Il Comicon è ormai alle porte e, tra le tante interessanti attività che si svolgeranno a Napoli, non possiamo non segnalare uno speciale sulle sigle tv ( 29 ore 16.30) e uno sul doppiaggio (domenica 30 alle ore 17.00). andiamo a conoscere direttamente chi si occuperà di questi due incontri: Maurizio Nataloni
Ciao Maurizio, puoi presentarti alla nostra utenza?
Ciao a tutti gli amici di Anime Click. Mi chiamo Maurizio Nataloni e come molti di voi, sono un appassionato di animazione giapponese degli anni 80. Ma non solo. Sono un accanito lettore di fumetti (sia manga che americani e indipendenti) e un collezionista di chogokin e merchandising a tema. Sono anche l'autore del sito "Vite da Peter Pan" (www.vitedapeterpan.it) che nasce principalmente per dare spazio a quelle che sono state le mie collaborazioni con le fiere dei Comics negli anni per poi dare spazio anche ad approfondimenti su sigle, artisti, eventi cercando di portare al pubblico non solo esperienze personali e dirette (ho avuto modo di incontrare molti artisti negli anni) ma anche curiosità che magari non tutti conoscono o che sono "seppellite" nei meandri del web :-)
Il Comicon...da quanto collabori con questa realtà?
Nel 1997, prima che nascesse il Comicon, Claudio Curcio (di cui ero amico in quanto proprietario della fumetteria Infinity Shop) mi chiese di collaborare con lui alla realizzazione del catalogo MEGAZINE della Pegasus Distribuzioni in qualità di grafico pubblicitario per un anno. Successivamente a questo progetto Claudio iniziò a mettere le basi della prima edizione del Napoli Comicon che ovviamente fu un grandissimo work in progress che durò qualche edizione…
E la mia collaborazione a questo progetto va distinto in due momenti diversi.
Il primo è quello che inizia dalla prima edizione e prosegue per quasi 7 anni, dove la mia collaborazione era di natura "tecnica". Nelle prime edizioni che si svolgevano a Castel S. Elmo veniva regalato un albo contestualmente al biglietto di ingresso che era l'embrione di quello che oggi è il catalogo ufficiale. E io collaboravo nella realizzazione dello stesso a volte sul'impaginazione, a volte sulla parte grafica magari realizzando la colorazione digitale della copertina. Durante i giorni della fiera invece ero un "supporto" agli standisti, o magari alla porta o dove serviva. Stiamo parlando di un Comicon molto diverso da quello di oggi con numeri ed eventi lontani da quelli odierni.
Il secondo momento invece è quello che possiamo datare a partire dal 2008 dove la mia collaborazione è diventata di natura diversa dato che ho iniziato a presentare conferenze a tema su temi sempre diversi di anno in anno fino ad arrivare ai giorni nostri dove, fortunatamente, i miei incontri sono diventati interessanti anche per altri organizzatori e sono stato ospite più volte a Lucca Comics, Etna Comics, Palermo Comiconvention, ComicsXAfrica, Futuro Remoto, Un Mare di Comics e altri eventi simili. Negli ultimi 5 anni, collaboro all'area CartooNA relativamente al filone delle proiezioni dato che, forse non tutti lo sanno, il Comicon ha un tema che cambia ogni anno e insieme a Peppe Colella e Gianluca Di Fratta (della casa editrice La Torre con cui ho collaborato per la stesura del volume n.6 di Manga Academica) scegliamo cosa proiettare nell'auditorium e nelle sale adibite.
Cosa ci presenti questa volta?
Quest'anno ero un pò indeciso perché avevo varie idee. Ho fatto un mini sondaggio sulla pagina facebook di Vite da Peter Pan (https://www.facebook.com/vite dapeterpan) e ha "vinto" lo speciale sulle Sigle Tv vol. 2 ovvero il seguito di quello che è piaciuto tanto non solo a Napoli ma anche a Lucca, Palermo e Donoratico. In questo incontro parleremo (uso il plurale perché c'è interazione con il pubblico) delle sigle dimenticate, ovvero quelle dei cartoni animati meno famosi a causa di vari fattori (poche repliche, poco appeal, concomitanza con altri più cool…). Sigle che sono comunque molto belle e amate dai fan ma che per forza di cose sono andate nel dimenticatoio insieme all'anime a cui erano legate. Ma si parlerà anche di alcune sigle giapponesi arrivate in Italia e di incongruenze tra testi e cartone animato. Insomma, un incontro emotivamente e visivamente molto divertente e che mi auguro susciti le stesse emozioni che hanno suscitato gli incorri egli anni passati (Speciale Sigle Tv, I Cavalieri Tatsunoko, La Tv che Fu).
Le sigle sono da sempre una tua passione come lo sono per me. Secondo te cosa hanno significato e cosa significano ancora oggi per la cultura italiana?
Io credo che molti cartoni animati devono la loro fortuna alle sigle e ti dirò di più, molte persone ricordano la sigla ma non il cartone stesso. Sicuramente ci sono delle sigle che hanno avuto grande successo nelle classifiche di quegli anni e sono ormai delle indiscusse pietre miliari. Se si pensa a canzoni come Ufo Robot, Jeeg, Mazinga (per citarne solo tre di quelle più famose) non si può negare che hanno quel fascino e quell'emozione che ci riporta indietro nel tempo. E paradossalmente si emoziona più chi non è appassionato che un otaku che magari è così abituato a sentirle o a vivere la sua passione che ascolta queste canzoni come se fossero (ed infatti lo sono) un genere musicale vero e proprio al pari del pop, rock, latino, ecc… Quindi sicuramente per la nostra cultura hanno un valore. Ma bisogna anche dire che lo hanno solo alcune di esse. E ti faccio un esempio che chiarisce meglio il mio concetto. Spesso faccio il dj in un locale e quando metto appunto Ufo Robot, Jeeg, Daitarn o Lupin in pista si vedono scene di follia in cui ballano con le mani alzate e cantano a squarciagola. Ma se vai oltre quelle note o già inizi superare i 5/6 brani, vedi che le cose cambiano. Quindi sigle si, ma solo i "must" e solo a "piccole dosi".
E questo è un peccato perché a mio avviso ce ne sono di meravigliose ma il grande pubblico vede ancora le sigle (come gli anime e i fumetti) un prodotto per "bambini", nonostante negli anni si stia iniziando a sdoganare il mercato grazie ai prodotti da edicola.
E il doppiaggio? Una volta si diceva che i doppiatori italiani erano i migliori del mondo mentre oggi in molti preferiscono vedere il prodotto originale con i sub. E' ancora ad alti livelli? o pensi che il mercato, con lo streaming che imperversa, sta mutando?
Eh, questa è una bella domanda.
Ti dico onestamente che io preferisco gli anime tradotti nonostante ne abbia visti molti subbati (ma solo perché non ci sono le versioni italiane).
A meno che non si conosca il giapponese, onestamente vedo modo difficile riuscire a collegare il testo con le variazioni del tono di voce e quant'altro e godere appieno di quell'anime. Il "mixing" se così vogliamo chiamarlo, lo facciamo noi nella nostra testa. Ma siamo onesti, non è molto più godibile guardarsi un cartone animato e riuscire a capirlo nella nostra lingua così da prestare molta più attenzione anche alle immagini che, leggendo i sub, inevitabilmente si perdono? Io non sono per l'estremismo dei puristi. Io sono per le cose fatte bene e che mi diano un prodotto (tradotto) fedele all'originale.
Poi sono gusti.
Sulla qualità del doppiaggio potrei dirti che ci sono lavori fatti benissimo e altri che lasciano a desiderare (credo che "Viaggio ad Agharta" sia una delle cose più brutte che abbia mai avuto modo di vedere, al punto che ho skippato sulla versione giappo con sottotitoli). E' difficile dare un parere oggettivo perché, lo sappiamo, i fan sono esigenti e per uno che fai contento c'è sempre uno scontento (ricordi quando DVisual ridoppiò Goldrake che putiferio relativamente alla scelta di alcune voci?).
Sul discorso dello streaming anche qui ci sarebbe da dividersi. Io grazie a VVVVID ho avuto modo di vedere anime che mai forse avrei acquistato o visto. Poi quello che ho amato l'ho acquistato per un fattore collezionistico. Ma sicuramente un pubblico giovane che non ha grandi disponibilità economiche (e che forse è il maggior fruitore) è quello che fa da ago sulla bilancia e che inevitabilmente spinge verso lo streaming.
Il punto è capire su che target di riferimento ci vuole orientare quando si decide di affrontare l'argomento.
Invitaci tutti ai tuoi eventi!
Quest'anno sarò presente al Napoli Comicon con due appuntamenti in sala Italia (al primo piano dell'auditorium):
Sabato 29 alle ore 16.30 con lo SPECIALE SIGLE TV VOL.2
Domenica 30 alle ore 17.00 con DOPPIO DUETTO insieme a Fabrizio Mazzotta e Nunziante Valoroso e qualche ospite a sorpresa.
Poi c'è Lucca Comics 2017 e altri eventi ma magari ne riparliamo dopo il Comicon
Ciao Maurizio, puoi presentarti alla nostra utenza?
Ciao a tutti gli amici di Anime Click. Mi chiamo Maurizio Nataloni e come molti di voi, sono un appassionato di animazione giapponese degli anni 80. Ma non solo. Sono un accanito lettore di fumetti (sia manga che americani e indipendenti) e un collezionista di chogokin e merchandising a tema. Sono anche l'autore del sito "Vite da Peter Pan" (www.vitedapeterpan.it) che nasce principalmente per dare spazio a quelle che sono state le mie collaborazioni con le fiere dei Comics negli anni per poi dare spazio anche ad approfondimenti su sigle, artisti, eventi cercando di portare al pubblico non solo esperienze personali e dirette (ho avuto modo di incontrare molti artisti negli anni) ma anche curiosità che magari non tutti conoscono o che sono "seppellite" nei meandri del web :-)
Il Comicon...da quanto collabori con questa realtà?
Nel 1997, prima che nascesse il Comicon, Claudio Curcio (di cui ero amico in quanto proprietario della fumetteria Infinity Shop) mi chiese di collaborare con lui alla realizzazione del catalogo MEGAZINE della Pegasus Distribuzioni in qualità di grafico pubblicitario per un anno. Successivamente a questo progetto Claudio iniziò a mettere le basi della prima edizione del Napoli Comicon che ovviamente fu un grandissimo work in progress che durò qualche edizione…
E la mia collaborazione a questo progetto va distinto in due momenti diversi.
Il primo è quello che inizia dalla prima edizione e prosegue per quasi 7 anni, dove la mia collaborazione era di natura "tecnica". Nelle prime edizioni che si svolgevano a Castel S. Elmo veniva regalato un albo contestualmente al biglietto di ingresso che era l'embrione di quello che oggi è il catalogo ufficiale. E io collaboravo nella realizzazione dello stesso a volte sul'impaginazione, a volte sulla parte grafica magari realizzando la colorazione digitale della copertina. Durante i giorni della fiera invece ero un "supporto" agli standisti, o magari alla porta o dove serviva. Stiamo parlando di un Comicon molto diverso da quello di oggi con numeri ed eventi lontani da quelli odierni.
Il secondo momento invece è quello che possiamo datare a partire dal 2008 dove la mia collaborazione è diventata di natura diversa dato che ho iniziato a presentare conferenze a tema su temi sempre diversi di anno in anno fino ad arrivare ai giorni nostri dove, fortunatamente, i miei incontri sono diventati interessanti anche per altri organizzatori e sono stato ospite più volte a Lucca Comics, Etna Comics, Palermo Comiconvention, ComicsXAfrica, Futuro Remoto, Un Mare di Comics e altri eventi simili. Negli ultimi 5 anni, collaboro all'area CartooNA relativamente al filone delle proiezioni dato che, forse non tutti lo sanno, il Comicon ha un tema che cambia ogni anno e insieme a Peppe Colella e Gianluca Di Fratta (della casa editrice La Torre con cui ho collaborato per la stesura del volume n.6 di Manga Academica) scegliamo cosa proiettare nell'auditorium e nelle sale adibite.
Cosa ci presenti questa volta?
Quest'anno ero un pò indeciso perché avevo varie idee. Ho fatto un mini sondaggio sulla pagina facebook di Vite da Peter Pan (https://www.facebook.com/vite
Le sigle sono da sempre una tua passione come lo sono per me. Secondo te cosa hanno significato e cosa significano ancora oggi per la cultura italiana?
Io credo che molti cartoni animati devono la loro fortuna alle sigle e ti dirò di più, molte persone ricordano la sigla ma non il cartone stesso. Sicuramente ci sono delle sigle che hanno avuto grande successo nelle classifiche di quegli anni e sono ormai delle indiscusse pietre miliari. Se si pensa a canzoni come Ufo Robot, Jeeg, Mazinga (per citarne solo tre di quelle più famose) non si può negare che hanno quel fascino e quell'emozione che ci riporta indietro nel tempo. E paradossalmente si emoziona più chi non è appassionato che un otaku che magari è così abituato a sentirle o a vivere la sua passione che ascolta queste canzoni come se fossero (ed infatti lo sono) un genere musicale vero e proprio al pari del pop, rock, latino, ecc… Quindi sicuramente per la nostra cultura hanno un valore. Ma bisogna anche dire che lo hanno solo alcune di esse. E ti faccio un esempio che chiarisce meglio il mio concetto. Spesso faccio il dj in un locale e quando metto appunto Ufo Robot, Jeeg, Daitarn o Lupin in pista si vedono scene di follia in cui ballano con le mani alzate e cantano a squarciagola. Ma se vai oltre quelle note o già inizi superare i 5/6 brani, vedi che le cose cambiano. Quindi sigle si, ma solo i "must" e solo a "piccole dosi".
E questo è un peccato perché a mio avviso ce ne sono di meravigliose ma il grande pubblico vede ancora le sigle (come gli anime e i fumetti) un prodotto per "bambini", nonostante negli anni si stia iniziando a sdoganare il mercato grazie ai prodotti da edicola.
E il doppiaggio? Una volta si diceva che i doppiatori italiani erano i migliori del mondo mentre oggi in molti preferiscono vedere il prodotto originale con i sub. E' ancora ad alti livelli? o pensi che il mercato, con lo streaming che imperversa, sta mutando?
Eh, questa è una bella domanda.
Ti dico onestamente che io preferisco gli anime tradotti nonostante ne abbia visti molti subbati (ma solo perché non ci sono le versioni italiane).
A meno che non si conosca il giapponese, onestamente vedo modo difficile riuscire a collegare il testo con le variazioni del tono di voce e quant'altro e godere appieno di quell'anime. Il "mixing" se così vogliamo chiamarlo, lo facciamo noi nella nostra testa. Ma siamo onesti, non è molto più godibile guardarsi un cartone animato e riuscire a capirlo nella nostra lingua così da prestare molta più attenzione anche alle immagini che, leggendo i sub, inevitabilmente si perdono? Io non sono per l'estremismo dei puristi. Io sono per le cose fatte bene e che mi diano un prodotto (tradotto) fedele all'originale.
Poi sono gusti.
Sulla qualità del doppiaggio potrei dirti che ci sono lavori fatti benissimo e altri che lasciano a desiderare (credo che "Viaggio ad Agharta" sia una delle cose più brutte che abbia mai avuto modo di vedere, al punto che ho skippato sulla versione giappo con sottotitoli). E' difficile dare un parere oggettivo perché, lo sappiamo, i fan sono esigenti e per uno che fai contento c'è sempre uno scontento (ricordi quando DVisual ridoppiò Goldrake che putiferio relativamente alla scelta di alcune voci?).
Sul discorso dello streaming anche qui ci sarebbe da dividersi. Io grazie a VVVVID ho avuto modo di vedere anime che mai forse avrei acquistato o visto. Poi quello che ho amato l'ho acquistato per un fattore collezionistico. Ma sicuramente un pubblico giovane che non ha grandi disponibilità economiche (e che forse è il maggior fruitore) è quello che fa da ago sulla bilancia e che inevitabilmente spinge verso lo streaming.
Il punto è capire su che target di riferimento ci vuole orientare quando si decide di affrontare l'argomento.
Invitaci tutti ai tuoi eventi!
Quest'anno sarò presente al Napoli Comicon con due appuntamenti in sala Italia (al primo piano dell'auditorium):
Sabato 29 alle ore 16.30 con lo SPECIALE SIGLE TV VOL.2
Domenica 30 alle ore 17.00 con DOPPIO DUETTO insieme a Fabrizio Mazzotta e Nunziante Valoroso e qualche ospite a sorpresa.
Poi c'è Lucca Comics 2017 e altri eventi ma magari ne riparliamo dopo il Comicon
Adesso siamo lontani da quei livelli.
Per i doppiaggi Italiani degli anime invece si può dire che c'è ancora qualità, il problema è che la quantità ad essere drasticamente diminuita. Oggigiorno si doppiato molti meno anime rispetto a un tempo.
Secondo me non si tratta di un errore, ci sono diverse serie che condividono alcuni brani musicali: per esempio in Jenny la tennista (non sono certa nella serie ma sicuramente nell'OAV) si sentono alcune musiche di Lady Oscar e ci sono alcuni brani ricorrenti in alcune situazioni: frequentemente nelle feste da ballo si sente il Valzer brillante di Chopin (cosa che ho riscontrato almeno in Mademoiselle Anne ed in Charlotte). Considera che allora si tendeva maggiormente al risparmio, stesso motivo che induceva ad utilizzare per ogni serie pochi doppiatori in cui ciascuno interpretava (ed era in grado di farlo senza che si notasse) vari personaggi, perciò non mi stupirei affatto se avessero deciso di riutilizzare un brano musicale che si può adattare bene a situazioni particolari di serie diverse.
Ma anche no.
Tutti i fan del doppiaggio italiano dicono sempre questa cosa che sia difficile leggere i sottotitoli e seguire le immagini allo stesso tempo, e ogni volta mi sento un genio perchè personalmente riesco farlo benissimo senza problemi! xD
Sarà che in questo caso mi pongo senza se e senza ma tra i puristi del doppiaggio originale giapponese (mi piace mille volte di più, che ci posso fare?), ma a prescindere io tutta questa difficoltà davvero non ce la vedo, e ad oggi sono abituata a guardare praticamente tutto con i sottotitoli, compresi serie tv e film di tutte le parti del mondo.
Ma, d'altronde, la verità è che ognuno ha i propri gusti e le proprie inclinazioni, prima erano tutti per il doppiaggio semplicemente perchè non c'era scelta, oggi che c'è un modo del tutto diverso di fruire dei prodotti televisivi e cinematografici direi...ognuno faccia un po' quel che gli pare senza giudicare le scelte altrui! Il "vivi e lascia vivere", mio motto preferito, vale sempre in ogni ambito! U_U
Conosco benissimo Sergio da anni (c'è anche una sua intervista che mi ha rilasciato nel 2015 a Palermo) e infatti presenterò io il suo live sul palco dell'Asian Village sabato alle ore 12
Sergio è molto preparato oltre ad essere un grande amante delle sigle.
Sicuramente chi lo segue sul suo canale già conoscerà alcuni temi che tratterò durante l'incontro dato che su alcuni argomenti non è che ci si può girare intorno dato che quelli sono. Su Evening e Mimì per esempio, scrissi un articolo sul sito l'anno scorso in cui si faceva riferimento appunto alla prima messa in onda e anche Sergio giustamente parlò di questa cosa in un suo video
Veramente io ne ho visti tantissimi e l'ho fatto senza problemi, ma per il mio gusto e godibilità, se ho la possibilità di vederlo in italiano, lo preferisco.
Ecco, appunto
https://www.youtube.com/watch?v=uvVYye55mo8
Con inconguenza si intende anche la totale dissociazione tra sigla e cartone animato (vedi It Takes me Higher di Gaiking e Planet O di Lupin III per citarne due).
Relativamente alla tua domanda sulle BGM, non è la prima volta che vengono usate le stesse colonne sonore (o parte di esse) per anime diversi.
Proprio su Tigerman / Ryu se ne è parlato qui: http://www.tv-pedia.com/zapzaptv/viewtopic.php?f=3&t=6159
Esattamente. Vultus V è una di quelle che verranno citate.
Ma questo incontro (come quelli realizzati negli anni passati) non vuole essere la bibbia risolutiva (perchè molti fan sono già esperti) ma dare modo ai partecipati in primis di divertirsi ricordando sigle "dimenticate". Poi ovviamente ci sono delle curiosità per chi è meno preparato di noi fan ma che ha vissuto quegli anni e che oggi li ricorda con nostalgia pur non sapendo che, magari, Goal era un brano composto per gli europei di calcio e non per un cartone animato
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