Nel corso del 2024 è stato annunciato il "China Hero Project", un'iniziativa atta a promuovere videogiochi di software house indipendenti locali. Tra i vari titoli presentati ce ne fu uno che catturò l'attenzione dei fan del genere soulslike, AI LIMIT, un progetto che da lontano ricordava parecchio (grazie alla sua estetica stile anime) quel tanto apprezzato Code Vein di Bandai Namco del quale ancora oggi si aspetta un seguito (team God Eater ci muoviamo per piacere?).
Il gioco era inizialmente previsto per la fine del 2024, ma a seguito dei feedback sulla demo era stato posticipato al Q1 2025. AI LIMIT uscirà ufficialmente domani, ma grazie al publisher CE-Asia noi siamo riusciti a provarlo con largo anticipo e, dopo aver passato diverse ore nel suo decadente mondo, siamo pronti a raccontarvi se valga la pena dargli una chance (soprattutto in una giornata dove sarà costretto a scontrarsi con il rilascio di un altro soulslike di alto profilo, ossia The First Berserker: Khazan).
Il gioco era inizialmente previsto per la fine del 2024, ma a seguito dei feedback sulla demo era stato posticipato al Q1 2025. AI LIMIT uscirà ufficialmente domani, ma grazie al publisher CE-Asia noi siamo riusciti a provarlo con largo anticipo e, dopo aver passato diverse ore nel suo decadente mondo, siamo pronti a raccontarvi se valga la pena dargli una chance (soprattutto in una giornata dove sarà costretto a scontrarsi con il rilascio di un altro soulslike di alto profilo, ossia The First Berserker: Khazan).

AI LIMIT ci trasporta in una realtà post-apocalittica, dove la terra ha ormai esaurito le sue risorse e i pochi sopravvissuti sembrano venerare misteriosamente il... fango. Mentre i comuni umani fanno fatica a sopravvivere, una guerra accesa si sta svolgendo tra la Chiesa (fanatici religiosi che usano i loro poteri per soggiogare le masse e professare la salvezza) ed i Necro (mostruosi esseri fatti di carne putrefatta che attaccano chiunque gli capiti a tiro).
Una terza fazione però agisce nell'ombra, i Blader, esseri immortali che utilizzano le loro capacità combattive per tentare di riequilibrare il conflitto e, al contempo, ravvivare i Branches per alimentare l'albero sacro e raggiungere l'Elysium, una terra promessa rigogliosa e lontana da questa buia realtà.
Noi vestiremo i panni di Arrisa, una Blader risvegliatasi misteriosamente e con memorie spezzate ma ancora presenti di una sua potenziale vita passata, cosa faceva prima di finire qui? Quali sono le sue vere origini? Qual è la verità dietro alla Chiesa ed i Necro?
Queste e molte altre saranno le domande a cui la ragazza tenterà di rispondere sul suo percorso di sangue (e fango) verso l'Elysium.

Nonostante si tratti del prodotto di debutto della compagnia, il gioco fa un buon lavoro nell'ispirarsi ai massimi esponenti di From Software, proponendo un mondo completamente interconnesso (spezzato giusto da qualche sporadico ascensore con caricamento a fare da transizione) che incoraggia in maniera eccellente l'esplorazione del giocatore, ricompensandolo con nuovi pezzi di equipaggiamento, consumabili o valuta sonante.
Gli elementi su cui tuttora abbiamo dei dubbi, intrinsechi proprio nel gameplay, sono due: la rivisitazione dei sistemi di stamina e del rilascio di "anime" alla morte. Arrisa infatti fa fede alla sua natura di Blader immortale, non essendo per niente soggetta all'uso della stamina, schivate o attacchi che siano potrete eseguirli in quantità industriale senza mai fermarvi, tuttavia sarete soggetti alle regole dettati dal tasso di sincronia. Perennemente visibile al centro dello schermo (soluzione che potrebbe risultare invasiva ma all'atto pratico aiuta a non distogliere l'attenzione dall'azione) questo indicatore potrà andare dallo 0 al 100% e si riempirà attaccando i nostri avversari, più sarà alto più danni infliggeremo, di contro però ogni volta che subiremo danni questo si ridurrà e (se dovesse scendere sotto il 50%) aumenterà il danno a noi inflitto. Se consideriamo che questo indicatore serve anche ad utilizzare le magie, le tecniche difensive (scudo, parry e schivata lampo) e le mosse speciali delle armi capite bene che sulla carta dovrebbe essere tutto molto bilanciato, diciamo "dovrebbe" perché all'atto pratico ignorare tutto il sopracitato (tranne il parry, in grado di disintegrare qualsiasi boss con una facilità disarmante) per un becero spam di R1 spesso si rivela la scelta più vincente, soprattutto considerato che i nostri attacchi potranno stordire facilmente sia nemici che boss, dunque neanche gli avversari più coriacei ci hanno richiesto più di due tentativi, cosa che trivializza parecchio la difficoltà.
Il rilascio delle anime è un altro argomento spinoso, chi bazzica il genere sa che la prassi di solito è una ed una sola: "muori una volta e lascerai tutte le tue anime a terra e dovrai recuperarle, muori una seconda volta ed andranno perse per sempre"; AI LIMIT rimescola anche questo elemento facendoci perdere alla morte solo il 25% circa della nostra valuta complessiva, ma impedendoci a tutti gli effetti di recuperarla, rendendo le morti ripetute eccessivamente punitive; va detto che in giro per la mappa si trovano macchinette e mercanti che vendono oggetti di valore, che possiamo acquistare come modo per "mettere al sicuro" i nostri fondi, ma è un sistema talmente non necessario ed astruso (utilizzato già anche in Lords of the Fallen e che avevamo bocciato totalmente nella nostra recensione) che non capiamo perché non mantenere semplicemente quello usato da tutti (soprattutto in un titolo di debutto).
Fortunatamente non tutte le novità sono mal calibrate, ad esempio i due sistemi legati ai nuclei sono una ventata di aria fresca: avremo infatti a disposizione un nucleo maggiore che definirà il nostro archetipo e ci fornirà diversi bonus passivi ed al quale potremo attaccarne diversi minori, rinvenuti esplorando o come ricompensa delle subquest; oltre a questo sarà anche possibile sostituire la nostra tipologia di nucleo con quello ottenuto sconfiggendo i boss, qui però ci sarà da fare una scelta importante, in quanto una volta inserito in noi uno di questi se decideremo di rimuoverlo si spezzerà, considerato che questi ultimi possono anche essere dati a diversi NPC per ottenere armi o magie esclusive dei boss si crea un interessante binomio del "Che faccio? Mi potenzio le statistiche oppure ho bisogno di quell'arma per la mia build?", sistema che abbiamo molto apprezzato.
Piccola nota a margine va al sistema di magie, non capiamo infatti il perché se abbiamo la possibilità di cambiare al volo la tecnica difensiva equipaggiata, per cambiare magia è invece necessario aprire il menù e sostituirla da lì, potendone infatti avere in attivo solo una alla volta; un sistema che nel complesso andava migliorato.

Parlando dell'aspetto tecnico il gioco risulta un'onesta via di mezzo, ottimizzato bene per quanto riguarda le prestazioni (tranne che per gli effetti speciali, che risultano eccessivamente pesanti ed hanno trasformato le nostre battaglie contro gli avversari che spammavano fulmini in una mezza presentazione Powerpoint per qualche secondo) ma che a livello di ambientazioni non grida al miracolo, i modelli dei personaggi risultano a tratti fuori posto, ben realizzati ma l'assenza di outline sugli stessi li fa sembrare quasi non finiti ed in generale la grafica stile anime cozza con il tono serio delle ambientazioni (non riesce insomma ad essere calibrata come in Code Vein).
Alti e bassi per quanto riguarda il doppiaggio, disponibile unicamente in cinese ed inglese noi abbiamo utilizzato quest'ultimo e diciamo che è un mezzo pastrocchio, con la nostra protagonista che più che apatica risulta quasi costantemente stordita ed alcuni personaggi principali o npc di sfondo entrati eccessivamente nel ruolo ed esagerati nella performance; si contano sulle dita di una mano quelli che hanno fatto davvero un buon lavoro.
Ottime impressioni invece per quanto riguarda il tempo di completamento e la gestione della trama, quest'ultima è dotata di un'ottima escalation e se per le prime 3/4 ore risulta quasi sconclusionata, allo scoccare della quinta fra i (fortunatamente pochi) file testuali e le interazioni con gli NPC i tasselli del mosaico iniziano ad assemblarsi, alimentando la nostra curiosità per le successive 15 e portando a risvolti davvero interessanti.
Il modo migliore per definire AI LIMIT è "Un onesto inizio", il titolo pecca di inesperienza sotto certi aspetti non riuscendo a calibrarli perfettamente ed al tempo stesso riesce a proporre alcune novità marginali ma funzionali, un level design in linea con quanto visto dalla concorrenza ed una storia che ci ha sorpreso sempre di più mano mano che proseguivamo.
Forse il prezzo di lancio di 35€ risulta un pochino eccessivo per quello che offre, ma considerando che si tratta di un'opera prima indipendente, e che prodotti del genere non si vedono così spesso siamo più che felici di consigliarvelo e regalargli un paio di punti in più.
Forse il prezzo di lancio di 35€ risulta un pochino eccessivo per quello che offre, ma considerando che si tratta di un'opera prima indipendente, e che prodotti del genere non si vedono così spesso siamo più che felici di consigliarvelo e regalargli un paio di punti in più.
Versione testata su PC e Steam Deck, disponibile anche in digitale su PlayStation 5.
Pro
- Trama coinvolgente una volta che ingrana
- Alcuni nuovi sistemi di gameplay ben studiati...
- Giusta durata
Contro
- Lato tecnico altalenante
- ...altri totalmente sbilanciati
- Doppiaggio inglese di qualità discutibile
Mio appena termino FFVII Rebirth
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