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L’ho trovato un po’ insipido, per restare inerente al tema dell’anime.
La trama mi aveva attirato: che mondo sarebbe senza cioccolato?
Purtroppo la storia mi ha annoiato dopo poco, rivelandosi banale.
Cioccolato e cose dolci vengono tolti di mezzo dal governo che vuole promuovere cibi più salutari e gli unici che prendono in mano la situazione sono i ragazzi, con i due protagonisti che scoprono tutto un giro di contrabbando, sempre gestito da ragazzi leggermente più grandi loro.
Gli adulti si disperano e basta, restandosene dietro i banconi dei loro negozi vuoti, perché, ovviamente, nessuno vuole ciò che passa forzatamente il convento.
Quello che indebolisce ancora di più questo anime è la durata dei singoli episodi, che varia tra i tre/quattro minuti.
Per cui, se nel giro di un’oretta si vede tutto quanto, dall’altra i minuti sono contatissimi e bisogna sempre correre, passando da una situazione all’altra, a volte ritrovandosi anche con dei buchi temporali.
Alla fine di un episodio un ragazzino viene arrestato, ma nell’episodio successivo lo si trova già libero, che partecipa alla rivolta finale.
Lì ho pensato di essermi persa un episodio, invece no, stavo proseguendo regolarmente.
Praticamente, questo è stato fatto evadere di prigione (assieme ad altri ragazzi, legati alla causa per riportare il cioccolato alla legalità) e a noi neanche lo mostrano.
Finale scontatissimo, con i buoni che vincono e il cioccolato torna nelle vite di tutti.
Anime che non consiglio a nessuno: storia scialba, che corre fin troppo; personaggi per nulla approfonditi, che passano da una situazione all’altra, gettando lo spettatore nella confusione.