrice (fatta eccezione per alcuni paesi che probabilmente vedremo più avanti).
Per quanto riguarda la puntata presa in esame. L'intento non è assolutamente quello di voler giustificare l'omicidio, ma è quello di voler far riflettere lo spettatore sulle cause alle quali potrebbe portare se fosse lecito, come viene anche ampiamente dimostrato dalle differenti considerazioni dei due viaggiatori conosciuti da Kino. Che poi possa sembrare totalmente sbagliato è un altro paio di maniche direi, ma non mi pare per nulla giusto voler imputare l'intera serie per un motivo del genere.
Se tutta la serie è come questo primo episodio, secondo me può reggere il confronto con quel mostro sacro che è l'anime originale. Le animazioni erano belle (a parte qualche punto dove la cgi era troppo evidente e un paio di cose riciclate) e la storia molto interessante. Per me ci siamo, lo spirito di Kino l'ho sentito.
ah! è un remake... tristezza a palate... bhe uno in meno, mi basta quello del 2003
Non è esattamente così. Non è ancora chiaro quello che sarà. Piuttosto che di remake o anche solo di reboot sarebbe più giusto parlare di "un nuovo adattamento". Gli anime di Kino attingono al materiale originale, che è un romanzo; ogni episodio di Kino presenta una storia più o meno autoconclusiva con Kino che funge da "spettatrice" degli eventi più che interagire con essi.
Pur non essendo direttamente un sequel della prima serie, questo nuovo adattamento probabilmente coprirà sia materiale "vecchio" (cioé già animato) che "nuovo" (inedito in versione animata), non è ancora ben chiaro in che proporzione. Del resto proprio il format dell'opera, con questi episodi autoconclusivi, permette di fare un'operazione del genere.
Certo non è una copia carbone dell'originale, quindi dire "ho già visto la serie vecchia quindi conosco la storia" non è propriamente vero, ecco ^^;
Ho avuto la sensazione di ritrovarmi nelle atmosfere che già conoscevo. Questo è bene. Kino no tabi è stata una gemma dell'animazione giapponese, proprio per i mondi che fa vedere e per come Kino li osserva in modo assolutamente imparziale senza emettere giudizi, lasciando a noi il compiti di pensarci su. Questa nuova serie mi sembra più luminosa e meno opprimente così proprio d'impatto visivo, vediamo se sarà una sola impressione.
Per quanto riguarda il tema io sono convinto che la deterrenza sia uno dei modi migliori per affermare stabilità.
La condizione del villaggio è meno paradossale di quanto possa sembrare.
Il paese dove le persone possono uccidere.
Si tratta più di una trappola semantica che di logica. Possono non vuol dire "riescono a". Ad essere consentita è la scelta di uccidere, non la facoltà. Partendo da questa premessa nel paese non vigono norme sociali e penali dissimili da quelle di diversi paesi del Mondo fin dai tempi antichi. Nell'impossibilità di prevenire il dolo, e nella consapevolezza di non poter (o voler) fare un processo alle intenzioni, si punisce il reato. Tutto corrisponde alle regole base di un qualunque codice penale. Nessuna istanza utopica viene veramente applicata. Tutto è basato sul concetto di potenzialità. Si tratta di una pace ottenuta tramite uno stallo alla messicana, nonché una esplicita ammissione del fallimento della legge morale kantiana.
Il sistema regge perché si può applicare in serie. Il gruppo tutela il gruppo, non il singolo individuo che, per definizione, è peculiare. Ciò denuncia anche la totale fallacia e fragilità del sistema stesso, che non tiene conto (perché non può), per ragioni tecniche, delle variabili insite nel sistema-uomo come le necessità specifiche, l'insoddisfazione, le pulsioni, l'ansia, le incongruenze, la follia, ecc.
Incapace di elaborare un codice morale universalmente condiviso, qualunque gruppo sociale (grande o piccolo che sia) usa la coercizione (diretta e/o indiretta; fisica e/o psicologica) come instrumentum regni. Quello che viene messo in piedi è un equilibrio delle minacce, basato sul principio azione-reazione. Non commettere illecito per non ricevere punizione.
Lo schema è anche troppo familiare, ed è valido dai tempi dei dieci comandamenti.
Se tutto ciò risulta più vicino alla distopia che all'utopia, questo permette di trarre due conclusioni:
- Le utopie non sono applicabili per ragioni squisitamente endogene. La loro stessa natura etimologica di nonluoghi ne fa delle realtà non umane perché non a misura d'uomo. Per tale ragione, se applicati, i principi dell'utopia producono la distopia.
- Tutte le forme sociali, morali e legali elaborate dalla Preistoria ad oggi e ancora oggi vigenti sono delle distopie.
Useless User
- 7 anni fa
10
Kino e Hermes sono tornati, e anche stavolta non ce n'è per nessuno. Consiglio ai neofiti di NON droppare la prima serie; e ai veterani di NON droppare questo reboot, che probabilmente trasporrà in storie che in passato non sono state animate, come appunto questo primo episodio.
Useless User
- 7 anni fa
02
Ah ecco, finalmente qualcuno si è accorto dell'insensatezza di questo anime.
L'uccisione non è il fine, ma il mezzo per arrivare a qualcosa. Che la si vieti o meno c'è sempre chi è disposto a tutto pur di ottenere qualcosa. Da un altro punto di vista invece, se uccidi sapendo che a tua volta puoi essere ucciso può metterti nelle condizioni psicologiche di evitare l'estremo gesto. Non credo sia stato particolarmente esaustivo questo episodio; un argomento francamente quasi impossibile da trattare in quei termini.
L'uccisione non è il fine, ma il mezzo per arrivare a qualcosa. Che la si vieti o meno c'è sempre chi è disposto a tutto pur di ottenere qualcosa. Da un altro punto di vista invece, se uccidi sapendo che a tua volta puoi essere ucciso può metterti nelle condizioni psicologiche di evitare l'estremo gesto. Non credo sia stato particolarmente esaustivo questo episodio; un argomento francamente quasi impossibile da trattare in quei termini.
No, molto più semplicemente si tratta di un "se fosse": se una comunità decidesse di applicare la pena capitale ad ogni reato (anche minore), o addirittura all'intenzione di commettere reato, che tipo di società si creerebbe?"
L'uccisione non è il fine, ma il mezzo per arrivare a qualcosa. Che la si vieti o meno c'è sempre chi è disposto a tutto pur di ottenere qualcosa. Da un altro punto di vista invece, se uccidi sapendo che a tua volta puoi essere ucciso può metterti nelle condizioni psicologiche di evitare l'estremo gesto. Non credo sia stato particolarmente esaustivo questo episodio; un argomento francamente quasi impossibile da trattare in quei termini.
No, molto più semplicemente si tratta di un "se fosse": se una comunità decidesse di applicare la pena capitale ad ogni reato (anche minore), o addirittura all'intenzione di commettere reato, che tipo di società si creerebbe?"
Una provocazione che si accosta molto a quella della bomba atomica come miglior deterrente per le guerre.
Io ho visto la prima serie, per quanto mi riguarda parlavo della qualità, se sarà bella come la serie precedente allora la recupererò ^^
Ah ecco, finalmente qualcuno si è accorto dell'insensatezza di questo anime.
Il giudizio è invece lasciato allo spettatore. Solitamente un paese viene presentato con quella che è l'idea e l'eventuale distopia che si viene a creare che non è detto sia la verità: Kino alla fine rimane sempre solo 3 giorni ad osservare.
Hermes, si scoprirà probabilmente poi (o basta vedere la serie originale che comunque spiegava solo al quarto episodio) è un po' la rappresentazione di un bambino ingenuo e appena venuto alla luce. Il fatto che sia una macchina e non un essere umano permette di fargli fare delle domande sulla natura degli esseri umani che a volte a noi paiono ingenue o scontate. Arriverete a vedere probabilmente anche episodi più assurdi di questo.
fuggite sciocchi!!!
L'originale è un capolavoro assoluto.
Miopi a non portarlo in Italia.
Vuoi vedere , geni come sono, che faranno uscire questo!?!!!!!
Per quanto riguarda la puntata presa in esame. L'intento non è assolutamente quello di voler giustificare l'omicidio, ma è quello di voler far riflettere lo spettatore sulle cause alle quali potrebbe portare se fosse lecito, come viene anche ampiamente dimostrato dalle differenti considerazioni dei due viaggiatori conosciuti da Kino. Che poi possa sembrare totalmente sbagliato è un altro paio di maniche direi, ma non mi pare per nulla giusto voler imputare l'intera serie per un motivo del genere.
Non è esattamente così. Non è ancora chiaro quello che sarà. Piuttosto che di remake o anche solo di reboot sarebbe più giusto parlare di "un nuovo adattamento". Gli anime di Kino attingono al materiale originale, che è un romanzo; ogni episodio di Kino presenta una storia più o meno autoconclusiva con Kino che funge da "spettatrice" degli eventi più che interagire con essi.
Pur non essendo direttamente un sequel della prima serie, questo nuovo adattamento probabilmente coprirà sia materiale "vecchio" (cioé già animato) che "nuovo" (inedito in versione animata), non è ancora ben chiaro in che proporzione. Del resto proprio il format dell'opera, con questi episodi autoconclusivi, permette di fare un'operazione del genere.
Certo non è una copia carbone dell'originale, quindi dire "ho già visto la serie vecchia quindi conosco la storia" non è propriamente vero, ecco ^^;
Kino no tabi è stata una gemma dell'animazione giapponese, proprio per i mondi che fa vedere e per come Kino li osserva in modo assolutamente imparziale senza emettere giudizi, lasciando a noi il compiti di pensarci su.
Questa nuova serie mi sembra più luminosa e meno opprimente così proprio d'impatto visivo, vediamo se sarà una sola impressione.
Per quanto riguarda il tema io sono convinto che la deterrenza sia uno dei modi migliori per affermare stabilità.
Il paese dove le persone possono uccidere.
Si tratta più di una trappola semantica che di logica.
Possono non vuol dire "riescono a".
Ad essere consentita è la scelta di uccidere, non la facoltà.
Partendo da questa premessa nel paese non vigono norme sociali e penali dissimili da quelle di diversi paesi del Mondo fin dai tempi antichi.
Nell'impossibilità di prevenire il dolo, e nella consapevolezza di non poter (o voler) fare un processo alle intenzioni, si punisce il reato.
Tutto corrisponde alle regole base di un qualunque codice penale.
Nessuna istanza utopica viene veramente applicata. Tutto è basato sul concetto di potenzialità. Si tratta di una pace ottenuta tramite uno stallo alla messicana, nonché una esplicita ammissione del fallimento della legge morale kantiana.
Il sistema regge perché si può applicare in serie. Il gruppo tutela il gruppo, non il singolo individuo che, per definizione, è peculiare.
Ciò denuncia anche la totale fallacia e fragilità del sistema stesso, che non tiene conto (perché non può), per ragioni tecniche, delle variabili insite nel sistema-uomo come le necessità specifiche, l'insoddisfazione, le pulsioni, l'ansia, le incongruenze, la follia, ecc.
Incapace di elaborare un codice morale universalmente condiviso, qualunque gruppo sociale (grande o piccolo che sia) usa la coercizione (diretta e/o indiretta; fisica e/o psicologica) come instrumentum regni. Quello che viene messo in piedi è un equilibrio delle minacce, basato sul principio azione-reazione. Non commettere illecito per non ricevere punizione.
Lo schema è anche troppo familiare, ed è valido dai tempi dei dieci comandamenti.
Se tutto ciò risulta più vicino alla distopia che all'utopia, questo permette di trarre due conclusioni:
- Le utopie non sono applicabili per ragioni squisitamente endogene. La loro stessa natura etimologica di nonluoghi ne fa delle realtà non umane perché non a misura d'uomo. Per tale ragione, se applicati, i principi dell'utopia producono la distopia.
- Tutte le forme sociali, morali e legali elaborate dalla Preistoria ad oggi e ancora oggi vigenti sono delle distopie.
Che la si vieti o meno c'è sempre chi è disposto a tutto pur di ottenere qualcosa.
Da un altro punto di vista invece, se uccidi sapendo che a tua volta puoi essere ucciso può metterti nelle condizioni psicologiche di evitare l'estremo gesto.
Non credo sia stato particolarmente esaustivo questo episodio; un argomento francamente quasi impossibile da trattare in quei termini.
No, molto più semplicemente si tratta di un "se fosse": se una comunità decidesse di applicare la pena capitale ad ogni reato (anche minore), o addirittura all'intenzione di commettere reato, che tipo di società si creerebbe?"
Una provocazione che si accosta molto a quella della bomba atomica come miglior deterrente per le guerre.
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