Generalmente quando si prende in mano un gioco non si vede l'ora di entrare nel vivo dell'azione. La celebre sessione del treno di Uncharted 2 ci porta a tempo zero nel bel mezzo di una delle più epiche sessioni action di sempre, catapultandoci in un su e giù di inquadrature e situazioni da cardiopalma che ci tengono incollati allo schermo per tutta l'avventura di Nathan. In modo paragonabile, le magiche storie di un qualche buon Jrpg conquistano il giocatore con un crescendo di eventi che culminano con il teatrale scontro finale.
 
Uomo cablato

Gli action sono tante cose, ma l'hype e l'appagamento nel riuscire sono due dei punti cardine del genere e, più in generale, di ciò che rende i videogiochi così divertenti. Gli horror riescono ad essere altrettanto intriganti facendo esattamente l'opposto: niente sessioni epiche o scontri adrenalinici, ma tanta atmosfera per una storia amara, magari addirittura angosciante, ma che strega il giocatore fino alla fine.

Karma: The Dark World è un thriller di Wired Productions Limited e Pollard Studio, un gioco che stupisce con le sue origini cinesi perché ha i sapori horror-noir tipici della letteratura occidentale distopica tra l'iconico 1984 o gli inquietanti racconti di Philip K. Dick. Forte della sua ottima grafica, che grida Unreal Engine 5 da ogni inquadratura, e della sua direzione artistica da urlo (a volte in senso letterale...) Karma: The Dark World immerge il giocatore in una storia ermetica e coerente, una storia dai ritmi lenti e costanti impreziosita da diversi elementi allegorici, ma che soprattutto riesce ad intrigare e al tempo stesso inquietare il giocatore portandolo in una spirale di pensieri e teorie che lo costringono a proseguire fino alla fine.
 
Famiglia di manichini

In una Germania dell'Est del 1984, anno ovviamente non scelto per caso, la misteriosa e onnipresente Leviathan Corporation guida la popolazione verso il "migliore dei futuri", un mondo dove la corporazione viene prima di tutto e ogni singolo cittadino è grato di quanto gli viene offerto nonché dell'ottima organizzazione e società che la Leviathan ha messo in piedi. In questo mondo dove alcuni inetti non riescono a stare al passo con i ritmi dell'industria c'è una divisione che si occupa di crimini e criminali ed è proprio da una di queste indagini che il gioco permette al giocatore di esplorare questo tetro, opprimente e distopico mondo.

Daniel, il protagonista, lavora presso l'ufficio pensieri della Leviathan Corp e vestendo i suoi panni daremo il via ad una serie di eventi che metteranno in dubbio il concetto di prima e dopo, un indagine approfondita che offre uno spaccato di una realtà distopica dove si trova tutto e al suo giusto posto: allegorie, amore romantico, amore familiare, dedizione, curiosità, ambizione. I motori primi della civiltà moderna vengono messi in gioco per una storia fatta a puzzle dove misteri e verità si alternano per uno spettacolare e psichedelico gioco di incastri.
 
Uomini televisione

I thriller psicologici in prima persona, ermetici e introspettivi, sono un classico dei titoli indipendenti, ma l'eleganza nella scrittura e l'efficacia di certe scene rendono Karma: The Dark World un vero spettacolo per gli occhi, un'esperienza cinematografica dove il gameplay si mette a disposizione della narrazione per veicolare un messaggio in modo forte ed efficace e non per mettere alla prova le abilità del singolo.

Non mancano collezionabili sparsi nelle aree per incentivare il giocatore ad esplorare, ma come spesso accade in questo tipo di giochi gli oggetti trovati sono funzionali alla migliore comprensione della trama, la quale ripetiamo avanza in modo costante ma con ritmi atipici, talvolta forse eccessivamente lenti, ma questo perché finalizzati a presentare al meglio l'angoscia di certe situazioni o l'assurdità di un mondo distopico... un assurdo che fa male perché inaspettatamente vicino alla nostra realtà. Sentirsi intrappolati nel proprio lavoro d'ufficio è un realtà per molti, non importa se di prestigio e ben pagato, così come si potrebbe arrivare a tutto pur di ottenere una promozione quando il lavoro è l'unico luogo dove si ottengono soddisfazioni.

GIUDIZIO FINALE

Karma: The Dark World è un'esperienza interessante. Ormai non fa più strano sentire dire che i videogiochi sono arte, ma tra i tanti titoli no-sense che escono, a volte ci si trova a pensare che forse si sta davvero nobilitando un po' troppo un medium che alla fine ha come unico scopo quello di intrattenere... poi arrivano giochi così. Elegante e sofisticato nelle sue scelte di design con una storia di alto livello, Karma è un titolo che fa riflettere e pensare tra teorie sugli eventi del gioco e spunti sul vissuto quotidiano, perché a volte un estremo non è poi così lontano.

Gioco testato su PlayStation 5.