Diventata una di quelle opere chiacchierate per il loro alone di "miticità" ma ormai difficilmente reperibili, il suo ritorno si accosta ad altri titoli di Planet nella medesima situazione, vedasi Dnangel e Host Club, tornati recentemente in nuove edizioni.
Scritto e disegnato da Marimo Ragawa, serializzato dal 1995 al 1998 sulla rivista Hana to Yume di Hakusensha, New York New York si presenta come un manga che tratta tematiche profonde e difficili, tanto ai tempi della pubblicazione, quanto ancora oggi.
Mentre ci inoltriamo nella recensione, per sviscerare i numerosi aspetti che caratterizzano New York New York, sono doverose alcune precisazioni riguardanti sia il target dell'opera che il modo in cui gli eventi vengono narrati e proposti, il tutto in base al contesto spazio-temporale in cui la storia è stata scritta e ambientata.
Al momento dell'annuncio, Planet Manga pubblicizzò con un certo orgoglio l'opera come "primo shojo con tematiche BL pubblicato da Panini Comics". I lettori più navigati sapranno bene che non è una novità trovare elementi Boys Love, anche preponderanti, all'interno di uno shojo manga; la storia ci insegna infatti che già negli anni '70 le autrici del Gruppo 24 avevano introdotto, assieme a molto altro, la tematica BL nei loro manga shojo.
Il piccolo excursus che segue si rifà ad alcuni esempi pubblicazioni nostrane dagli anni '90 a oggi.
Partiamo dal più famoso e amato: Il poema del vento e degli alberi (J-Pop Manga), di Keiko Takemiya, pubblicato nella metà degli anni '70 sulla rivista Sho-comi è considerato il padre del BL antico e moderno. Il titolo è tutt'oggi celebrato non solo per il suo ruolo di precursore ma anche per aver gettato le basi di quella che sarà la poetica del BL negli anni a seguire. Ovviamente, nel corso del tempo le cose sono cambiate e il BL stesso ha vissuto (e vive ancora) un'evoluzione, ma nonostante questo, Il poema del vento e degli alberi resta ancora oggi una sorta di "Bibbia" per questo tipo di manga.
Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, le CLAMP diventano in qualche modo le portabandiera del BL all'interno dello shojo manga, pur avendo a esso un approccio molto diverso da quello del Gruppo 24. Se in alcune opere ciò è molto evidente e dichiarato (RG Veda, Tokyo Babylon) in altre l'amore omosessuale è raccontato in maniera più velata e meno esplicita, seguendo il concetto cardine del gruppo di mangaka per cui "l'amore è amore", indipendentemente dal sesso dei personaggi.
Sempre sul finire degli anni '80 nasce Zetsuai 1989, di Minami Ozaki (pubblicato in Italia da Planet Manga), serializzato ancora una volta su un magazine shojo, Margaret.
Nel 1992 Moto Hagio scrive e disegna A Cruel God Reigns (J-Pop Manga), un'opera di grande impatto che tratta tematiche forti quali l'abuso sessuale, la pederastia, la malattia mentale e non ultima l'omosessualità. In questo caso la rivista che la ospita è Petit Flower, magazine josei che aveva già pubblicato Marginal (J-Pop Manga), altra opera della Hagio.
Proprio in questo periodo nasce New York New York, serializzato su una delle riviste shojo per eccellenza: Hana to Yume.
Arriviamo a tempi più moderni, nel 2019, con il dolcissimo Vanishing My First Love (Star Comics), di Wataru Hinekure e Aruko, che vede protagonista una coppia di compagni di classe che si innamorano.
Rimaniamo in attesa di uno degli ultimi annunci di Planet Manga, Tamaranai no wa Koi nano ka, altro shojo pubblicato su Betsufure, i cui protagonisti al centro della vicenda amorosa sono due ragazzi.
Questa premessa è utile a far capire come il BL, nonostante abbia ormai da molti anni sue riviste dedicate, è nato all'interno dello shojo manga e non lo ha mai lasciato, coerentemente con il fatto che si rivolga a un pubblico femminile e nasca per mano di autrici donne. Non sorprende quindi che, New York New York, uno dei manga a tematica BL più famosi della storia, sia nato e abbia trovato il successo su una rivista shojo, rivolta quindi a un pubblico di ragazze e giovani donne.
New York New York è un manga difficile da digerire per i molti aspetti, anche controversi, che lo caratterizzano, in primis i due protagonisti: Kain e Mel. Diametralmente opposti si ritrovano innamorati in brevissimo tempo, dando al loro incontro il sapore di un momento voluto da una volontà superiore e incontestabile. La realtà però è molto diversa da quella che si potrebbe vedere con gli occhi offuscati dall'amore, poiché la relazione tra i due porta inevitabilmente ad affrontare alcuni aspetti del proprio io ignorati fino a quel momento.
Kain ha vissuto sempre relazioni leggere, senza mai prendere nemmeno in considerazione l'idea di mostrarsi per quello che è davvero. Mel, al contrario, ha avuto storie per cui ha dato anima e corpo ma che si sono spesso rivelate infruttuose se non dannose. Mel vuole vivere libero di mostrarsi al mondo in tutti i suoi aspetti, Kain non ha nessuna intenzione di esporsi, il che li porta, come coppia, a uno scontro inevitabile.
Kain è un personaggio parecchio controverso; accusato da Mel stesso di essere un "gay omofobo" arriva perfino a negare l'esistenza dell'amato pur di non far scoprire la sua omosessualità. Kain è frustrato, represso e tutto ciò lo porta a trattare in maniera ingiusta il compagno, usandolo come recipiente di tutti i suoi conflitti interiori irrisolti. Nel corso della prima parte della storia ne combina di tutti i colori, ferendo Mel in maniera anche crudele nonostante l'amore che per lui continui a professare. Dal suo canto, quest'ultimo condona e perdona tutte le colpe del compagno, forse in virtù di uno spasmodico bisogno di non sentirsi, ancora una volta, abbandonato.
Se dovessimo usare una terminologia in voga ai giorni nostri, diremmo che Kain è nettamente una red flag, e questa relazione non ha altro che un sapore fortemente tossico.
I comportamenti di Kain non sono affatto giustificabili ma sono almeno in parte comprensibili in virtù del contesto spazio-temporale in cui la storia è ambientata e dei tanti elementi che fanno da perno alla vita di un ragazzo della New York di inizio anni '90. Ci troviamo in un periodo in cui lo stigma dell'omosessualità è ancora fortissimo, senza contare gli strascichi della "pandemia di AIDS" che aveva fortemente colpito gli Stati Uniti negli anni '80. Chiamata in maniera malevola "Gay compromise sindrome", "Gay-related immune deficiency", o peggio, "cancro dei gay", la malattia trovò il suo capro espiatorio nella comunità gay. Basti inoltre pensare che fino a prima del 1990 il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) considerava l'omosessualità come un disturbo psichiatrico, inserito nella sfera dei "disturbi sociopatici della personalità".
La strada per eliminare l'omosessualità da ogni pagina del DSM è stata lunga, in quanto si è passati da "disturbo sociopatico" a "disturbo sessuale", volendo continuare ad affermare che la condizione di omosessualità era un "disturbo" e quindi qualcosa di anomalo che provocava ai soggetti sofferenza. La battaglia per la derubricazione dell'omosessualità dal DSM è stata lunga e frutto di rivoluzioni sociali ma anche scientifiche e metodologiche. A fronte di tutto questo non stupisce che gli omosessuali in quegli anni facessero fatica a riconoscersi e accettarsi come tali. Lo stigma è presente ancora oggi, ma pensiamo a quanto fosse potente negli anni in cui si era addirittura considerati dei malati mentali. Purtroppo lo stigma creato, rafforzato e mantenuto da una società, non è debellabile con un colpo di spugna o con la cancellazione da un manuale; richiede l'impegno della società tutta a cambiare prospettiva e a farla diventare la "nuova normalità".
Anche le persone direttamente coinvolte hanno dovuto dismettere il senso di colpa e inadeguatezza, che loro stessi inconsciamente approvavano in quanto facenti parte di una minoranza diversa dalla "norma".
Per un personaggio come Kain, che soffre fortemente l'idea dello stigma sociale, non è facile riuscire ad affrontare tutto questo, a maggior ragione essendo lui un poliziotto avvolto quindi in un clima di machismo non indifferente. Fino a un certo punto della storia Kain non è una persona sana ed equilibrata, da qui il suo comportamento incoerente e crudele nei confronti di Mel; ma dopotutto, da una persona incatenata ai suoi stessi pregiudizi e alle sue paure, possiamo aspettarci un sano equilibrio? No, motivo per cui il personaggio di Kain, che matura e cresce in questo senso per tutta la durata della storia, è tristemente credibile nei suoi atteggiamenti sbagliati.
Coerentemente con la caratterizzazione del personaggio, Kain inizia a cambiare nel momento in cui scopre il passato di Mel, prende coscienza della persona che ha davanti, fatta sì delle parti belle che finora gli ha mostrato, ma anche di lati oscuri che tiene nascosti. In quel momento Kain vede per la prima volta Mel come persona nella sua interezza, fatta di presente ma anche di passato. A quel punto riesce a riconoscere l'esistenza del ragazzo (al contrario di prima) e decide di fare coming out con la sua famiglia, così da iniziare a liberarsi da tutte le oppressioni che condizionano la sua vita e poter costruire un vero futuro con il compagno. La famiglia è il primo nucleo sociale in cui ci troviamo immersi e da cui dipendiamo in giovane e giovanissima età: ci nutre, ci protegge, soddisfa ogni nostro bisogno primario. Per questo motivo, sempre a fronte di un contesto familiare sano, anche da adulti i nostri genitori sono le prime persone a cui chiediamo, anche inconsciamente, conferma e accettazione di noi stessi, pure nei nostri aspetti percepiti come problematici o fuori dalla norma. Affrontare la propria famiglia per affermare una parte di sé tenuta nascosta, è un passo che aiuta ad arrivare a una reale autoaccettazione.
Mel Frederics si inserisce nello stesso contesto sociale di Kain, ma vive una vita completamente differente, a dimostrazione che per quanto il peso della società sia schiacciante, esperienze personali diverse conducono ad approcci alla vita anche molto differenti. Mel è un buono, un ragazzo dolce e comprensivo, una specie di angelo. Non ha paura di vivere apertamente la sua omosessualità, vuole vivere libero di essere, consapevole del fatto che la sua esistenza sia normale quanto le altre. Però, il suo carattere buono, generoso e anche un po' ingenuo, lo ha portato a vivere delle esperienze terribili. Il suo è un background di abusi fisici e mentali che parte dalla famiglia e si espande fino al mondo al di fuori di essa. Mel cerca un amore vero e rispettoso di entrambe la parti, crede fermamente nella monogamia e nella parità dei partner.
Purtroppo però, Marimo Ragawa sembra volersi accanire per tutta la storia sul povero Mel, che non solo ha un passato terrificante, ma continua a subire violenze e abusi anche quando nella figura di Kain pensava di poter dare inizio a una nuova vita dominata da quell'amore vero che tanto cercava. Probabilmente l'accanimento della mangaka nei confronti di Mel serve a mettere in risalto la sua figura in chiave simbolica: la sua prima apparizione è agli occhi di Kain quasi angelica, "un segno del destino", ma nonostante smuova nel profondo l'animo del ragazzo, Mel continua a essere trattato in maniera superficiale, a essere ferito e a far da recipiente a tutti i mali interiori di Kain. Allo stesso tempo, anche il mondo esterno continua a ferirlo in maniera estremamente crudele. Sembra che Mel abbia il compito di incarnare simbolicamente colui che porta sulle sue spalle il dolore e la frustrazione altrui, le brutture del mondo, il male della società, la cattiveria delle persone. Un agnello sacrificale che serve a redimere il mondo intorno.
Kain, che nella sua oppressione è inconsciamente alla ricerca della libertà, cerca e trova redenzione nella figura di Mel, ma il costo di tutto ciò viene pagato esclusivamente da quest'ultimo.
Come possiamo evincere dalla figura di Mel, ma anche in ambito più generale, New York New York è un manga profondamente drammatico, che regala momenti di amore che scaldano il cuore ma che subito dopo ne fa pagare il corrispettivo in sofferenza. Un susseguirsi di situazioni a volte eccessive e artificiose, ma che non è raro trovare nella narrativa anni '90, sia essa in forma scritta o televisiva e cinematografica.
Rimanendo in ambito shojo, è facile ricordare come negli anni '90 le storie fossero ammantate di un tragicità piuttosto radicata e profonda. Anche quelle che potrebbero inizialmente sembrare "semplici storie d'amore" a quei tempi si fanno oscure e complesse, e scavano con forza nella psicologia dei loro personaggi. Quella del "dramma eccessivo" è un po' la cifra stilistica degli anni '90, sempre premesso che ci sono storie che portano a termine il compito in maniera egregia, senza scadere nella "pornografia del dolore", e altre che abusano del dramma come espediente forzato per cercare di provocare nel lettore reazioni forti. Ovviamente ogni persona ha una propria percezione ed entra o meno in contatto con l'animo dei personaggi delle storie in modo diverso, per cui non esisterà mai una storia che commuova tutti allo stesso modo, né ne esisterà una che pur con espedienti forzati e artificiosi possa non toccare il cuore di qualcuno.
A tal proposito, pensando ad alcuni degli shojo/josei manga più famosi degli anni '90, i lettori italiani ricorderanno certamente i vari Fruits Basket, Himitsu - The Top Secret, il già citato A Cruel God Reigns, Ultimi raggi di luna, Helter Skelter, Le situazioni di lui e lei, Mars, Angel Sanctuary, X, Il giocattolo dei bambini, i di poco successivi Nana, Bokura ga ita, Alice Academy e i precedenti Proteggi la mia terra, Banana Fish e Hot Road.
Con le dovute differenze per ogni titolo, si tratta fondamentalmente di manga sentimentali con una forte componente drammatica, psicologica e spesso con un fortissimo focus sulla genitorialità. Seppur alcune di esse siano anche brillanti commedie e tenere storie d'amore, la componente drama si insinua fortemente, senza dimenticare di porre l'attenzione su temi forti e all'epoca anche molto sentiti e discussi nella società giapponese, prendiamo ad esempio l'abuso sui minori e la sempre crescente necessità di creare istituti e leggi atti a proteggere i giovanissimi.
Negli anni in cui nascono questi manga, compreso il nostro New York New York, il problema degli abusi sui minori era un tema molto caldo, tanto che nacquero a Tokyo e Osaka le prime associazioni volontarie per la prevenzione degli abusi minorili, che si occupavano di registrare e redigere statistiche sui casi di violenza su minori. Erano gli anni in cui veniva approvata dalle Nazioni Unite la Convenzione sui diritti dell'infanzia, che il Giappone ratificò nel 1994. Però, solo nel 2000 la legge sulla prevenzione degli abusi sui minori divenne effettiva, permettendo così all'autorità pubblica di intervenire sui casi di violenza domestica ai danni dei fanciulli, permettendone l'allontanamento da casa e la messa in sicurezza, anche senza il consenso dei genitori.
Nel 1973, stando a un sondaggio del Ministero della salute, lavoro e welfare, 251 bambini sotto i tre anni erano morti per abuso o abbandono, e i responsabili erano sempre parenti delle vittime.
Una situazione sociale di tale portata avrà probabilmente influenzato quei mangaka che decisero di riportare questa drammatica verità all'interno delle loro storie, trattandola ognuno a modo suo, ma volendo in ogni caso porre fortemente l'attenzione sul ruolo dei genitori, della famiglia e di come essa e la società intorno influenzino la vita del singolo.
Restando in ambito Queer, i più esperti avranno sicuramente visto la serie tv Queer as Folk, la cui versione americana (l'originale, nata un anno prima, era inglese) è iniziata a fine 2000. La storia racconta di un gruppo di amici gay e lesbiche residenti a Pittsburgh, in Pennsylvania. Le loro avventure si snodano tra il faceto, l'ironico e il drammatico, portando in scena molti modi diversi di vivere la sessualità in quella porzione d'America di inizio anni 2000. La serie esplora davvero tanti temi e nonostante il tono scanzonato di molti suoi personaggi, non risparmia i momenti tristi e drammatici, compresi quelli legati alle questioni riguardanti l'abbandono e abuso di minori e l'HIV.
In ambito cinematografico abbiamo il bellissimo Mysterious Skin, film del 2004 ma tratto da un romanzo pubblicato a metà anni '90. Anche stavolta ci troviamo davanti alla storia di giovani che affrontano abusi, ricerca dell'identità sessuale, prostituzione ecc.
(Se ci pensate, anche la serie tv Dawson's Creek è nata sul finire degli anni '90, per cui è facile immaginare come il dramma continuo fosse proprio un marchio di fabbrica di quegli anni!)
Se dunque agli occhi di qualche lettore New York New York può apparire come un manga troppo carico di drama, è importante sempre tenere a mente il contesto storico e sociale in cui l'opera è stata concepita.
Sul fronte del disegno e dello stile, il manga di Marimo Ragawa sprizza da ogni poro l'orgoglio di essere uno shojo manga anni '90. I personaggi hanno tutti un aspetto adulto consono alla loro età (anzi, sembrano anche più grandi, così come oggi ci sembrano i giovani di 30 anni fa), Mel e Kain sono due bei ragazzi con una certa fisicità, tipica tra l'altro di quegli anni: spalle larghe, gambe lunghe e mani grandi, capelli fluenti, sopracciglia spesse. Nonostante sia per viso che per carattere Mel possa ricordare un uke un po' stereotipato, è inequivocabilmente un uomo. Volti espressivi, linee marcate, tavole destrutturate in stile shojo ma senza esagerazione; c'è un grande ordine nonostante la mole di vignette e di testo, e ciò fa sì che anche quando gli sfondi non siano presenti o siano poco dettagliati, non ci sia mai una sensazione di vuoto nelle pagine. Nei 4 anni di pubblicazione lo stile della Ragawa si affina, diventa più armonioso, proporzionato e ricco di dettagli.
Si apprezzano vistosi miglioramenti rispetto al precedente Aka-chan to Boku, ma non siamo ancora al livello del più recente Mashiro no Oto. Alcune illustrazioni sono molto belle (peccato che in scala di grigi non rendano al massimo), mentre altre sono meno riuscite soprattutto a causa di corpi non proprio ben proporzionati.
Planet Manga edita l'opera in due corposi volumi da 360 pagine ciascuno, in formato 14.5x21 e con sovraccoperta cartonata. Non sono presenti pagine a colori. I volumi purtroppo non sono molto robusti nonostante la cartonatura, bisogna maneggiarli con cura. Il prezzo di 19,90 € potrebbe sembrare consono in base al numero di pagine e alla copertina cartonata, seppur vi sia assenza di pagine a colori, ma un tale prezzo non fa altro che tenere lontani i lettori meno disposti a spendere per qualcosa che non conoscono o che potrebbero ritenere "vecchia" o comunque fuori dalla loro zona di interesse. Bisogna però dire che vi è stato un lavoro di revisione dei testi, del lettering e della grafica. Sarebbe però stato bello che un manga del genere, anche in virtù del suo prezzo, avesse previsto un editoriale che spiegasse un po' il contesto storico dell'opera.
I protagonisti di questa storia non sono, volutamente, esenti da difetti, e la svolta "crime" della parte finale potrebbe far storcere un po' il naso, Ma il viaggio di Mel e Kain, ma anche di altri personaggi che gli stanno intorno, ha come direzione il cambiamento, l'evoluzione, e ciò fa sì che scoprano poco a poco un mondo che è molto più ampio di quello che si erano limitati a vedere a causa di traumi, pregiudizi, ignoranza e sensi di colpa indotti dall'esterno.
L'impronta di New York New York mostra certamente i segni del tempo, ma proprio perché oggi una storia simile verrebbe raccontata in modo molto diverso, non è forse l'occasione per approcciarsi a qualcosa di paradossalmente "fresco" come un manga anni '90?
New York New York - New Edition 1
Nuova edizione di pregio in due volumi “doppi” di grande formato per il primo Boy's Love pubblicato in Italia, un manga che ha conquistato generazioni di lettori. New York: Kain Walker nasconde a tutti di essere gay dando sfogo ai suoi desideri nel quartiere di Cristopher Street, ma l’incontro con Mel Frederics sconvolgerà la sua vita...
Prezzo: 19,90 €
Totale voti: 3 1 0
Arashi84
Tanto, tanto dramma, e altrettanti comportamenti sbagliati. Sullo sfondo di una New York anni '90, la storia di Mel e Kain procede tra sofferenza e tenerezza, tante cose brutte ma altrettante lacrime di gioia. Un manga davvero avanti già ai suoi tempi.
23/01/2025
stelladicarta
Pur con le esagerazioni dello shoujo anni '90 (che si amano o si odiano) resta una bella storia. Kain ha un carattere odioso ma nella seconda parte migliora molto. Mel è il classico uke maiunagioia bisognoso di aiuto. I disegni mi piacciono molto.
21/12/2024
Zero___Zone
Beh… Per essere un manga anni '90 è avanti ANNI LUCE! 😲 Non si fa mancare nulla: passione, introspezione, dolcezza, tragedia…e amore 🥰 Kain ha un caratteraccio, ma gli va bene che Mel è un angelo e perdona tutto 😅 Edizione buona, anche se la carta…
13/12/2024
Titolo | Prezzo | Casa editrice |
---|---|---|
New York New York 1 | € 6.60 | Panini Comics |
New York New York 2 | € 6.60 | Panini Comics |
New York New York 3 | € 6.60 | Panini Comics |
New York New York 4 | € 6.60 | Panini Comics |
New York New York - New Edition 1 | € 19.90 | Panini Comics |
New York New York - New Edition 2 | € 19.90 | Panini Comics |
Pro
- Un racconto crudo e per certi versi realistico
- Tratta tematiche calde del periodo in cui è stato creato, ma attuali ancora oggi
- Narrazione scorrevole
- Personaggi ben caratterizzati e psicologicamente approfonditi
- Bei disegni, in pieno stile anni '90, tavole piene
Contro
- Una sequela di "sfighe", forse, evitabili in parte
- La parte finale prende una singolare deriva crime
- Edizione non accessibile a tutte le tasche
KayScarsetta
Primi capitoli che scorrono senza ritmo per mettere in fretta e furia tutto sul piatto. Kain ne ha combinate ma vendere le tragedie del proprio amato per comprarsi la simpatia di mamma è la ciliegina sulla torta. Struggente il focus sul collega e l'amant.
25/01/2025