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Prima recensione, mai fatta per un anime. “Plastic Memories” è un anime che colpisce dritto al cuore, un mix perfetto di emozioni, fantascienza e riflessioni sulla vita e sui ricordi. Fin dall’inizio, l’atmosfera malinconica ma dolce della serie cattura lo spettatore, portandolo in un viaggio che oscilla tra momenti di tenerezza e scene strazianti.

La storia segue Tsukasa Mizugaki, un ragazzo che inizia a lavorare alla SAI Corp, un’azienda specializzata nel recupero dei Giftia, androidi con un’anima artificiale che, dopo un certo periodo di tempo, devono essere disattivati prima che i loro ricordi si deteriorino. Al suo fianco c’è Isla, una Giftia dolce e timida, con cui Tsukasa instaura un legame profondo e speciale.

Uno degli aspetti più belli di “Plastic Memories” è il modo in cui tratta il tema dell’accettazione della perdita. L’anime non cerca soluzioni facili, né inganna con false speranze: sa essere crudele, ma allo stesso tempo incredibilmente delicato nel mostrare quanto i ricordi e il tempo passato con una persona siano preziosi. La relazione tra Tsukasa e Isla è struggente e costruita con grande cura, rendendo impossibile non affezionarsi ai personaggi.

Anche se l’anime presenta alcuni momenti di leggerezza e comicità, il suo vero punto di forza sta nelle emozioni che riesce a trasmettere. La colonna sonora amplifica ogni scena, rendendo ancora più intenso il coinvolgimento emotivo. Il finale, pur essendo prevedibile, è eseguito in modo così toccante, da lasciare un segno profondo.

In tutto ciò, se volete piangere, è l'anime giusto.