Recensione
Ray
6.5/10
Tratto da un manga che si inserisce nello stesso filone di fantascienza-action di Black Jack (che nell'anime appare pure), Ray è una serie che finisce per avere una sottotrama decisamente più interessante di quella che dovrebbe essere la trama principale. Infatti per i primi nove episodi vediamo la protagonista alle prese con casi medici alquanto gravi e particolari e queste puntate, pur avendo in sostanza sempre la stessa struttura narrativa, hanno un buon ritmo e sanno intrigare davvero, oltre che impressionare, grazie ad un riuscito mix di fantasia, realismo drammatico e horror.
I problemi nascono quando negli ultimi episodi ci si concentra sulla storia di Ray e del suo passato, che pure dovrebbe essere il cardine di tutto, perché la narrazione non sa renderla interessante: solo brevi cenni nei primi nove episodi e tali cenni non creano curiosità o mistero, e quando poi questa parte della trama entra nel vivo abbiamo un segmento finale che si lascia pure vedere grazie ad un discreto ritmo generale ma non suscita alcuna grande emozione, insomma risulta un'avventura normale (mentre invece dovrebbe essere l'apice). A questo effetto privo di mordente si giunge anche a causa di una introspezione piuttosto superficiale che non riesce a rendere intriganti i personaggi: siccome non stiamo parlando di un'opera che aspira a particolari vette, ci sta pure il fatto che Ray sia la solita fredda tsundere mentre tutti gli altri sono costruiti intorno ad una sola caratteristica, il problema è che risultano alla fine tutti caratteri anonimi, i buoni non suscitano simpatia né i cattivi sono odiosi.
Stesso risultato anonimo per gli elementi romance, già stereotipati e quindi molto prevedibili.
Tutto questo è un peccato perché almeno sulla carta il materiale per commuovere, indignare e creare una buona suspense ci sarebbe stato, nel momento delle spiegazioni ultime ci sono anche due o tre colpi di scena piuttosto inaspettati (e quello riguardante le motivazioni del cattivo mi pare un mix di patetico e inquietante) ma siccome i personaggi sono alquanto insipidi lo spettatore non resta sconvolto da ciò che accade loro.
Anche il comparto tecnico non aiuta molto: il design dei personaggi è accettabile, c'è un po’ di fan service ma senza esagerazioni e ho visto animazioni peggiori, però la serie sin dall'inizio si mantiene su un livello alquanto medio che non manca di momenti davvero grossolani capaci pure di togliere mordente alle sequenze di azione vera e propria, che già di loro sono poche e brevi. Infine le musiche non mi hanno detto nulla.
Insomma, Ray è un titolo che si può considerare godibile fino alla fine ma siccome risulta più avvincente per gli elementi collaterali anziché per quelli centrali, non si può certo definire un'opera degna di grandi attenzioni.
Voto tra il 6 e il 6,5.
I problemi nascono quando negli ultimi episodi ci si concentra sulla storia di Ray e del suo passato, che pure dovrebbe essere il cardine di tutto, perché la narrazione non sa renderla interessante: solo brevi cenni nei primi nove episodi e tali cenni non creano curiosità o mistero, e quando poi questa parte della trama entra nel vivo abbiamo un segmento finale che si lascia pure vedere grazie ad un discreto ritmo generale ma non suscita alcuna grande emozione, insomma risulta un'avventura normale (mentre invece dovrebbe essere l'apice). A questo effetto privo di mordente si giunge anche a causa di una introspezione piuttosto superficiale che non riesce a rendere intriganti i personaggi: siccome non stiamo parlando di un'opera che aspira a particolari vette, ci sta pure il fatto che Ray sia la solita fredda tsundere mentre tutti gli altri sono costruiti intorno ad una sola caratteristica, il problema è che risultano alla fine tutti caratteri anonimi, i buoni non suscitano simpatia né i cattivi sono odiosi.
Stesso risultato anonimo per gli elementi romance, già stereotipati e quindi molto prevedibili.
Tutto questo è un peccato perché almeno sulla carta il materiale per commuovere, indignare e creare una buona suspense ci sarebbe stato, nel momento delle spiegazioni ultime ci sono anche due o tre colpi di scena piuttosto inaspettati (e quello riguardante le motivazioni del cattivo mi pare un mix di patetico e inquietante) ma siccome i personaggi sono alquanto insipidi lo spettatore non resta sconvolto da ciò che accade loro.
Anche il comparto tecnico non aiuta molto: il design dei personaggi è accettabile, c'è un po’ di fan service ma senza esagerazioni e ho visto animazioni peggiori, però la serie sin dall'inizio si mantiene su un livello alquanto medio che non manca di momenti davvero grossolani capaci pure di togliere mordente alle sequenze di azione vera e propria, che già di loro sono poche e brevi. Infine le musiche non mi hanno detto nulla.
Insomma, Ray è un titolo che si può considerare godibile fino alla fine ma siccome risulta più avvincente per gli elementi collaterali anziché per quelli centrali, non si può certo definire un'opera degna di grandi attenzioni.
Voto tra il 6 e il 6,5.