Suzu e Chika sono due ragazze che, l'una accanto all'altra, pregano all'Egaraten Jinja. La loro età è differente. Suzu sta per finire la scuola media, mentre Chika si destreggia nella vita adulta. Entrambe sono riservate, ma Chika risulta più vivace, mentre Suzu molto riflessiva nonostante l'età. Sono sorelle, ma si conosco relativamente da poco tempo. Volendosi bene in maniera spontanea hanno costruito giorno dopo giorno il loro rapporto vivendo assieme a Kamakura solo da un paio di anni.
Si potrebbe dire che sia stato il loro legame di sangue, seppure cresciute per anni e anni senza conoscersi, che abbia fatto da collante tra Suzu, Chika e le altre due sorelle maggiori della famiglia Koda, Sachi e Yoshino. Eppure quello stesso sangue a volte non basta da solo per vivere una vita insieme. A volte non bastano i figli o il bene; e, mentre tutto il mondo giudica, i bambini osservano, raccolgono esperienze e costruiscono il proprio carattere. Per Sachi, Yoshino e Chika il padre non c'è più per sua scelta. A seguito di una fuga d'amore ha scelto una seconda vita. Ma come giudicare quell'uomo che ha scelto l'amore se poco dopo anche la loro madre è scappata via? Come giudicare quella seconda vita da cui scaturisce l'esistenza della loro piccola sorellina, che ha visto spegnere la vita della madre, e subito dopo del padre che l'ha cresciuta e che lei ha accudito fino all'ultimo giorno? Quel padre non sembra nemmeno la stessa persona dei loro ricordi. Non è un padre che fugge dalla figlia, ma una persona premurosa e rassicurante.
Per delle sorelle che hanno perso i propri punti di riferimento, la famiglia non è qualcosa di scontato, ma costruisce sé stessa con pazienza. Giorno dopo giorno si da un tono, disegnando un proprio equilibrio e delle tradizioni che scandiscono il tempo e che profumano di casa. Una casa è un qualcosa di solido. Una dimora ferma, che raccoglie per anni le storie di chi la vive, con i propri angoli in legno smussati e all'ombra di alberi che ciclicamente perdono e acquisiscono foglie. Ma una vecchia casa, che si conosce a memoria e infonde stabilità, è segnata anche dalle lacrime di chi la vive. Le lacrime indelebili che macchiano il pavimento, le porte che vengono chiuse con veemenza e che lasciano intravedere per l'ultima volta le spalle di chi scrive la storia in quella casa.
Ed è quella casa che, dentro e fuori, viene raccontata e vissuta nel diario di Kamakura. Con gli occhi della nuova arrivata, Suzu, viviamo la vita di questo caratteristico centro cittadino, i cui eterei paesaggi fanno da sfondo ai legami che si costruiscono tra gli abitanti. Saliamo la gradinata che ci porta fin su al tempio, muovendoci tra le fronde degli alberi di corsa, come quando Suzu si allena per la prossima partita di calcio. Ci fermiamo a fissare il mare dall'alto, proprio mentre un surfista cavalca l'onda perfetta sotto lo sguardo malinconico del suo ultimo amore. Ci addentriamo nelle feste di paese, sbirciamo in un angolo della strada le persone che si incontrano, e quelle persone che seppure avvistate non si salutano e credono di esser passate inosservate. Di ritorno da casa Yoshino passa alla locanda, quella che profuma di casa, e di cui tutti nostalgicamente parlano ancora della "Signora" che ormai non c'è più, e che la sua ferma sorella, l'infermiera Sachi, ha fatto compagnia negli ultimi momenti del suo viaggio. Sachi che sembra sempre decisa, prevedibile e concreta in ogni suo gesti, ma che tutti fanno fatica a capire quanto questa immagine non sempre le appartenga. Che anche lei è una persona che negli anni ha cambiato forma, proprio come i capelli di Chika. Cambiata dalle esperienze e dalla consapevolezza che i desideri di un tempo non sono più gli stessi. Cambiata sapendo che a conoscersi non si smette mai, e che a volte proprio tu sei quella che dice quella cosa che nessuno avrebbe pronunciato mai, e che è destinata a cambiare la tua vita e la forma della famiglia così come era.
La vita delle quattro sorelle Koda è raccontata con semplicità, attraverso la routine quotidiana che contraddistingue tutte le famiglie e che lega mano a mano i propri componenti. Inizia con il funerale di quel padre che lega biologicamente Suzu alle sue tre sorelle maggiori. Il lettore assaggia episodi di vita, piccoli gesti e dinamiche famigliari che hanno un sapore delicato, ma che riempiono gli osservatori come solo una famiglia sa riempirti il cuore. E poi allarga il suo sguardo, guarda Kamakura, abbracciandola nella sua narrazione. Raccontando ciò che ognuno ha lasciato di sé alle sorelle Koda. Lentamente, con movimenti impercettibili e sguardi attenti.
Si potrebbe dire che sia stato il loro legame di sangue, seppure cresciute per anni e anni senza conoscersi, che abbia fatto da collante tra Suzu, Chika e le altre due sorelle maggiori della famiglia Koda, Sachi e Yoshino. Eppure quello stesso sangue a volte non basta da solo per vivere una vita insieme. A volte non bastano i figli o il bene; e, mentre tutto il mondo giudica, i bambini osservano, raccolgono esperienze e costruiscono il proprio carattere. Per Sachi, Yoshino e Chika il padre non c'è più per sua scelta. A seguito di una fuga d'amore ha scelto una seconda vita. Ma come giudicare quell'uomo che ha scelto l'amore se poco dopo anche la loro madre è scappata via? Come giudicare quella seconda vita da cui scaturisce l'esistenza della loro piccola sorellina, che ha visto spegnere la vita della madre, e subito dopo del padre che l'ha cresciuta e che lei ha accudito fino all'ultimo giorno? Quel padre non sembra nemmeno la stessa persona dei loro ricordi. Non è un padre che fugge dalla figlia, ma una persona premurosa e rassicurante.
Per delle sorelle che hanno perso i propri punti di riferimento, la famiglia non è qualcosa di scontato, ma costruisce sé stessa con pazienza. Giorno dopo giorno si da un tono, disegnando un proprio equilibrio e delle tradizioni che scandiscono il tempo e che profumano di casa. Una casa è un qualcosa di solido. Una dimora ferma, che raccoglie per anni le storie di chi la vive, con i propri angoli in legno smussati e all'ombra di alberi che ciclicamente perdono e acquisiscono foglie. Ma una vecchia casa, che si conosce a memoria e infonde stabilità, è segnata anche dalle lacrime di chi la vive. Le lacrime indelebili che macchiano il pavimento, le porte che vengono chiuse con veemenza e che lasciano intravedere per l'ultima volta le spalle di chi scrive la storia in quella casa.
Ed è quella casa che, dentro e fuori, viene raccontata e vissuta nel diario di Kamakura. Con gli occhi della nuova arrivata, Suzu, viviamo la vita di questo caratteristico centro cittadino, i cui eterei paesaggi fanno da sfondo ai legami che si costruiscono tra gli abitanti. Saliamo la gradinata che ci porta fin su al tempio, muovendoci tra le fronde degli alberi di corsa, come quando Suzu si allena per la prossima partita di calcio. Ci fermiamo a fissare il mare dall'alto, proprio mentre un surfista cavalca l'onda perfetta sotto lo sguardo malinconico del suo ultimo amore. Ci addentriamo nelle feste di paese, sbirciamo in un angolo della strada le persone che si incontrano, e quelle persone che seppure avvistate non si salutano e credono di esser passate inosservate. Di ritorno da casa Yoshino passa alla locanda, quella che profuma di casa, e di cui tutti nostalgicamente parlano ancora della "Signora" che ormai non c'è più, e che la sua ferma sorella, l'infermiera Sachi, ha fatto compagnia negli ultimi momenti del suo viaggio. Sachi che sembra sempre decisa, prevedibile e concreta in ogni suo gesti, ma che tutti fanno fatica a capire quanto questa immagine non sempre le appartenga. Che anche lei è una persona che negli anni ha cambiato forma, proprio come i capelli di Chika. Cambiata dalle esperienze e dalla consapevolezza che i desideri di un tempo non sono più gli stessi. Cambiata sapendo che a conoscersi non si smette mai, e che a volte proprio tu sei quella che dice quella cosa che nessuno avrebbe pronunciato mai, e che è destinata a cambiare la tua vita e la forma della famiglia così come era.
"Suzu-chan... vuoi venire a Kamakura?"
La vita delle quattro sorelle Koda è raccontata con semplicità, attraverso la routine quotidiana che contraddistingue tutte le famiglie e che lega mano a mano i propri componenti. Inizia con il funerale di quel padre che lega biologicamente Suzu alle sue tre sorelle maggiori. Il lettore assaggia episodi di vita, piccoli gesti e dinamiche famigliari che hanno un sapore delicato, ma che riempiono gli osservatori come solo una famiglia sa riempirti il cuore. E poi allarga il suo sguardo, guarda Kamakura, abbracciandola nella sua narrazione. Raccontando ciò che ognuno ha lasciato di sé alle sorelle Koda. Lentamente, con movimenti impercettibili e sguardi attenti.
Our little sister ci propone un affresco famigliare in una piccola cittadina sul mare. Le figure che si muovono al suo interno non sono affascinanti nel loro disegno, ma nella loro espressività. C'è nostalgia e tradizione, saggezza e talvolta un bel po' di humor. L'opera del 2007, firmata da Akimi Yoshida, conta al momento 8 volumi (su 9 totali) editi da Star Comics.
È una lettura che ti coinvolge sottilmente. Affascina in un secondo momento quando ci si rende conto di essere ormai legati ai suoi personaggi, di cui ognuno racconta la propria storia, talvolta singolarmente e spesso intrecciandosi, di cui solo il lettore vede e sa tutto.
È una lettura che ti coinvolge sottilmente. Affascina in un secondo momento quando ci si rende conto di essere ormai legati ai suoi personaggi, di cui ognuno racconta la propria storia, talvolta singolarmente e spesso intrecciandosi, di cui solo il lettore vede e sa tutto.
Titolo | Prezzo | Casa editrice |
---|---|---|
Our Little Sister 1 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 2 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 3 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 4 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 5 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 6 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 7 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 8 | € 4.90 | Star Comics |
Our Little Sister 9 | € 4.90 | Star Comics |
Pro
- Racconto caratteristico di una cittadina nei suoi aspetti più semplici e genuini
- Luci e ombre dei personaggi, visti a tutto tondo solo dal lettore che ne scorge gli intrecci ai più insospettati
- Atmosfera riflessiva, posata, ritmo naturale che rispecchia la quotidianità
Contro
- Disegno non accantivante quanto il contenuto
E' stato votato manga dell' anno agli animeclick awards non a caso ed è un peccato che sia praticamente sconosciuto ai più.
Bellissimo anche il film che ha colto nel vivo l' essenza del manga e cioè il legame tutto al femminile tra sorelle tra di loro molto diverse ma che proprio insieme trovano la forza per affrontare la vita
È da mesi ormai che aspetto l'ultimo numero per poterlo leggere, a proposito si sa qualcosa sulla data di rilascio del nono volume?
Adoro questo manga, ne portassero di più di josei così...
Posso dirlo anch'io, dato che ho vinto il numero 1 al gioco dei tappi (a completare l'opera di convincimento il film, che ho beccato ad una promozione 2 DVD x 1 ad una vendita fallimentare, comprandolo insieme a Thermae Romae, e l'annuncio della prossima conclusione in Giappone!
Comunque a me i disegni non sembrano poi così brutti, c'è di molto peggio in giro.
Per quanto riguarda il resto quoto la recensione.
Solo una piccola cosa mi ha annoiata un po', tutte le scene in cui tutti i personaggi mangiano i bianchetti facendo quella stessa identica espressione e dicendo WOW.
Per il resto, spero di avere presto la serie completa.
Non vedo l'ora di concluderlo.
Ovviamente noi lettori non siamo stati capaci di apprezzarlo adeguatamente.
In effetti... Si vede che è questo il tema del manga.
Comunque io non sono d'accordo con chi si lamenta perché la storia finirà con il volume 9: a me pare un numero giusto, per evitare che si allunghi troppo il brodo.
Spero che dopo tante sofferenze ci sia almeno il lieto fine!
Ecco, io l'ho scoperto in questo preciso momento. Mi spiace parecchio. Non dico e non credo che sia una storia da poter portare avanti a lungo, ma qualche altro volumetto ci poteva stare, secondo me.
Io comunque questo fumetto l'ho semplicemente provato quando è uscito e mi ha catturato, mi piace molto.
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