Recensione
White Album
3.0/10
Attenzione: la recensione contiene spoiler
"White Album" è stato il primo anime dove mi sono trovata ad avere a che fare con un protagonista insipido, che non sa nemmeno lui cosa vuole dalla vita, arrivando a soprannominarlo Pesce Lesso.
Essendo un anime datato, ero preparata che la narrazione avrebbe seguito altri ritmi, ma qui ho dovuto aumentare fin da subito la velocità di visione per non rischiare di addormentarmi, data la trama incoerente e le cose assurde che accadono qui.
Pesce Lesso (perdonate, ma non ce la faccio proprio a chiamarlo per nome) ha una fidanzata che fa l'idol (Yuki), e quindi è sempre occupata, non riuscendo a vedersi come vorrebbero, cosa per cui entrambi soffrono. Ma quando finalmente lui può raggiungerla a casa sua, con il chiaro intento di fare il grande passo avanti, Pesce Lesso arriva fino al portone d’ingresso, ci ripensa e se ne va. Questo passaggio già denota lo scarso livello d'intelligenza di Pesce Lesso, che piuttosto preferisce circondarsi di altri esseri femminili, sia che si tratti di alcune ragazze che frequentano la sua stessa università sia di una liceale conosciuta per caso in giro (provando l'impulso irrefrenabile di abbracciarla) sia che si tratti della manager super sexy di Yuki, dovendo identificare in qualcuna di loro la "Dea del giorno", ossia una ragazza che in qualche modo gli salva la giornata. Ma questo ancora non basta, perché, senza apparente motivo, Pesce Lesso finisce con il baciare una senpai dell'università, dopo averla aiutata a mettere in scena uno spettacolo teatrale, ma da lì in poi lui non la degnerà più di uno sguardo. E questo denota ancora di più la coerenza degli eventi in questo anime.
Come accade spesso, vi è un finale aperto, perché tredici episodi di eventi senza senso non sono abbastanza, bisognerà aggiungerne altri tredici che andranno a comporre la seconda stagione (che non si discosta affatto dalla prima).
Però sono scoppiata a ridere quando Yuki invita il fidanzato al suo concerto di debutto, ma lasciandogli l'incombenza di trovare un biglietto, già tutti esauriti.
Non consiglio a nessuno la visione di questo anime: narrazione a casaccio, dove neanche il team di produzione dell'anime sa perché accade quello e accade quell'altro; protagonista insulso che fissa tutto e tutti con sguardo da ebete, non riuscendo a capire che cosa gli sta succedendo intorno, che però sa quando cogliere la palla al balzo e scaricare le sue incombenze burocratiche universitarie addosso a una compagna di corso, che fino a quel momento non faceva altro che andare in giro come una pazza, rischiando di mettere sotto qualcuno.
A meno che non siate masochisti e vi piaccia farvi del male, state alla larghissima da questo anime.
"White Album" è stato il primo anime dove mi sono trovata ad avere a che fare con un protagonista insipido, che non sa nemmeno lui cosa vuole dalla vita, arrivando a soprannominarlo Pesce Lesso.
Essendo un anime datato, ero preparata che la narrazione avrebbe seguito altri ritmi, ma qui ho dovuto aumentare fin da subito la velocità di visione per non rischiare di addormentarmi, data la trama incoerente e le cose assurde che accadono qui.
Pesce Lesso (perdonate, ma non ce la faccio proprio a chiamarlo per nome) ha una fidanzata che fa l'idol (Yuki), e quindi è sempre occupata, non riuscendo a vedersi come vorrebbero, cosa per cui entrambi soffrono. Ma quando finalmente lui può raggiungerla a casa sua, con il chiaro intento di fare il grande passo avanti, Pesce Lesso arriva fino al portone d’ingresso, ci ripensa e se ne va. Questo passaggio già denota lo scarso livello d'intelligenza di Pesce Lesso, che piuttosto preferisce circondarsi di altri esseri femminili, sia che si tratti di alcune ragazze che frequentano la sua stessa università sia di una liceale conosciuta per caso in giro (provando l'impulso irrefrenabile di abbracciarla) sia che si tratti della manager super sexy di Yuki, dovendo identificare in qualcuna di loro la "Dea del giorno", ossia una ragazza che in qualche modo gli salva la giornata. Ma questo ancora non basta, perché, senza apparente motivo, Pesce Lesso finisce con il baciare una senpai dell'università, dopo averla aiutata a mettere in scena uno spettacolo teatrale, ma da lì in poi lui non la degnerà più di uno sguardo. E questo denota ancora di più la coerenza degli eventi in questo anime.
Come accade spesso, vi è un finale aperto, perché tredici episodi di eventi senza senso non sono abbastanza, bisognerà aggiungerne altri tredici che andranno a comporre la seconda stagione (che non si discosta affatto dalla prima).
Però sono scoppiata a ridere quando Yuki invita il fidanzato al suo concerto di debutto, ma lasciandogli l'incombenza di trovare un biglietto, già tutti esauriti.
Non consiglio a nessuno la visione di questo anime: narrazione a casaccio, dove neanche il team di produzione dell'anime sa perché accade quello e accade quell'altro; protagonista insulso che fissa tutto e tutti con sguardo da ebete, non riuscendo a capire che cosa gli sta succedendo intorno, che però sa quando cogliere la palla al balzo e scaricare le sue incombenze burocratiche universitarie addosso a una compagna di corso, che fino a quel momento non faceva altro che andare in giro come una pazza, rischiando di mettere sotto qualcuno.
A meno che non siate masochisti e vi piaccia farvi del male, state alla larghissima da questo anime.
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