"I cani ci amano in modo sincero, senza calcoli o un proprio tornaconto, da farci quasi sentire in colpa. Nemmeno io riesco a capire quanto sia stato aiutato dal mio amato cane."
Le parole che Takashi Murakami usa nella postfazione de Il cane che guarda le stelle (Hoshi mamoru inu), riassumono il senso della sua opera e probabilmente toccheranno da vicino tutti coloro che un cane lo hanno o lo hanno avuto accanto nella propria vita.
Il cane che guarda le stelle racconta la storia di due uomini legati dal filo del destino in più di un senso: entrambi affrontano un viaggio ed entrambi hanno al loro fianco un cane, uno in maniera reale e concreta, l’altro nei ricordi della gioventù ormai passata.
Quando la vita di Yoshio Maeda subisce un radicale cambiamento e si vede costretto ad abbandonare la vita e gli affetti che gli erano stati accanto fino a quel momento, l’uomo intraprende un viaggio, forse l’unico della sua vita, sicuramente il più avventuroso e ricco di sorprese. Accanto a lui c’è Happy, il cagnolino entrato in casa per caso, senza sapere perché, e paradossalmente l’unico rimasto al suo fianco nella disgrazia.
Il viaggio di Happy e Maeda è fatto di imprevisti, incontri, risate, dolore, sacrificio e affetto. Il loro viaggio è la vita, quell'avventura bellissima e triste che oggi ti regala gioie e risate e che domani ti porge la sofferenza e il dolore fino al suo picco più estremo.
Il manga è narrato in gran parte con gli occhi di Happy, che chiama Maeda “papà”, che con amore incondizionato resta a fianco del padrone pur non capendone davvero la sofferenza.
Gli amanti dei cani spesso tendono a credere che gli amici pelosi comprendano tutti i nostri stati d’animo e le nostre parole, ma invero Happy, nella sua ingenuità e con la purezza del suo cuore che ama incondizionatamente, non capisce davvero la situazione di Maeda, per lui si tratta solo di una passeggiata più lunga del normale e si fida del sorriso sereno dell’uomo. Vive felicemente anche i momenti tristi, perché l’unica cosa di cui ha bisogno è avere accanto il suo papà… e magari qualche Jerky!
Nel secondo racconto de Il cane che guarda le stelle il punto di vista è tutto di un essere umano, Okutsu, un cinquantenne che per motivi di lavoro intreccia la propria esistenza con quella di Maeda e Happy.
Anche Okutsu si mette in viaggio accompagnato solo dai ricordi di quando era bambino e le memorie dei cari nonni, del campo di girasoli e del cane che gli venne portato come riempitivo di un vuoto affettivo. Il fluire dei ricordi procede di pari passo con l’incedere della vecchia auto sull’asfalto e la storia di Maeda e Happy diventa la spinta per tornare indietro con la mente e pensare a quel cane ingenuo e un po’ stupidotto che era solito guardare le stelle, come se volesse acchiapparle pur sapendo che non ci sarebbe mai riuscito.
Il cane che guarda le stelle racconta la storia di due uomini legati dal filo del destino in più di un senso: entrambi affrontano un viaggio ed entrambi hanno al loro fianco un cane, uno in maniera reale e concreta, l’altro nei ricordi della gioventù ormai passata.
Quando la vita di Yoshio Maeda subisce un radicale cambiamento e si vede costretto ad abbandonare la vita e gli affetti che gli erano stati accanto fino a quel momento, l’uomo intraprende un viaggio, forse l’unico della sua vita, sicuramente il più avventuroso e ricco di sorprese. Accanto a lui c’è Happy, il cagnolino entrato in casa per caso, senza sapere perché, e paradossalmente l’unico rimasto al suo fianco nella disgrazia.
Il viaggio di Happy e Maeda è fatto di imprevisti, incontri, risate, dolore, sacrificio e affetto. Il loro viaggio è la vita, quell'avventura bellissima e triste che oggi ti regala gioie e risate e che domani ti porge la sofferenza e il dolore fino al suo picco più estremo.
Il manga è narrato in gran parte con gli occhi di Happy, che chiama Maeda “papà”, che con amore incondizionato resta a fianco del padrone pur non capendone davvero la sofferenza.
Gli amanti dei cani spesso tendono a credere che gli amici pelosi comprendano tutti i nostri stati d’animo e le nostre parole, ma invero Happy, nella sua ingenuità e con la purezza del suo cuore che ama incondizionatamente, non capisce davvero la situazione di Maeda, per lui si tratta solo di una passeggiata più lunga del normale e si fida del sorriso sereno dell’uomo. Vive felicemente anche i momenti tristi, perché l’unica cosa di cui ha bisogno è avere accanto il suo papà… e magari qualche Jerky!
Nel secondo racconto de Il cane che guarda le stelle il punto di vista è tutto di un essere umano, Okutsu, un cinquantenne che per motivi di lavoro intreccia la propria esistenza con quella di Maeda e Happy.
Anche Okutsu si mette in viaggio accompagnato solo dai ricordi di quando era bambino e le memorie dei cari nonni, del campo di girasoli e del cane che gli venne portato come riempitivo di un vuoto affettivo. Il fluire dei ricordi procede di pari passo con l’incedere della vecchia auto sull’asfalto e la storia di Maeda e Happy diventa la spinta per tornare indietro con la mente e pensare a quel cane ingenuo e un po’ stupidotto che era solito guardare le stelle, come se volesse acchiapparle pur sapendo che non ci sarebbe mai riuscito.
"Avrei dovuto volergli bene senza paura"
A qualche tempo di distanza, conscio del successo della sua opera, Murakami scrive una sorta di sequel, Il cane che guarda le stelle – racconti (Zoku hoshi mamoru inu), altro volume in cui la storia di Happy e Maeda torna a congiungersi con le vite di altre persone. Stavolta il tema portante pare essere l’abbandono e la solitudine che da esso deriva. Nel primo racconto un’anziana signora che attende da un momento all’altro l’arrivo della morte, adotta per pietà un cagnolino malato. Nel secondo e più corposo capitolo una vecchia conoscenza del lettore inizia il suo viaggio per affrancarsi dalla solitudine e dall’abbandono. Anche in questo caso, accanto a lui vi è un cagnolino. Nel capitolo finale il destino intreccia i fili di tutti i personaggi e scopriamo come il cane Happy porti nel suo nome il significato della sua stessa esistenza.
Anche in questo secondo volume il connubio uomo/cane si mostra in tante sfumature diverse, nei diversi modi di intendere il rapporto con il cucciolo e nelle varie forme con cui la sua presenza può cambiare la vita delle persone.
Il cane che guarda le stelle è un’opera dolceamara che emoziona e commuove con estrema facilità; a tal proposito è semplice pensare che la carineria dei cagnolini e le situazioni di disagio dei personaggi umani siano create appositamente per commuovere il lettore, ma semplicemente, le storie di Maeda e co. sono quelle di uomini e donne comuni che tra le incombenze della loro esistenza hanno avuto la fortuna di accogliere nella loro vita un cane, che gli è stato di sostegno nei momenti difficili, e che con la sola coda scodinzolante ha fatto tornare loro il sorriso nei momenti duri. E se avete avuto un cane e lo avete amato, non potrete non comprendere quel sentimento.
Il tratto di Murakami è semplice e anche un po’ grezzo: mentre i cagnolini sono disegnati in maniera tenera e particolareggiata, gli esseri umani sono più abbozzati, alcuni risultano quasi caricaturali. Le tavole sono comunque sempre ricche e i fondali mai spogli.
Le cover dei due volumi rappresentano entrambe un cagnolino circondato dai fiori, girasoli per il primo libro e ciliegi per il secondo. In entrambi i casi si tratta di fiori che possiedono un significato all’interno delle storie.
J-pop porta in Italia il manga di Murakami con due volumi curati e ben confezionati al prezzo di 6,90 e 9,90 euro rispettivamente per primo e secondo (più corposo) volume. In entrambi i casi sono disponibili delle cover variant.
"Io penso che ogni cane abbia un padrone scelto dal destino, ancora prima di nascere."
Il cane che guarda le stelle è una storia piena di amore, calore ma anche di fragilità, quella fragilità che accompagna gli esseri umani nei momenti più duri della loro vita ma che al contempo può trasformarsi nella forza necessaria per non perdere la speranza. L’autore descrive il viaggio triste e meraviglioso di un uomo e del suo cane, che gli rimane accanto pur non comprendendone davvero i pensieri, che resta con lui per effetto di un amore puro e semplice che niente chiede in cambio se non altro amore. Con un tratto gentile, tenero e un po’ abbozzato, Murakami racconta la storia di esseri umani e di animali che vivono lo stesso sogno: guardare le stelle senza poterle afferrare, nell’attesa paziente di un momento che non arriverà mai. E nell’intrecciarsi delle vite degli uomini, donne e bambini di queste storie, Happy fa ciò che sembra scritto nel suo nome e nel suo destino: porta la felicità a chiunque lo incontri.
Titolo | Prezzo | Casa editrice |
---|---|---|
Il cane che guarda le stelle | € 7.00 | JPOP |
Il cane che guarda le stelle - Racconti | € 9.90 | JPOP |
Il cane che guarda le stelle - Racconti Variant | € 9.90 | JPOP |
Il cane che guarda le stelle Variant | € 7.00 | JPOP |
Pro
- Tenero, dolce, commovente
- Gli amanti dei cani si immedesimeranno molto e chi invece non ne ha... potrebbe decidere di adottarne uno
- Racconta con estrema dolcezza il rapporto uomo/cane mettendone in evidenza le debolezze e il reciproco sostegno
Contro
- Disegno un po' grezzo
- Vi farà sentire in colpa per tutte le volte in cui avete ignorato le richieste di attenzioni del vostro cucciolotto
Io personalmente ho apprezzato di più il secondo volume, che in alcuni parti mi ha anche commosso. Il primo invece mi aveva lasciato un po' indifferente.
Un "doppio volume unico" che potrebbe benissimo diventare un acquisto estemporaneo in futuro, dopo aver letto questo scritto.
Le storie di cani mi hanno sempre molto affascinato (quando non sono banali) sin dai tempi della lettura de Il richiamo della foresta di J. London. Dopo aver letto l'appassionato parere di Arashi penso proprio che leggerò questo manga.
Non è stata una lettura approfondita, ma mi ha lasciato dentro molte sensazioni e un desiderio di riprendere in mano quelle storie. In questa recensione ho ritrovato esattamente quelle sensazioni. E' una conferma, si tratta di un manga che devo proprio recuperare.
Ho letto solo il primo e mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia. L'ho fatto leggere anche ad altre persone e hanno reagito allo stesso modo.
E' un manga a tutti gli effetti, ci sono due storie all'interno.
Il primo numero l'ho trovato coinvolgente ed emozionante e, per ciò che ho letto finora, sono perfettamente d'accordo con Arashi sul fatto che sarebbe semplicistico pensare che storia e situazioni siano create apposta per far commuovere a tutti i costi. Questo primo numero l'ho trovato assolutamente vero nel raccontare il rapporto uomo/cane e pure io non nutro alcun dubbio sul fatto che chi ami i cani e ne abbia o ne abbia mai avuto uno non faticherà a immedesimarsi.
Per me è un buon manga. Non eccelso, ma sicuramente una lettura che consiglio. MA credo che la recensione colga benissimo i pregi e difetti, sono circa in linea con Arachi
Ho rimandato a lunghissimo di avvicinarmi al Cane che guarda le stelle, benché il poster di quella meravigliosa copertina con i girasoli sia fisso in bella mostra in camera mia ormai da tanti anni. Oggi che ho letto il volume sono contenta di avere atteso, perché forse anni fa non l'avrei apprezzato come oggi ed anzi, quasi sicuramente avrei cercato di leggerlo 'a cuore chiuso' e no, non sarebbe stato onesto nei confronti di quest'opera.
Bella, davvero bella. Intensa e commovente, personalmente anch'io ho apprezzato tanto i disegni dei cani più di quelli dei personaggi umani (meno dettagliati); e gli occhi di quei cucciolotti ti rimangono impressi dentro, mamma mia... ♥
La recensione è bellissima, ne condivido tutto; mi manca a tutt'oggi il secondo volume dei racconti, ma a questo punto non vedo l'ora di recuperarlo ^^
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.